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Erp, cade a pezzi la casa a risparmio energetico Cronaca

930mila euro per costruire uno degli edifici guida dell'edilizia residenziale pubblica del Mugello. Improntato a criteri bioclimatici e di risparmio energetico, oltrechè a criteri di gradevolezza architettonica moderna, l'edificio di via del Palagio a Cavallina, in località Canto del Gatto, inaugurato il 10 maggio 2008, a distanza di pochi mesi dalla consegna delle chiavi agli inquilini cominciò a riempirsi di crepe. 930mila euro di realizzazione, un contributo regionale per l'innovativo impianto di riscaldamento centralizzato con contacalorie per ogni unità abitativa,  distribuzione a bassa temperatura con serpentina a pavimento e con pannelli solari mimetizzati nella copertura: il fiore all'occhiello del Peep dell'intero Mugello è appassito in pochi anni, 4. Proprietario della struttura, il comune di Barberino del Mugello, che lo gestisce attraverso Casa spa (che raccolgie 33 comuni dell'area fiorentina). Vi abitano 12 famiglie in appartamenti per due, tre e quattro persone.

Ebbene, cosa è successo? Crepe nella struttura, pavimenti che si sono sollevati (e rotti) all'interno degli appartamenti. A poca distanza dalla festosa inaugurazione con tanto di sindaco, direttore di Casa spa, bambini, famiglie, ecc. anche le colonne portanti, a vista, sono state rimesse in sicurezza e sono stati necessari lavori di consolidamento.
La scala condominiale esterna che da accesso ai ballatoi per accedere ai singoli appartamenti è costituita da cemento liscio e con assenza di pendenza tanto da diventare pericolosissima in caso di pioggia, neve o ghiaccio. Le persone cadute sono state numerose, fino ad arrivare ad un serio infortunio che ha visto coinvolto un anziano inquilino della abitazione. Vi è inoltre un punto che rimane a lungo allagato a causa di un errato calcolo delle pendenze.
Ma veniamo al ballatoio: di accesso agli appartamenti, è costruito in metallo. Un ottimo conduttore di elettricità, come è conoscenza diffusa: prova ne sia che quando si accende la luce condominiale, chi vi cammina sopra o si appoggia alle ringhiere percepisce delle decise scariche elettriche che rischiano di diventare pericolose in presenza di pioggia. Di fronte alle preoccupate, allarmate e insistenti segnalazioni dei consdomini, qualcuno (con ogni probabilità, visto il ruolo di gestore, Casa spa) ha pensato bene di tagliare i fili dell'impianto elettrico. Il ballatoio non dà più scosse, ma gli inquilini, quando cala il sole, sono costretti a tornare a casa facendo suso di torce elettriche. Tanto più considerando la posizione isolata della struttura, che li condanna praticamente al buio assoluto.

Passando ai piani terra, le famiglie "nuotano" nell'umidità e convivono con infiltrazioni d'acqua e cedimento dei pavimenti. Cause? Totale assenza di pavimentazione e intercapedini esterne: mancano completamente, come osserva il consulente in forza al comitato di autogestione Matteo Palli, lo scannafosso e il marciapiedi attorno alla struttura. Col risultato che la terra "batte" contro i muri senza alcun impedimento. Infine vi è il problema dell’impianto di riscaldamento, che doveva essere il vero punto di forza dell'intera struttura, esempio di alta efficienza energetica e di ecocompatibilità. "Dopo una continua serie di malfunzionamenti dei pannelli solari che hanno costretto le famiglie a starsene al freddo per molto tempo – spiega Simone Porzio, segretario del Sunia, il sindacato che segue l'odissea delle famiglie di Cavallina – gli appartamenti che sono all’apice opposto e quindi più lontani dalla centrale termica rimangono letteralmente all’addiaccio con temperature che in inverno arrivano alla potenza massima media di circa 12 gradi. L’acqua che scorre nelle serpentine arriva alla meta quasi fredda, provocando anche umidità e condensa lungo pareti e pavimenti". E anche l'impegno dell’amministrazione comunale a bonificare gli spazi verdi circostanti pieni di detriti e scarti di lavorazione lasciati quando il cantiere era aperto non è stato rispettato.

Fra le domande che la situazione fa scattare, quella sull'atteggiamento del comune, proprietario dello stabile, e dell'ente gestore Casa spa di fronte alle lamentele degli abitanti.
"Di fatto, si è realizzato ciò che è un po' un "calssico" in queste situazioni – spiega il dottor Palli, raggiunto a telefono – nel senso che l'amministrazione comunale è stremata dai tagli, Casa spa si occupa di piccole manutenzioni ma di fronte a interventi più sostanziasi gestisce e indice appalti ma opera con i soldi del comune. Ciò significa, in buona sostanza che per ora, alle richieste d'aiuto addotte dagli inqulini è stato risposto solo con il silenzio, che è il risultato di un rimpallo di repsonsabilità fra comune e ente gestore".
Nono solo. Il Sunia ricorda anche che Casa spa ha promesso interventi risolutivi, cui però non hano corrisposto i fatti. Tant'è vero che, come ricorda il consulente dell'autogestione dello stabile, "Sono stato contattato circa due anni fa per questi problemi". E, come dicono gli inquilini, i "problemi" già sussistevano ben prima degli ultimi due anni. 

A tutto questo corrisponde un clima di esasperazione che serpeggia fra le famiglie assegnatarie, in particolare quelle che, avendo membri anziani, li vedono continuamente in pericolo a causa della famosa, liscia e sdrucciolosissima scala esterna e pavimento di entrata. Anche in questi giorni, in cui pure non ha piovuto. Firgurarsi in inverno, col ghiaccio, e in luogo, come ricorda Palli, "esposto a tutti i venti, con umidità persistente e all'ombra".
Responsabilità?
" E' difficile – conclude Palli – davanti a un immobile che dopo 4 anni si presenta in queste condizioni non porsi legittime e spontanee domande circa la conduzione dei lavori, le modalità di costruzione, la sorveglianza dei cantieri".
Del resto, il Sunia denuncia la situaizone con parole molto decise: la direzione e la vigilanza sui lavori da parte dei comuni e casa spa si dimostra "non all’altezza della situazione e consente alle ditte appaltatrici di eseguire malamente lavori utilizzando materiali scadenti e manodopera poco qualificata. Lo spreco di risorse pubbliche grida vendetta, soprattutto di questi tempi. Sempre piu’ spesso i già pochi soldi dei contribuenti destinati alle case popolari vengono utilizzati per rappezzare stabili e alloggi appena costruiti. Centinaia di migliaia di euro buttati dalla finestra".

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