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Esecuzioni immobiliari, Consulta: seconda proroga blocco illegittima Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ affidata a una nota della Corte Costituzionale, la sintesi della sentenza 128, depositata oggi 22 giugno, redattore il giudice Giovanni Amoroso, in cui si legge che “il bilanciamento sotteso alla temporanea sospensione delle procedure esecutive aventi ad oggetto l’abitazione principale è divenuto, nel tempo, irragionevole e sproporzionato, inficiando la tenuta costituzionale della seconda proroga (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021), prevista dell’art. 13, comma 14, del d.l. n. 183 del 2020, come convertito”.

A stabilirlo, la Corte costituzionale che con la sentenza odierna si è pronunciata su questioni di legittimità sollevate dai Tribunali di Barcellona Pozzo di Gotto e di Rovigo relative all’articolo 13, comma 14, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (cosiddetto “milleproroghe”).

“In particolare – si legge nella nota che accompagna la sentenza – la Corte ha ritenuto non più proporzionato il bilanciamento tra la tutela giurisdizionale del creditore e quella del debitore nelle procedure esecutive relative all’abitazione principale di quest’ultimo in considerazione del fatto che i giudizi civili (e quindi anche quelli di esecuzione), dopo l’iniziale sospensione generalizzata, sono ripresi gradualmente con modalità compatibili con la pandemia”.
La sospensione prevista dalla norma impugnata, continua la nota, “è rimasta immutata negli stessi presupposti ed è stata ulteriormente prorogata a partire dal 1° gennaio 2021 per ulteriori sei mesi”.

Perciò la Corte, pur confermando “che il diritto all’abitazione ha natura di «diritto sociale»”, ha messo in luce il fatto che “il sacrificio richiesto ai creditori avrebbe dovuto essere dimensionato rispetto alle reali esigenze di protezione dei debitori, con l’indicazione di adeguati criteri selettivi. Nella seconda proroga della sospensione delle procedure esecutive aventi ad oggetto l’abitazione principale, invece, non è stato individuato alcun criterio selettivo volto a giustificare l’ulteriore protrarsi della paralisi dell’azione esecutiva”.

Infine la Corte precisa “che resta ferma in capo al legislatore, ove l’evolversi dell’emergenza epidemiologica lo richieda, la possibilità di adottare le misure più idonee per realizzare un diverso bilanciamento, ragionevole e proporzionato, tra il diritto del debitore all’abitazione e la tutela giurisdizionale in sede esecutiva dei creditori”.

“In realtà la Corte parla delle esecuzioni immobiliari – è la precisazione che giunge dal Sunia ed Unione Inquilini – nessun allarmismo dunque, anche se senz’altro si tratta di una sentenza da studiare”.

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