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Erp, solo alloggi con ristrutturazioni a carico Cronaca

Il fondo del barile è stato raschiato e ora si cerca di passare l’inverno. In primavera ci si aspetta che si possano avere delle nuove disponibilità. E’ così che si presenta la situazione delle case popolari, settore assegnazioni, in queste ultime settimane del 2011. E scatta la “possibilità” di ricevere in assegnazione un alloggio con incluso l’accordo di anticipare le spese di ristrutturazione, che solitamente si aggirano sui 2-4mila euro (ma possono arrivare anche a 9 – 11mila euro).
Ricevere una casa da ristrutturare, contemplata solo come chance alternativa, sta diventando in realtà l’unico modo per l’amministrazione di rispondere in qualche maniera alla richiesta di alloggi che giunge dalle fasce più deboli, quelle, per intendersi, in cui un licenziamento, ragioni di salute, carico di figli, lavoro irregolare, pensione minima non consentono di stare al passo con l’affitto. Una situazione ben nota, che fa il paio con la stretta sulle esecuzioni, passate a 100 in novembre.
Ma la regola delle assegnazioni con ristrutturazione a carico (scalata poi dal canone) scopre anche storie singolari, che incidono sul principio dell’equità.
Un caso esemplare è quello di Beatrice (nome di fantasia) che, alla morte della madre, decide di affittarne l’alloggio a circa 700 euro al mese. Un modo per integrare lo scarso reddito suo e del marito. La coppia decide di affittare secondo le regole in materia, non lasciando nessuna zona grigia.
Dopo qualche mese, l’affittuario (una single con lavoro part-time) smette di pagare il canone. Svariati tentativi di accordo (ad esempio, pagare intanto qualcosa) naufragano senza rimedio.
Si arriva, dopo 3 anni (la morosità risale al 2009)  e qualche rinvio, allo sfratto esecutivo con forza pubblica.
E qui scatta lo “scivolo”: nonostante il punteggio che la porrebbe dietro a una lunga lista, la signora, che chiameremo Laura, grazie allo sfratto, salta avanti e si guadagna il diritto a un’assegnazione, naturalmente con ristrutturazione a carico. Costo della ristrutturazione? Circa 3500 euro. Costo complessivo della mora di 3 anni per mancato pagamento del canone? Circa 6mila euro e rotti. Laura sottoscrive l’impegno col Comune.
“E’ solo una questione di principio – conclude la vicenda Beatrice – come ha fatto a mettere da parte i soldi per la ristrutturazione? Forse non pagando per tre anni il canone della nostra casa. Perché non ha fatto una proposta a noi, che avevamo dato disponibilità a venirle incontro?”.
La situazione intanto, assicurano i sindacati del settore, non è affatto inusuale. “Di solito, chi non riesce a pagare l’affitto non ha i soldi da anticipare per le ristrutturazioni – spiegano i sindacati – e chi lo fa, prende i soldi in prestito da amici e parenti. Ma con difficoltà riesce ad arrivare a somme che vadano oltre i 3mila euro. Rimane il fatto che in questo momento gli unici alloggi disponibili sono quelli con ristrutturazione a carico”. 

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