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Estra, Macrì: “Anche la Toscana avrà una grande multiutility” Economia, Interviste alle imprese

Arezzo – Diversificazione, ingresso in nuovi business, Estra non intende perdere posizioni in un mercato in frenetica evoluzione. La sua scommessa originale è quella di accompagnare il proprio sviluppo verso una fisionomia multiutility, mantenendo forti legami territoriali e valori etici tipici di un soggetto pubblico. Ne parliamo con Francesco Macrì, presidente di Estra, utility a capitale pubblico con sede a Prato, che opera a livello nazionale per la fornitura di gas naturale e energia elettrica. In cifre, Estra ha una compagine societaria composta da 143 comuni, dà lavoro a 640 persone e ha una rete di 725mila clienti. Particolarmente radicato nel centro Italia, il gruppo si colloca fra i primi dieci player nazionali del settore, con oltre un miliardo di ricavi consolidati nel 2017.

Presidente, qual è il vostro principale plus in un mercato sempre più competitivo come quello delle utilities?

Il gruppo Estra punta su una strategia di crescita e sviluppo attraverso l’acquisizione di nuove aziende e l’inserimento in nuovi territori. La nostra politica commerciale si differenzia da altri player del settore perché crediamo in un modello fortemente centrato sulla territorialità. Se guardiamo retrospettivamente lo scenario del nostro settore, dal decreto Letta del 2000 che ha separato le reti dalla commercializzazione, le aziende si sono mosse con accorpamenti, vendite. Tutti hanno rivisto il loro rapporto con il territorio. Noi al contrario abbiamo acquisito aziende di origine pubblica rispettando le loro identità e valorizzando la territorialità.

Questo comporta anche una presenza diffusa in termini di store e reti operative. Non è un aggravio di costi?

Al contrario. Questa è la nostra logica: invece di fare campagne milionarie sui media, investiamo in politiche sociali e ambientali, alternanza scuola lavoro. E’ un modo diverso di presentarsi: ci distinguiamo per i nostri  contenuti immateriali. Come attesta il nostro Bilancio di sostenibilità sociale, nei territori in cui siamo presenti distribuiamo più di 200 milioni fra manodopera occupata nella nostra rete produttiva, remunerazione dei soci, imposte pagate agli enti, progetti di responsabilità sociale, sponsorizzazioni. Estra vuole differenziarsi dal punto di vista etico. Consideri che siamo stati i primi a chiudere i call center stranieri perché non ci piace l’idea di ragazzi sfruttati chiusi in grandi stanzoni. Noi puntiamo su piccoli call center, agenti, store con luoghi accoglienti dove puoi comprendere e confrontare i servizi. Tutto questo ha dato risultati tangibili nel tempo. E crediamo sia la ricetta adeguata per vincere l’estrema aggressività della commercializzazione dei vari operatori del settore.

Su quali politiche di sviluppo state puntando?

Ci stiamo sviluppando nella direzione di una multiutility. Nel 2018 con Estra Clima siamo sempre più presenti nel segmento del risparmio e dell’efficienza energetica, e sulla fibra ottica con Estracom. Ma la parte più significativa e importante è lo sviluppo orizzontale nei servizi ambientali e in quelli idrici: vogliamo arrivare ad una governance della Toscana meridionale, e in prospettiva guardiamo a tutta la regione. Posso dire senza ombra di dubbio che abbiamo dimostrato nel tempo di essere uno dei soggetti più capaci di aggregare. Molti sindaci che hanno sperimentato formule miste, scarsamente efficienti, stanno mostrando l’esigenza di trovare un soggetto industriale capace di fare investimenti significativi.

La Regione Toscana ha dichiarato di voler riportare l’intero settore idrico nell’alveo pubblico entro il 2030. Quale può essere il ruolo di una utility pubblica in questo processo?

Un ruolo molto importante, perché il recupero della gestione pubblica si può fare solo se esiste un forte soggetto industriale pubblico. Più in generale nel nostro Paese ci saranno sempre più gare in cui un player del genere può fare la sua parte. Non possiamo permetterci che le nostre imprese pubbliche vengano messe fuori mercato da gruppi stranieri più forti e aggressivi. Le famiglie stanno sostenendo costi sempre più elevati sulle bollette: una filiera più corta consente di far incontrare le esigenze di risparmio dei cittadini con logiche di imprese che operano sul territorio. Estra, in questo senso, si mette a disposizione. In questo momento c’è una grande confusione nel nostro settore e non capiamo ancora in che direzione si muoverà il nuovo Governo. Anche a livello regionale siamo in una fase di stasi e incongruenze. Mi auguro che tutto questo si stabilizzi presto, perché non è facile operare in una situazione così fluida.

Gli investimenti in nuove tecnologie saranno cruciali per lo sviluppo di Estra. Quali innovazioni prevedete di introdurre nei prossimi anni?

Estra ha dato avvio a Prato a due progetti sulla videosorveglianza e sull’IoT/IoE, nell’ambito della sperimentazione di “Città 5G” promossa da Wind Tre e Open Fiber, che prevede lo sviluppo di servizi innovativi per i cittadini: telecamere ad altissima definizione, sistemi di visione artificiale avanzati, monitoraggio delle utenze da remoto in modo smart, processi di automazione industriale. Le nuove tecnologie su cui punta Estra sono anche quelle dell’efficientamento energetico con la propria controllata Estra Clima. Se parliamo del settore industriale, tanto per dare qualche numero, intervenire sul ciclo produttivo attraverso soluzioni innovative dal punto di vista tecnologico può garantire un risparmio energetico calcolabile fra il 10 e il 25 %.

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