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Eolico, in Toscana respinti quattro impianti Ambiente

Tutto ciò avviene in un contesto incerto e non chiaro per il fatto che la Regione non avrebbe ancora recepito le linee guida nazionali per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche in un contesto, pare, di pregiudizio nei confronti dell'energia del vento e delle tecnologie per sfruttarla. Questa la sostanza del discorso del responsabile nazionale per l'energia di Legambiente, Edoardo Zanchini, insieme, tra gli altri, al consigliere regionale Fds-Verdi Mauro Romanelli e a Fabio Roggiolani di Liberi imprenditori ecologisti.
Zanchini precisa che è stato deciso di bocciare i progetti, con motivazioni che appaiono debolissime che evidenziano un no pregiudiziale nei confronti degli impianti eolici, e che è mancato un confronto trasparente e pubblico con le aziende e con i Comuni coinvolti.
Motivazioni tecniche e partecipazione, dunque, sotto la lente di ingrandimento in questa vicenda, verso la quale Legambiente  esprime tutta la sua sorpresa e preoccupazione, ravvisando un pessimo segnale per lo sviluppo dell'energia eolica in Toscana. L'energia dal vento certamente naturale, come quella solare o quella delle biomasse agro-forestali, il cui sfruttamento, nel panorama degli impiantistica industriale, non dovrebbe avere certo impatti insostenibili, o irreversibili e profondi per l'ambiente come quelli inferti da opere ad elevato impatto ambientale.

I progetti sottoposti a procedura regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via) sono:
– Realizzazione dell’impianto Parco eolico Monte Faggiola, Comuni di Firenzuola e Palazzuolo sul Senio (FI)
– Parco eolico Poggio Tre Vescovi – Fresciano, nei Comuni di Verghereto (FC), Casteldelci (RN) e Badia Tedalda (AR)
– Impianto eolico Cresta del Giogallo, Pontremoli (MS).
Zanchini chiede "al governatore Rossi e all'assessore regionale all'Ambiente e energia Anna Rita Bramerini di fare chiarezza rispetto alla situazione che si sta delineando in Toscana nei confronti dell'eolico". Il consigliere Romanelli giudica "eccessiva la severità degli uffici regionali di Via nei riguardi dei progetti di energie rinnovabili, in considerazione del fatto che gli stessi uffici hanno contribuito alla realizzazione di tunnel, inceneritori, rigassificatori, alla autorizzazione dell'autostrada tirrenica, opere non certo meno impattanti degli impianti eolici". Ancora più allarmante la situazione toscana come descritta da Roggiolani per il quale ''fare energie rinnovabili in Toscana è diventato un percorso a ostacoli, un sistema che allontana investimenti per almeno 500 milioni di euro con i quali si coprirebbe un quinto del fabbisogno energetico regionale. E  – conclude – smettiamo di far finta di sostenere le rinnovabili se poi non le si vogliono''.

Sul fronte dell'eolico ieri la giunta della Provincia di Bolzano ha dato il via libera al parco eolico al Brennero, ridimensioniato rispetto alla prima presentazione del progetto: si realizzerà solo sul territorio del Comune di Brennero e non più su quello di Fleres, le pale eoliche saranno 19 e non 22. E' previsto un impianto radar e un unico accesso e monitoraggio ambientale. ''La capacita' di produzione e' stimata in 100 milioni di kwh l'anno pari al fabbisogno energetico di tutta l'Alto Val d'Isarco'', ha detto il governatore Luis Durnwalder. Aggiungendo i 200 milioni di kwh prodotti annualmente con il fotovoltaico, ''queste due forme di energia alternativa – ha aggiunto – consentiranno di coprire gia' il 10% del fabbisogno dell'intero Alto Adige''.
A quanto pare il Trentino, che in Italia è stato tra le regioni pioniere nell'applicazione della Via, fin dagli anni della prima direttiva europea nel 1985, attraverso studi e ricerche, regole e linee guida per tutelare paesaggio e risorse ambientali dall'impatto di impianti ed opere, fa molto affidamento sull'energia del vento.
 

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