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Esplode la cassa integrazione nel primo bimestre 2012 Economia

E’ boom di cassa integrazione in Toscana nei primi 2 mesi del 2012. Un aumento del 116,5% delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende, con picchi elevatissimi nelle province di Pistoia, dove si è passati dalle 0 ore di gennaio alle 102 mila di febbraio, e Firenze, che ha visto impennare la richiesta del 78%, secondo i dati del 38° Rapporto Uil basato sulle stime del Servizio Politiche del Lavoro. Le ore di cassa integrazione autorizzate erano 1.686.308 a fine gennaio. Sono diventate 3.651.402 un mese dopo. L’incremento maggiore si registra nella cassa integrazione in deroga, con un aumento del 189% in un solo mese. Il dato è in linea con il trend del Paese, dove il numero di ore di cassa integrazione richieste è aumentato in 17 regioni su 21. La Toscana si  avvicina drammaticamente alle percentuali di Molise, prima in classifica con 220,8%, seguita da Sicilia, Umbria e Sardegna. Ultimo dato che fa riflettere: i lavoratori cassaintegrati erano a gennaio 9.919, sono diventati 21.479 a febbraio. Ben 11.560 in più. Tra loro, quelli in regime di deroga sono passati da 3.643 a 10.546. «Un ‘esplosione che va analizzata con molta attenzione – ha commentato il Segretario Confederale Uil, Guglielmo Loy, oggi a Firenze per partecipare all’assemblea sindacale presso l’Hotel Michelangelo – perché colpisce tutte le province e tutti i settori, e riguarda tutti i tipi di cassa integrazione, soprattutto quella in deroga, segno che moltissime piccole e piccolissime imprese stanno soffrendo una fase di ulteriore difficoltà e sono costrette a sospendere parte dell’attività produttiva». Con questi numeri diventa più che mai prioritario per il  sindacato difendere gli ammortizzatori sociali al tavolo della trattativa con il governo per la riforma del mercato del lavoro. «Con un tasso di crescita basso l’impatto immediato sull’occupazione è inevitabile – ha detto Loy – Non è il momento di smantellare un sistema senza proporne uno alternativo che abbia la stessa efficacia. Il Governo sta accelerando i tempi non solo sul raggiungimento di un eventuale accordo, ma anche sulla fase transitoria. Il passaggio da un sistema ad un altro è una fase delicatissima. Dire a un lavoratore di meno di 40 anni che sta in un’azienda che utilizza la mobilità in attesa di nuovo lavoro che avrà solo 8 mesi anziché 12 o 24 crea il rischio di un vero e proprio dramma sociale. Occorre molta cautela perché si parla di persone e non di  numeri». Per quanto riguarda l’altro tema caldo della trattativa, ossia l’art. 18, la posizione della Uil è altrettanto chiara. «L’art. 18 non si tocca – ha aggiunto il Segretario della Uil Toscana, Vito Marchiani – Non è vero che in Italia non si possa licenziare, tant’è che tanta gente ha perso il posto di lavoro. Si tratta di non licenziare senza un giusto motivo. Semmai si tratta di scrivere meglio gli articoli 2118 e 2119 del codice civile, definire meglio cosa significa “giusta causa” per ridurre la discrezionalità della magistratura. Ma non si può chiedere che difronte ad un licenziamento illegittimo ce la si cavi con indennità di 6 mesi». 

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