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Esilio, identità, asilo: nuovo volume di Testimonianze Opinion leader

Firenze – È uscito il nuovo volume della rivista «Testimonianze», che ha come tema centrale quello delle Figure dell’esilio. Un tema carico di significato, che nel contesto odierno, acquisisce decisamente centralità.

Diverse sono le figure-simbolo cui, nel volume, viene fatto riferimento per descrivere il dramma dell’esilio e dello sradicamento. Su di esse riflettono Severino Saccardi, direttore della rivista, e Sergio Givone, docente di Estetica all’Università di Firenze e scrittore, in un ampio dialogo che apre la sezione monotematica che dà il titolo e il tono al volume.

Un dialogo che parte dagli albori della civiltà occidentale, con la lezione di Socrate che preferì affrontare concretamente e fisicamente la morte pur di evitare la morte civile che, con l’ostracismo, avrebbe comportato la perdita dell’identità e della cittadinanza. Diversamente, la fuga di Enea e la ricerca di salvezza per sé e i per suoi cari lo porteranno a divenire il mitico fondatore di una civiltà da cui nascerà un impero che farà della dimensione della cittadinanza (Civis romanus sum) un cardine fondamentale. Cittadinanza come elemento di inclusione e di ricerca del consenso e, al tempo stesso, come strumento di esclusione per chi non vi poteva avere accesso.

Ma proprio la figura di Enea porta a riflettere sull’esilio come paradossale, e certo drammatica, occasione di riscatto o come spinta alla ricerca di inedite vie di salvezza. Ha grande significato la vicenda biblica del popolo ebraico che, uscendo dalla condizione di cattività, nel faticoso e rischioso percorso dell’Esodo, intravede la promessa di una nuova terra su cui porre le proprie radici, prosperare e ritrovare la prospettiva del futuro. È peraltro, come viene fatto notare, proprio nell’esperienza del dolore, dell’esilio, nello scoramento e nell’apparente perdita di sé che grandi (e fra loro diversissimi) personaggi fiorentini – come Dante (di cui parla Massimo Seriacopi), Machiavelli (su cui scrive Olga Mugnaini), e don Milani (di cui racconta Sandra Gesualdi) – hanno prodotto opere di grande significato: la Divina Commedia, Il Principe, L’obbedienza non è una virtù e Lettera a una professoressa.

L’esilio porta a cercare strade per la ricostruzione dell’identità. E di Esilio e ricostruzione dell’identità in Hannah Arendt scrive Vittoria Franco, mentre Ricardo Héctor Rabitti racconta di Storie di esilio di uomini e donne, dell’altra parte del mondo (cioè nelle terre di emigrazione in America Latina). Ma l’esilio è, spesso, anche metafora della condizione umana medesima. La vita stessa, nella sua dimensione esistenziale più profonda, sembra talora essere confinata in una condizione di esilio. È Gabriella Fiori a dar conto della visione, personale e impersonale insieme, di Simone Weil che vive la tensione e la sofferenza di una vita limpidamente orientata alla ricerca della verità. Una vera e propria esperienza di autoesilio.

In ogni caso, la preservazione della propria dignità e la ricerca di appigli per coltivare comunque il senso delle piccole (e belle) cose della vita, si può avere perfino quando si è costretti a vivere forzatamente lontani dalla propria città e dalla propria vita. Così fu per I Ginzburg al confino (v. articolo di Simone Siliani).

L’esiliato chiede, comunque, di essere accolto. È Valdo Spini che ricorda del tempo in cui la Francia accoglieva i Rosselli. E Andrea Bigalli (parlando del noto film di Nanni Moretti, Santiago, Italia), ricostruisce i giorni dell’odio e della solidarietà (quando l’ambasciata italiana a Santiago aprì le porte ai perseguitati durante i giorni del colpo di stato di Pinochet in Cile).

L’esilio non può non portare, di per sé, al confronto con il tema del diritto d’asilo, come autentica premessa della pace universale (come sosteneva già un pensatore del calibro di Immanuel Kant e come propone la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo). Un tema, quello del diritto d’asilo, che oggi infiamma il dibattito politico e che provoca divisioni e contrasti all’interno della pubblica opinione. Benzina che riaccende pulsioni nazionalistiche che sembrano riprendere forza nonostante i disastri e gli orrori provocati da ideologie consimili nel secolo scorso. È comunque con tale grande questione che l’Unione europea è chiamata ineludibilmente a fare i conti nel momento in cui siamo posti di fronte a drammatiche storie di persone in fuga (come ricorda, rimandando con forza ai drammi del nostro tempo, don Armando Zappolini).

Il volume di «Testimonianze» propone anche il testo di un giornalista e scrittore (per anni collaboratore della rivista fondata da Ernesto Balducci e recentemente scomparso) come l’iraniano Bijan Zarmandili, che in Italia ha iniziato a vivere alcuni anni fa proprio in condizione di esiliato. È dalla sua esperienza personale, di uomo e di intellettuale che parte la riflessione dedicata alla fatica che devono fare gli scrittori costretti a vivere lontani dalla loro terra, dando vita sulla carta, spesso nella lingua del paese che li ospita e con una scrittura creativa proprio perché ibrida, a racconti tesi a far sì che l’esilio non sia il luogo dell’oblio.

Riflessioni dense di significato, all’interno di un volume che (oltre alla sezione monotematica dedicata al tema dell’esilio) ospita interventi di Bruno Becchi, di Vannino Chiti (che scrive sul Patto mondiale delle migrazioni), di Gabriele Parenti, Carlo Prezzolini e Stefano Zani ma anche degli studenti della classe 4C del Liceo Scientifico «L. Da Vinci» di Firenze e della classe 5B del Liceo delle Scienze Umane «G. Pascoli» di Firenze (che si occupano di diritti umani), dando conferma ancora una volta della volontà della storica rivista «Testimonianze» di voler dare spazio e voce anche ai più giovani.

Il  volume verrà presto presentato in due occasioni: presso la Basilica di S. Miniato al Monte in una serata-evento, aperta dall’intervento dell’abate Bernardo Francesco Gianni (che su «Testimonianze» ha ricordato la storia di S. Miniato, esule armeno), il prossimo 8 Maggio alle ore 21.00, con interventi di Massimo Seriacopi, Sandra Gesualdi, Sergio Givone e Severino Saccardi, oltre che di Maria Carmen del Farah, direttrice dei giovani dell’Associazione «Volver», che eseguiranno brani musicali dedicati alle vittime delle persecuzioni politiche in ogni paese del mondo; l’altra occasione sarà, invece, alla Libreria Nardini presso le Murate, nel contesto della «Notte Blu» europea, il 10 Maggio alle ore 18.00, in un incontro in cui si parlerà (con Vittoria Franco, Simone Siliani, Valentina Pagliai, Jacopo Storni e Severino Saccardi, coordinati da Ennio Bazzoni) di Esilio e diritto di asilo, con la partecipazione straordinaria della musicista e cantante Angela Batoni.

Il volume di «Testimonianze» può essere acquistato, oltre che in molte librerie fiorentine, direttamente on line sul sito della rivista (www.testimonianzeonline.com).

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