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Ex Galileo, cade la clausola risolutiva e la destinazione industriale esclusiva Notizie dalla toscana

Firenze – C’è un’area, a Firenze, per la precisione Firenze Nova, che è grandissima: 17mila metri quadrati appartenuti alla ex Galileo e ad ora di proprietà della  società Leonard Global Solution Società per Azioni a socio unico. La società Leonard Global Solution (Leonardo Global Solutions) è il service provider del Gruppo Leonardo e opera nei settori del real estate, degli acquisti e dei servizi generali. In ambito Real Estate, la società ha l’obiettivo si pone di gestire e valorizzare il vasto patrimonio immobiliare del Gruppo.  La sede si trova a Roma. Il succo della vicenda che mette in relazione il Comune di Firenze, l’area di 17mila mq (oltre 12mila e 600 di superficie utile) dell’ex Officine Galileo site in via Barsanti 8 e la Società, è questo: con determina dirigenziale DD/2021/05789, del 22 settembre 2021, gli uffici hanno dato luogo a un atto già passato in consiglio comunale (Deliberazione n. 23 del 31 maggio 2021 il Consiglio Comunale) con cui il Comune rinuncia a un vincolo imposto sulla compravendita originaria e elimina dall’area il vincolo industriale, secondo la richiesta avanzata dalla società. Motivo, la realizzazione (dopo l’approvazione in sede consiliare dell’ultima variante di medio termine al piano strutturale e al regolamento urbanistico approvata il 31 maggio scorso dalla giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re), di un polo tecnologico e formativo, con la nuova sede della Fondazione Its Prime. Una trasformazione attivata appunto da Leonardo Global Solutions, socio fondatore della Fondazione Its Prime con Comune di Firenze e Città metropolitana di Firenze. A corrispettivo dell’eliminazione del vincolo industriale sull’area, di 17mila metri quadri (Sul utile, 12.600) la Società corrisponde 195mila euro. Ad occhio e croce, sembrerebbero due spiccioli, anche se è vero che il contributo della Leonardo Global Solutions sarà fondamentale per la creazione del nuovo Polo.  

La storia dell’area, da cui partire per afferrare il bandolo della matassa, risale al 1936, quando il terreno su cui sorge il complesso immobiliare fu oggetto di compravendita tra il Comune di Firenze e le Officine Galileo. Il contratto venne stipulato il 7 febbraio 1936  dal Segretario Generale del Comune di Firenze Luigi Secondo Pugliaro (repertorio n.18214). Ma alla compravendita venne imposto un  vincolo, ovvero “il terreno dovrà essere destinato in perpetuo esclusivamente ad uso industriale secondo le norme del progetto di costruzione del Quartiere Industriale, approvato con Decreto Lungotenenziale del 08/06/1919, prorogato con R.D. del 06/11/1930, e di quelle che verranno emanate al riguardo” . 

Inoltre, alla compravendita fu apposta anche una condizione risolutiva, “condizione risolutiva espressa per il caso che la destinazione d’uso industriale venga in avvenire a cessare per qualsiasi causa e in qualsiasi tempo, restando stabilito che in tal caso il Comune avrà diritto di rientrare in possesso immediato del terreno venduto, restituendone il prezzo senza alcun compenso né rimborso, né indennità di nessuna specie per i lavori miglioramenti che all’immobile stesso venissero apportati né per il maggior valore che esso, nel prosieguo del tempo, conseguisse per qualsiasi titolo”. 

Dunque, l’area in questione era sì stata venduta, ma a patto che si continuasse ad utilizzarla a fini di produzione industriale, cessata la quale “per qualsiasi causa e in qualsiasi tempo”, il Comune manteneva il diritto di rientrare in possesso immediato del terreno venduto, semplicemente restituendo il prezzo.

A questo punto entra in gioco la Società proprietaria attuale dell’area. Dapprima con nota datata 15 febbraio 2018 , poi di nuovo il 12 novembre 2019, presenta infatti  istanza per eliminare il vincolo industriale perpetuo. Tra le ragioni a favore, adduce la nuova pianificazione vigente del Comune di Firenze, che classifica la zona nella quale ricade il complesso in oggetto come zona D, ovvero non limitata al solo uso industriale (la zona D individua “insediamenti recenti”, consolidati specializzati a prevalente destinazione industriale e artigianale, commerciale, direzionale e turistico-ricettiva), oltre alla considerazione delle trasformazioni già avvenute all’interno dell’rea in questione, che vede in essere attività di vario genere diverse da quella esclusivamente industriale. 

La risposta del Comune autorizza l’eliminazione del vincolo industriale perpetuo gravante sui 17mila metri quadri in oggetto, a fronte di un corrispettivo, con  rinuncia da parte del Comune di Firenze, all’esercizio della condizione risolutiva. Gli uffici quantificano in 195mila euro il corrispettivo per eliminare il vincolo, con contestuale rinuncia da parte del Comune di Firenze all’esercizio della condizione risolutiva.  

Le due domande che potrebbero sorgere, perché il Comune di Firenze ha rinunciato ad avvalersi della clausola risolutiva, rientrando con poca spesa nella titolarità dell’area, e con quali calcoli si arriva al corrispettivo di 195mila euro per dare il via libera alla richiesta di eliminare la destinazione d’uso industriale gravante sull’area,  rimangono intatte, soprattutto posto che il nesso fra le due operazioni non è perlomeno così diretto. Infatti, seppure Leonardo Global Solutions sarà uno dei soggetti che riqualificheranno l’area (da questo momento di proprietà libera da clausole e vincoli) bisognerebbe capire quanto sarà il suo impegno finanziario, quanto il Polo vivrà di risorse proprie, a chi andranno gli eventuali introiti di studentato ed altri servizi connessi che sorgeranno nell’area. Il polo previsto si articola infatti in un mix di funzioni, con un 10% di industriale e artigianale destinato alla realizzazione della nuova scuola nell’ex mensa Galileo e un 90% di direzionale destinato invece a studentato e ad altri servizi che potranno essere usufruiti dagli studenti della scuola.

Girando le domande all’assessore al patrimonio pubblico Alessandro Martini, è senz’altro la decisione di impiantare nell’ex insediamento produttivo delle Officne Galileo un polo tecnologico di alta formazione a far pendere la bilancia a favore della trasformazione urbanistica prevista, che andrà a potenziare la scuola di cui Comune di Firenze e Città metropolitana sono soci, insieme al socio fondatore Leonardo. Infine, per quanto riguarda l’ammontare del corrispettivo, i 195mila euro che la Società deve corrispondere al Comune, la cifra risulterebbe dai calcoli dei tecnici che presumibilmente hanno posto a confronto il valore dell’area prima e dopo l’eliminazione dei vincoli.

 

 

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