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Ergastolo all’aggressore dei Carabinieri Cronaca

Ergastolo per Matteo Gorelli, l'aggressore che il 25 aprile 2011 aggredì i Carabinieri ad un posto di blocco nel grossetano. Gorelli, il giorno di Pasquetta del 2011, mentre stava andando con tre amici ad un rave party a Sorano, aggredì due Carabinieri che lo avevano fermato a un posto di blocco, riducendo in fin di vita l'appuntato Antonio Santarelli, morto dopo un anno di coma, e Domenico Marino, l'altro militare rimasto gravemente ferito nell'agguato. Cinque minuti è il tempo che è servito al Giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Grosseto, Marco Bilisari per condannare al carcere a vita il ventenne, accogliendo solo in parte le richieste dell'accusa e trasformando le accuse di omicidio volontario e tentato omicidio in una sentenza per certi versi inaspettata. Il Gup non ha infatti riconosciuto le attenuanti generiche a Gorelli, accogliendo la richiesta dell'avvocatura di Stato che aveva infatti invocato, durante l'udienza, proprio l'ergastolo. Il pm Giuseppe Coniglio si era invece ''fermato'' a venti anni di carcere. Sentenza esemplare in primo grado quindi, da quello stesso giudice che a settembre aveva concesso i domiciliari all'assassino, trasferito poi alla comunita' Exodus di don Mazzi per iniziare un percorso di recupero. Nessun commento della sentenza da parte di Domenico Marino, il Carabiniere che quella tragica mattina era di pattuglia insieme a Santarelli e che nell'agguato ha riportato gravissimi danni ad un occhio. Pesanti anche i risarcimenti che Matteo Gorelli dovra' versare: 300 mila euro al figlio del Carabiniere ucciso, 200 mila alla moglie Claudia Francardi – che dopo la lettura della sentenza non ha rilasciato dichiarazioni -, 200 mila al fratello e alla sorella del militare e 260 mila al Ministero della difesa. ''Non ce lo aspettavamo – ha detto l'avvocato Luca Tafi, che insieme a Francesco Giambrone difende Matteo Gorelli -. Adesso aspettiamo le motivazioni della sentenza – attese tra 60 giorni – e poi valuteremo se ricorrere in appello''.

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