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Evento a 16 anni dalla scomparsa di Bartali, ma s’allungano ombre sul Museo Sport

Firenze – Giovedì prossimo 5 maggio saranno sedici anni dalla scomparsa di Gino Bartali. L’Associazione Amici del museo del ciclismo a Ponte a Ema, diretta da Andrea Bresci, che ha gestito il museo dalla sua fondazione (1 aprile 2006) al 1 ottobre 2015 quando è subentrato l’assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, ricorderà l’indimenticabile campione fiorentino.

Il programma comprende alle ore 10 l’apertura straordinaria del museo; alle ore 11 la Santa Messa nella Chiesa di San Piero ad Ema celebrata da don Giulio Cerri (tifosissimo di Bartali). Quindi una visita alla tomba del campione che riposa nel cimitero adiacente la chiesa (niente fiori per rispettare la volontà dello scomparso).

A mezzogiorno nei locali del museo l’incontro tra i promotori di questa iniziativa e gli ospiti intervenuti alla cerimonia. Questo incontro, visto che ci saranno anche personalità interessate alla vita del museo, potrebbe essere l’occasione per parlare della necessità di varare un progetto per il rilancio della struttura.

Condizione indispensabile per guardare con fiducia al futuro. Perché l’attuale situazione è decisamente critica. Da ottobre scorso, cioè da quando all’Associazione Amici del museo è subentrato nella gestione il Comune di Firenze, il museo è aperto solo 13 ore la settimana (3 ore il venerdi, altrettante il sabato e 7 ore la domenica). Presente soltanto un vigilante. Quindi una situazione al limite del disinteresse assoluto.

Infatti se arrivano dei visitatori (nei giorni scorsi si è presentato un gruppo proveniente da Fano) occorre rintracciare un componente l’Associazione Amici del museo, altrimenti non c’è alcuno in grado di illustrare agli ospiti i preziosi cimeli esistenti nel museo.

Se veramente si intende rendere il museo appetibile agli appassionati delle due ruote occorre andare oltre. Cioè varare un progetto di rilancio che coinvolga esperti del settore e risorse. Tra le iniziative da prendere, ad esempio, inserirlo nel giro museale internazionale per favorire la visita anche dei turisti stranieri; realizzare iniziative promozionali; aggiungere, ad esempio, i cimeli dei campioni di un recente passato come Gimondi, Pantani, Moser, Saronni, Cipollini per coinvolgere così anche gli appassionati di ciclismo più giovani.

Insomma limitarsi ad assegnare un vigilante con il compito di aprire la porta tre volte la settimana – dalle ore 10 alle ore 16 – non si va da nessuna parte. Anzi si va verso il totale fallimento del museo.

Ma torniamo a giovedi prossimo 5 maggio. Quindi dopo l’omaggio alla tomba del campione, ed all’incontro al museo tra organizzatori ed ospiti, alle ore 12,30, c’è un pranzo nella sala polivalente del museo stesso (per partecipare prenotare al 347-62797871).

Durante il convivio saranno proiettati filmati, alcuni inediti, relativi ad imprese della straordinaria carriera di Gino Bartali. E Renato Giusti, un veronese bartaliano di vecchia data, che da tempo aiuta il museo, consegnerà ad Andrea Bresci 300 magliette con impressa la figura di Bartali.

C’è da aggiungere che, su decisione dell’assessore allo sport di Palazzo Vecchio Andrea Vannucci, il museo dal 7 al 22 maggio resterà aperto tutti i giorni in quanto in quel periodo il Giro d’Italia sarà in Toscana.

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