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Enti locali, a Pisa le spese per incarichi più basse della Toscana Politica

Pisa, per contro, è fra i Comuni che investono più risorse in alcuni servizi essenziali quali il trasporto pubblico, lo smaltimento dei rifiuti e i servizi di pulizia. E' più che mai importante, in tempo di crisi e spending review, guardare ai bilanci delle pubbliche amministrazioni discernendo le voci di spesa in questione. E da questo punto di vista Pisa può essere annoverato tra i Comuni virtuosi che meno spendono per incarichi professionali esterni, una delle voci più critiche in molti enti pubblici, comunicazione e spese di rappresentanza, cancelleria e materiali di consumo, equipaggiamenti e vestiario. «Spese elevate nei servizi esssenziali perchè li consideriamo fondamentali per i cittadini – ha spiegato l’assessore comunale al Bilancio Giovanni Viale -, ma anche perché calcolate considerando i residenti, quando in realtà Pisa è fruita da almeno il doppio delle persone rispetto ai 91mila abitanti ufficiali». Questa la fotografia del Comune di Pisa secondo i dati dei cosiddetti «consumi intermedi» dei Comuni pubblicati da Il Sole 24ore in edicola questa mattina (lunedi 23 luglio), un vero e proprio caleidoscopio di numeri con il quale il quotidiano economico tenta di confrontare la spesa ogni cento residenti fra i 106 capoluogo di provincia per ciascuno dei dieci indicatori presi in considerazione anche dal decreto sulla revisione della spesa.

L'assessore al Bilancio ha spiegato il successo con la distribuzione degli oneri economici dei servizi, per mantenere in ordine e in efficienza la città, non solo sui residenti ma anche su coloro che di fatto consumano la città e ne utilizzano i servizi. In particolare, come avvenuto finora a Pisa, attraverso l’introduzione della tassa di soggiorno e l’aumento delle tariffe per la sosta al parcheggio turistico di via Pietrasantina.
Se il taglio ai trasferimenti previsto dal decreto legge sulla “spendine review”, 500 milioni nel 2012 e 2 miliardi nel 2013, comunque, dovesse basarsi su queste statistiche – ha proseguito Giovanni Viale – non si otterrebbe un incentivo alla buona qualità della spesa, ma si rischierebbe di penalizzare quelle città che, con una buona politica di bilancio, offrono più servizi a una platea più grande del numero dei loro residenti. Per valutare la qualità della spesa – spiega Viale -, la quantità delle spese deve essere rapportata a parametri diversi dai residenti. Cioè al numero di abitanti equivalenti, piuttosto che alla quantità di chilometri percorsi dai mezzi pubblici, ai rifiuti prodotti e alla superificie territoriale soltanto per fare alcuni esempi».

In dettaglio. Dati da non considerare assoluti, spiega la nota del Comune di Pisa, ma che danno a questa città una connotazione virtuosa, se è vero che la città della Torre è ultima in Toscana e 99esima in Italia per la spesa in incarichi professionali (14 euro ogni cento abitanti) e penultima a livello regionale e 78esima in quello nazionale per quanto concerne le spese di cancelleria e materiali di consumo (593 euro). Bassa anche la spesa per comunicazione e rappresentanza e quella per equipaggiamento e vestiario,  pari a 287 e 53 euro ogni cento abitanti che valgono la settima posizione nella graduatoria toscana per tutti e due gli indicatori e, rispettivamente, la 71esima per la comunicazione, e la 74esima per il vestiario, per quel che concerne le graduatorie nazionali. Non elevata, infine, anche la posizione nella graduatoria relativa alle spese per utenze (canoni per telefoni e reti, energia elettrica, acqua, riscaldamento e altri servizi) dato che Pisa, con 4.033 euro ogni cento abitanti, occupa il sesto posto a livello regionale e il 76esimo nella graduatoria nazionale.
Viceversa, invece, Palazzo Gambacorti segna i livelli relativi di spesa più elevati nei servizi essenziali: è il caso in particolare di quelli di pulizia e altri servizi (4.316 euro ogni 100abitanti, prima in Toscana e terza in Italia), ma anche del trasporto pubblico (8.416 euro; seconda a livello regionale e nella graduatoria nazionale), dello smaltimento dei rifiuti (19.236 euro, seconda in Toscana e diciassettesima in Italia), delle manutenzioni ordinarie di immobili e mezzi (3.9994 euro, seconda in Toscana e sedicesima in Italia) e in affitti e noleggi (2.484 euro, seconda in Toscana e tredicesima a livello nazionale).

Ed il motivo è duplice: «In parte dipende dal fatto che siamo un comune sano che decide di spendere di più per servizi fondamentali per i suoi cittadini facendo il più possibile economia negli altri settori – ha spiegato l’assessore comunale al Bilancio Giovanni Viale -. In parte, però, è la conseguenza del solito vizio metodologico di tutte queste classifiche, che è quello di costruire la spesa media dei diversi servizi per i residenti, un dato particolarmente distorto per città con le caratteristiche di Pisa in cui risiedono 91mila persone ma i cui mezzi pubblici, strada e altri servizi sono consumate quotidianamente da almeno il doppio.

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