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Estate, tempo di flânerie: a spasso per Pistoia Cultura, Turismo

Pistoia – “Sarà Estate – finalmente”, scrive Emily Dickinson in una delle sue più belle poesie.  E davvero molti possono essere i modi di vivere e interpretare la sospirata pausa estiva: anche scegliere – con atteggiamento inusuale,certo, ma non scevro di eleganza e di un pizzico di snobismo – di evitare il congestionato traffico vacanziero e trascorrere Agosto in città, “guardando, camminando, esplorando”.  In una parola andando a flâner.

La bibliografia sull’argomento vanta alcuni piccoli gioielli.

Se avete letto l’ormai un po’ datato, ma pur sempre delizioso Manuale dello snob di Antonius Moonen (Castelvecchi 2007) e non vi siete lasciati sfuggire il libello modo pumice expolitum a curadi Antonio Castronuovo (Louis Huart, Fisiologia del flâneur, Stampa Alternativa 2016), apprezzerete senza dubbio Pistoia inCantata di Roberto Piumini, guida per giovani flâneurs promossa e interamente finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (ETS 2016).

Il testo, che si colloca tra le numerose iniziative culturali in vista del 2017 – anno in cui Pistoia sarà chiamata a rivestire l’ambito ruolo di capitale italiana della cultura – inaugura, all’interno della collana “Città firmate” diretta da Alba Andreini, la sezione “Ragazzi a zonzo”.

Fin dal sottotitolo – gironzolando tra le meraviglie della città – questo agile e colorato manuale, arricchito peraltro da graziose illustrazioni, rivela la sua natura più autentica, ossia quella di “‘uscire da se stesso’ per essere vissuto in strada” e trasformarsi “in un vero e proprio vademecum” per percorrere Pistoia o addirittura esplorarne un po’ i dintorni in modalità attiva e partecipata.

Del resto, come afferma Ivano Paci, Presidente della Fondazione, la lettura di Pistoia inCantata è paragonabile a una passeggiata, “che si può fare anche stando seduti, leggendo o facendosi raccontare questa Guida, ma che sarebbe meglio fare camminando davvero”.

Niente di meglio, dunque, che – libro alla mano – avventurarsi per le vie della città in una quieta giornata di fine estate, proprio come Roberto Piumini, voce narrante e protagonista, immagina di fare nel giorno dedicato alla festività di San Bartolomeo, il ventiquattro Agosto.

Partendo dunque dalla Chiesa di San Bartolomeo in Pantano, l’Autore, “un signore che viene da lontano, vuole visitare Pistoia e raccontarla”, percorre in lungo e in largo la città da mattino a sera e compone per il suo giovane pubblico (i primi destinatari del progetto sono i bambini tra gli 8 e i 10 anni) una suggestiva ballata in versi, poetica e toccante in alcuni punti, scanzonata in altri, che è peraltro possibile ascoltare – recitata dalla voce dello stesso Piumini – nel CD allegato al testo.

Dal campanile, “gran stelo rovesciato di Pistoia”, alla cupola della Madonna dell’Umiltà che spicca “altera […] in mezzo ai tetti, come un monte”, attraverso “il vasto e scompigliato prato rosso dei tetti di città”, il narratore si muove in compagnia di un giovanissimo Cino da Pistoia, che pare ben lieto di mostrargli itinerari poco noti e gioielli architettonici incastonati nel cuore del tessuto urbano.

A fargli compagnia ci sono anche Selvaggia – l’amata del poeta stilnovista – che anima le pagine della guida con disegni che sono sogni di bambini molto piccoli, chiamati Disogni, e Micco, orsetto simbolo della città che segnala indovinelli tanto  particolari da chiamarsi Dovinelli.

Sfilano sotto gli occhi del lettore le più belle piazze di Pistoia: la solitaria e un po’ sperduta piazza Duomo, simile a un deserto “sotto il gran sole, nell’afa di Agosto, dove non c’è nemmeno un soffio d’aria” e la ben più animata pizza della Sala, che “ha profumo di cibi e allegrezza, di dialoghi e scambi e voci d’uomo”, senza dimenticare piazza San Francesco, dove c’è tanto verde ed è sempre fresco, “tanto che i pistoiesi – rammenta Cino – questa piazza, la chiamavano il Prato”.

E ancora, come fosse “un cinema ceramico stupendo” prende forma il fregio dell’Ospedale del Ceppo, realizzato dai Della Robbia con “colori tanto vivi che sembrano dipinti un mese fa” e la bellezza inquieta del Teatro Anatomico, ricordato da Piumini e subito lasciato alla sua pace eterna per tornare a “respirare libertà di cielo”.

Nè manca attenzione alle tante chiese della città, da quella piccola di Santa Maria delle Grazie, animata da una voce d’organo che riempie il silenzio “come un grande coro, come conversazione, come un dono” al gran Duomo, arricchito dalla meraviglia di pitture e da cappelle solenni, nonché dal celebre Altare argenteo di San Jacopo.

Uno spazio di riguardo è poi riservato a una chiesa laica del tutto speciale, la San Giorgio, in realtà Biblioteca comunale ottenuta trasformando i capannoni abbandonati delle Officine San Giorgio e inaugurata nel 2007:

“Ma qui a Pistoia danno i libri in Chiesa?” – scherza l’Autore.

Si tratta in realtà, a suo stesso dire, “di un posto bello e accogliente dove c’è un senso di pace e pensiero, un posto amico, di conversazione, che mette insieme intelligentemente il passato, il presente e il futuro”. Un luogo, insomma, dove “il tempo è maturo, non è vecchio”.

Pistoia inCantata nasce dal presupposto che una città non è un mero “insieme di fabbricati messi in fila su una strada come al gioco del Monopoli” ma una comunità in cammino che vive e cresce attorno a noi:

Pistoia è un fiore – scrive Piumini in una delle pagine più suggestive della guida – ma occorre sorvegliare il suo profumo, la sua forma e salute, e il colore, perché, come ogni fiore, è delicata. 

In questo senso, i bambini – simili a piantine che crescono velocemente nella città dei vivai – ne rappresentano il tesoro più importante e dunque devono avere abbondanza di “pane” – terra di coltura attorno alle radici – per viaggiare domani tenendo ben saldo il ricordo delle origini.

Proprio per questo l’Autore sceglie di raccontare Pistoia in forma favolistica, con un’enunciazione in versi che solo per le parti informative lascia il posto a quella discorsiva: suo, dunque, il proposito di imparare dai più piccoli quello sguardo incantato che è “forse l’unico in grado di rigenerare il nostro”. 

Roberto Piumini, Pistoia inCantata. Gironzolando tra le meraviglie della città, Pisa, ETS, pp. 155.

 

 

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