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Etica e azienda: quando la felicità fa bene al fatturato Economia

Pisa – La serenità in azienda fa aumentare gli utili. Oppure, per dirlo con uno slogan da addetti ai lavori, la felicità aumenta l’ebitda. Ne ha le prove questo singolare imprenditore di Berbenno della Valtellina (So), che ha raccontato la sua esperienza al Sant’Anna di Pisa, al convegno: “Etica, imprese e finanza: un trinomio possibile?”. Francesco Mondora, 44 anni, socio e Ceo dell’omonima azienda di informatica nata a Milano nel 2002, dà lavoro a 52 persone, ma non vuole chiamarli “dipendenti”.

Mondora  è distribuita in quasi tutto il nord Italia e il suo fatturato si aggira sui 3,3 milioni di euro. Per costruire la sua idea di felicità Francesco ha messo al lavoro psicologi, un maestro Yoga, un filosofo e perfino un paio di agricoltori, perché tenere insieme una cinquantina di ingegneri e renderli davvero felici talvolta può essere arduo. Questa è la storia di Mondora srl, SB. Dove “SB” sta per “società benefit”, ovvero un caso raro di impresa il cui fine primario non è quello di macinare utili.

Francesco ci spieghi anzitutto da dove viene quell’SB a cui Mondora tiene tanto

Sono due semplici consonanti che spiegano che il nostro scopo non è far denaro, secondo un concetto che fino a poco tempo fa poteva applicarsi solo alle “onlus”. Due anni fa questo buco legislativo è stato colmato in Italia da una legge che, badi bene, non concede alcun favoritismo dal punto di vista fiscale, ma consente semplicemente di mettere nel proprio oggetto sociale finalità diverse da quelle puramente economiche.

Il vostro oggetto sociale cosa dice in concreto?

L’articolo 2 del nostro Statuto aziendale dice che l’azienda vuole costruire rapporti di libertà, fratellanza e uguaglianza fra tutti gli stakeholder, dai dipendenti (ma io odio questo termine) ai fornitori, ai clienti. Inoltre riconosciamo che tutto proviene dalla terra, dall’agricoltura, e dunque la nostra attività deve favorire un ritorno al settore primario.

Certi termini sembrano ricordare la fede cristiana…

No, si tratta di un principio laicissimo: quello di attuare policies a favore delle persone. Mondora si assoggetta annualmente alla certificazione americana “B Corp”, rilasciata da un ente no profit americano che viene a controllare il fatto che l’azienda rispetta concretamente i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza. La prossima ispezione avverrà a settembre. Questa certificazione si costruisce in base a specifici parametri e ad un punteggio. Per ottenerla occorrono 80 punti, noi ne abbiamo 105.

Ci spieghi come è organizzata un’azienda felice

I dipendenti, ovvero i colleghi di Mondora, si autorganizzano: decidono loro come, dove e quando lavorare. Non ci sono controlli, ma esistono parametri di redditività. I salari di ognuno di noi sono trasparenti, così come i ricavi dell’azienda. In base allo studio di questi parametri ciascuno cerca di capire come migliorare la propria performance.

La felicità vera però è cosa complicata…

Vero! Per quanto ci riguarda noi mettiamo al lavoro una serie di specialisti per facilitare il processo. Abbiamo psicologi, che offrono il loro supporto per abbassare lo stress. Un maestro di yoga, una volta la settimana. E ancora, un caffè pomeridiano settimanale organizzato dalla nostra filosofa, in cui si parla di cultura. Poi festeggiamo i fallimenti e sorridiamo dei successi…

Credo che quest’ultima affermazione sia proprio da spiegare con qualche esempio concreto

Qualche tempo fa abbiamo perso 80 mila euro da un cliente. Ebbene, invece di andare a cercare il responsabile abbiamo indagato per capire quale fosse la variabile debole di tutto il nostro ecosistema. Una volta messa a fuoco la diagnosi abbiamo fatto festa. E’ un modo per rielaborare il fallimento e far sì che le persone non litighino troppo.

E il ritorno alla terra?

Nel nostro Statuto è prevista l’assunzione di un agricoltore ogni 25 dipendenti. Adesso ne abbiamo due, che si occupano di vino, olio, prodotti dell’orticoltura e cereali. Ogni settimana portano i prodotti della terra ai colleghi. E’ frequente anche il caso che uno di noi vada a lavorare in campagna qualche giorno per rigenerarsi.

Quali sono i risultati di questa atipica organizzazione aziendale?

La soddisfazione dei clienti è altissima. Ti cercano per quello che sei e si spirano al nostro modello. Efficienza e produttività crescono con la felicità.

Quante aziende italiane operano con parametri simili?

Siamo una settantina e stanno crescendo. Mondora fa parte di un gruppo “Le società liberate”: ci riuniamo periodicamente per discutere e scambiare le nostre esperienze.

Scusi Mondora, ma se un suo collaboratore è infelice per i fatti suoi, voi che fate?

Abbiamo una metrica che ci dà la misura della felicità: ognuno di noi è sottoposto a domande personali standard a cui possiamo rispondere anche in forma anonima. In caso di stress personale i nostri supporti professionali sono lì, a disposizione, per aiutarci a superare la crisi.

 

Foto: State of Mind

 

 

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