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Erp, dal Pnrr soldi tantissimi, tempi strettissimi, sistema Toscana alla prova Breaking news, Cronaca

Firenze – I soldi del PNRR sono tanti, tantissimi, 93 milioni e 466 mila euro, per l’edilizia popolare. I tempi per poterli utilizzare sono stretti,  strettissimi, come illustrano i tecnici della Regione, presenti da protagonisti all’incontro confronto online che Regione e Anci hanno organizzato con i Comuni. All’oggetto, regole, modalità, finalità e tempistica di questa pioggia di soldi sull’edilizia popolare.

La delibera, come sottolinea l’assessore alle politiche abitative Serena Spinelli, è già stata licenziata dalla giunta regionale, ed è la 1133 del 28 ottobre. Le risorse, che arrivano a livello regionale, vanno destinate alle azioni comunali. Ciò significa che saranno i Comuni a dovere costruire e presentare i progetti attraverso i soggetti gestori, la Lode, che appresterà il piano generale degli interventi con un elenco da corrispondere alla Regione che lo presenterà al Ministero. Ed è solo il primo passo. Insomma, i passaggi sono tanti e molto più complicati di quanto appaia.

“E’ una fase bella, ma anche “sfidante” – dice Spinelli nel suo intervento – un innesto di risorse così forte nel sistema era molto tempo che non si vedeva. Chiaramente la fase sfidante è legato al fatto che l’utilizzo di queste risorse ha una scadenza temporale molto stretta, come previsto dal PNRR, e quindi dobbiamo trovare una modalità d’azione diversa, di squadra, creando un meccanismo di condivisione e collaborazione che ci consenta di non perdere quella che si configura come una straordinaria occasione”.

D’altro canto l’emergenza abitativa ormai riguarda non solo la fascia sociale più a rischio, ma l’aumento di bisogno fa emergere una nuova fascia di popolazione che ha accumulato una difficoltà importante rispetto all’abitare.”Il nostro patrimonio ha una grande necessità di un investimento importante – conclude Spinelli – se riusciamo a cogliere questa occasione potremmo dare una risposta sì in termini di qualità al nostro patrimonio abitativo, ma soprattutto in temrini di qualità della vita delle persone che vivono nell’Erp. Stiamo differenziando come Regione le nostre azioni su più canali di intervento, dalla rigenerazione urbana (tema del PNRR), su cui i Comuni hanno risposto in maniera efficace”.

Entrando nel merito tecnico della misura, si tratta di una misura complementare al piano nazionale del PNRR. “Si tratta del primo step operativo – spiega Maurizio De Zordo, funzionario responsabile posizione organizzativa – che darà la misura della capacità di utilizzo dei fondi che nei prossimi anni saranno a disposizione degli enti pubblici; un motivo in più per uno sforzo che sarà di non poco conto per rispettare i parametri e le tempistiche richieste”.

La misura, che a livello nazionale prevede due miliardi di euro, è destinata esclusivamente ed esplicitamente alla riqualificazione del patrimonio pubblico residenziale, ovvero al parco delle case popolari. In Toscana, la giunta ha emanato un avviso pubblico riservato ai soggetti gestori Erp della Regione, finalizzato alla presentazione di proposte di intervento per la formazione di un Programma regionale di riqualificazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica. il programma ha lo scopo di intervenire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, la resilienza e la sicurezza sismica, nonché la condizione sociale nei tessuti residenziali pubblici, ed è finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR, Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica. Componente 3 – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, per un ammontare complessivo di € 93.466.353,62.
L’85% della dotazione finanziaria è ripartito fra i livelli ottimali di esercizio (LODE) della Regione Toscana, sulla base del patrimonio E.R.P. presente nel territorio di riferimento; l’ulteriore 15% è ripartito tra i gestori di patrimonio in zona sismica 2.  Secondo il modello toscano la programmazione di interventi nell’Erp è posta in capo ai Comuni che la esercitano attraverso il soggetto gestore da loro costituito.

La giunta regionale, approvando il decreto 1133 del 28 ottobre, ha compiuto il primo passo per avviare il procedimento previsto dal PNRR.

Oltre ai due punti principali, ovvero la sicurezza sismica e l’efficientamento energetico, ci sono altri possibili interventi, ammessi purché connessi ai primi due temi, vale a dire alla verifica e valutazione della sicurezza sismica e statica degli edifici popolari e ai progetti di miglioramento o di adeguamento sismico, a interventi di efficientamento energetico di alloggi o di edifici di edilizia residenziale pubblica. Si tratta, come precisa la delibera 1133 all’art.4, di interventi di razionalizzazione degli spazi di edilizia residenziale pubblica, compresi gli interventi di frazionamento e ridimensionamento degli alloggi; interventi di riqualificazione degli spazi pubblici, se eseguiti congiuntamente a uno degli interventi principali, compresi i progetti di miglioramento e valorizzazione delle aree verdi, dell’ambito urbano di pertinenza degli immobili oggetto di intervento. E’ prevista anche la possibilità di mettere in atto operazioni di acquisto di immobili, da destinare alla sistemazione temporanea degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica oggetto degli interventi di riqualificazione sismica ed energetica (gli alloggi volano). Questi acquisti hanno alcuni paletti di tipo qualitativo, ovvero possono essere messi in atto  ” a condizione che gli immobili da acquistare siano dotati di caratteristiche energetiche e antisismiche almeno pari a quelle indicate come requisito minimo da raggiungere per gli immobili oggetto degli interventi principali”. Inoltre, a quest’ultime finalità la legge prevede che sia destinato un importo non superiore al 10 per cento del totale delle risorse. Infine, il decreto 1133 prevede anche la possibilità da parte dei Comuni di dare corso a operazioni di locazione di alloggi da destinare temporaneamente agli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica oggetto degli interventi.

Ed ecco come sarà ripartito l’85% della dotazione finanziaria fra i vari LODE (livelli ottimali di esercizio) della Regione Toscana, a cui si aggiunge il gruzzolo drivante dalla ripartizione al 15% per gli alloggi posti in comuni sismici : partendo da Arezzo, 3.096 alloggi Erp, dal riparto dell’85% vengono attribuiti 4.953.996,32 euro. La presenza di 2.113 alloggi sismici aggiungono altri 3.819.895,99 euro, per un totale di 8.773.892,31. Ad Empoli (1551 alloggi Erp, non ha alloggi in zona sismica) giungeranno comlessivamente 2.481.798,54. Firenze, con 12.481 alloggi Erp, vede 20.547.243,78 euro dal primo riparto, a cui, con 992 alloggi nei comuni sismici, si assommano altri 1.793.344,45 per un totale di 22.340.588,23 euro. Grosseto ha un parco Erp pari a 3.165 alloggi, percepisce 5.064.405,15 dal primo riparto, più, con 32 alloggi in Comuni sismici, 57.849,82 euro per un totale di 5.122.254,97. Livorno, con un parco Erp di 8.605 alloggi, si vede attribuire 13.769.101,53, che tali rimangono perché non ha alloggi popolari in comuni sismici. Lucca, con 4.091 alloggi popolari, si vede attribuire 6.546.123,69 euro, che, sommati ai 968.984,50 per i 532 alloggi in comunis sismici, diventano 7.515.108,19. Massa Carrara possiede 3.757 alloggi Erp, per cui percepirà 6.011.680,93 euro, 728 nei comuni sismici valgono 1.316.083,43, per un totale di 7.327.764,36. Andando a Pisa, 6.323 alloggi per  10.117.609, nessuno nei comuni sismici, rimangono 10.117.609,41.  Per quanto riguarda Pistoia, 2.146 alloggi Erp, 3.433.874,71 euro,  1.069 in comuni sismici, altri 1.932.545,58 euro per un totale di 5.366.420,29. Prato, 6.208.842,05 di dotazione totale per gli 1824 alloggi Erp. Siena, 4.442.973,74 euro totali per un patrimonio di 2.597 case popolari, 287 in comuni sismici.

Cifre senza dubbio sconosciute da decenni all’Erp, che però, come sottolineato, dovranno fare i conti con una tempistica molto stringente. Il riscio, come sottloineano in molti, è di non avere la forza e il tempo per gestire il gran numero di procedimenti. La soglia prevista dalla legge è di un milione di euro, anche per evitare il moltiplicarsi degli affidamenti, che diventerebbe molto complesso seguire. Se si avesse, ipotizza De Zordo, “150mila euro ad affidamento, avremmo oltre 600 affidamenti da seguire. Una difficoltà enorme”.

La tempistica mette fretta. Infatti, entro il 3 dicembre da oggi (5 novembre) devono essere presentati gli elenchi degli interventi previsti. I soggetti che devono presentare gli elenchi sono i soggetti gestori, i documenti devono essere presentati alla Regione Toscana. Gli interventi da ordinare per elenco sono sostanzialmente due per ogni Lode: il primo, va a saturare le risorse disponibili secondo le indicazioni di legge, il secondo (fino al 50% degli interventi del primo), non direttamente finanziato che riguarda gli interventi di riserva, ovvero finzionali all’utilizzo futuro delle economie, che possono servire in caso di ulteriore finanziamento della misura ed eventualmente capaci di subentrare in caso di impossibilità a procedere su uno degli interventi del primo elenco.

Entro il 31 dicembre, la Regione deve approvare il Piano regionale, formato dagli elenchi delle proposte che a loro volta devono essere state approvate dall’assemblea LODE corrispondente. Entro il 15 gennaio, il Piano approvato deve essere inviato al Ministero. Gli ulteriori step sono calendarizzati dal DM del MEF del 15 luglio 2021, che vede l’affidamento della progettazione degli interventi entro il 30 giugno 2022, via via fino all’ ultimazione dei lavori ed emissione del certificato di collaudo al 31 marzo 2026.

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