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Eurocargo Venezia: a breve la rimozione dei fusti dal mare della Gorgona Cronaca

Nel pomeriggio di ieri, 20 febbraio, si è tenuta presso il Ministero dell’Ambiente, a Roma, un incontro dedicato alla situazione dei circa 200 bidoni tossici riversatisi nel mare dell’isola della Gorgona (Livorno) il 17 dicembre scorso. Hanno partecipato al tavolo tecnico Capitaneria di Porto di Livorno, Regione Toscana, Arpat, Ispra, Comune di Livorno, Provincia di Livorno, Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, l'Istituto superiore di sanità e la società armatrice del’Eurocargo Venenzia, la Grimaldi Lines. Il robt sottomarino (ROV), ha spiegato Ispra, ha scattato delle fotografie subacquee nell’area in cui sono stati ritrovati i fusti e le immagini confermano le analisi effettuate con sonor e magnetometro. Sono stati, cioè, ritrovati quasi tutti i fusti contenenti materiali tossici, nonché due semirimorchi nei quali era stoccato il materiale durante la traversata marina. Arpat ha ricordato, invece, che mancano all’appello circa 50 fusti, mentre alcuni di quelli ritrovati risulterebbero vuoti o danneggiati e che, in conseguenza di ciò, sul fondo del mare della Gorgona sarebbero state individuate limitate quantità di materiale sfuso. Il 17 dicembre del 2011 l’Eurocargo Venezia di Grimaldi Lines perse circa 200 fusti conenenti liquidi tossici a 23 miglia dall’isola dell’Arcipelago toscano. Il 6 febbraio partirono le operazioni di ricerca dei bidoni con sonar capaci di scandagliare il fondale ad una profondità di circa 50 metri. Ieri, invece, l’armatore Grimaldi ha presentato il piano di recupero dei fusti, chiedendo anche di poter allargare la superficie delle sue ricerche.  “Il piano di recupero dei fusti tossici dispersi in mare il 17 dicembre scorso – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini – deve essere presentato nel più breve trempo possibile e deve prevedere condizioni di massima sicurezza per evitare altre perdite di materiali in mare”. Il piano di monitoraggio presentato da Grimaldi prevede, secondo le richieste di Arpat ed Ispra, analisi dei sedimenti, del bentos (ossia l'insieme degli organismi che vivono sul fondo del mare, e della colonna d'acqua) ed analisi degli organismi e pesci di fondale attraverso il posizionamento di trappole di cattura sul fondo dell'area. Oggi, 21 febbraio, la nave Minerva Uno, imbarcazione della Castalia, la società cui Grimaldi ha affidato le operazioni di recupero dei fusti tossici, inizierà la sua attività nel mare della Gorgona, mentre Ispra ed Arpat riceveranno dei campionamenti per ulteriori analisi. Il piano per i recupero dei bidoni adagiati sul fondo del mare verrà presentato dalla società armatrice in tempi brevi. “Il recupero di bidoni – ha dichiarato dopo l’incontro Mauro Grassi, assessore all’Ambiente del Comune di Livorno – è l'unica soluzione possibile. Non accettiamo ipotesi diverse come per esempio aspettare le analisi per valutare un eventuale rischio ambientale e quindi valutare se recuperare i bidoni. Abbiamo ribadito che l'unica strada è il recupero. Se alcuni bidoni sono vuoti significa che uno sversamento c'è stato, anche se non è ancora possibile definirne l'entità. Il fatto che sia avvenuto uno sversamento è l'elemento rilevante di oggi, che sarà verificato con le analisi su acqua e pescato, che è quello che ci preoccupa di più”.

Foto: www.profumodimare.forumfree.it
 

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