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Ex-Gkn, nasce la Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo Breaking news, Cronaca

Campi Bisenzio – Procede la lunga battaglia della ex- Gkn, che è diventata bandiera di un territorio e vertenza simbolo contro delocalizzazioni e abbandono delle aree produttive. Una battaglia che ha un ruolo primario di resistenza collettiva contro il degrado dei diritti del lavoro e che ha prodotto proposte di legge, alternative di produzione, ipotesi di nuove modalità di gestione socio-economiche. Ma che ad ora, di fronte al silenzio della proprietà, sta continuando un percorso per raggiungere di nuovo un punto di equilibrio fra lavoro, produzione e nuove opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico futuro.

Ieri il percorso della ex GKN è entrato in nuova fase: al via la Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo. “Mentre la proprietà rimane silente e ancora una volta non vengono pagati gli stipendi, si rafforza la saldatura tra fabbrica e territorio”, si legge nella nota.

È già passato un anno dalla firma dell’accordo quadro, quasi 13 mesi dall’arrivo di Qf, un mese da quando il Collettivo di fabbrica ha presentato il proprio piano industriale. “La proprietà non si è fatta sentire, non ha fatto niente per rimettere la fabbrica in movimento e, mentre da ottobre si è limitata a pagare solo poche centinaia di euro mensili sulla base dei turni di lavoro, dal mese di dicembre non ha versato nemmeno quelle, né ha inviato il cedolino di busta paga, oltre al fatto che mancano all’appello altre migliaia di euro tra tredicesima, differenza tra cassa e busta paga e premio di risultato fisso – spiega l’Rsu nella nota diffusa ieri – Il Collettivo di Fabbrica invece ha continuato a tenere la fabbrica in ordine, ha portato avanti una battaglia giuridica per ricevere gli stipendi, tanto che ad oggi, quattro giudici diversi si sono espressi sui decreti ingiuntivi di pagamento “pilota” sullo stipendio di ottobre e sono dieci in totale i decreti ingiuntivi approvati”.

“La fabbrica è ferma – commenta la RSU ex-GKN – tutto quello che potevamo fare per tenerla in ordine, compreso pulire i bagni in autonomia per oltre diciotto mesi, è stato fatto. Non certo quello che non potevamo fare: piove dal tetto, gli estintori sono scaduti e altro ancora. Le conseguenze dell’atteggiamento della proprietà, evidentemente finalizzato a fare pressione sul Ministero del Lavoro per concedere una cassa integrazione retroattiva, hanno portato nei fatti ad una crescita sostanziale dello stress psico-fisico tra i lavoratori, ad un aumento delle dimissioni volontarie”.

La nascita ufficiale dell’APS Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo (SOMS Insorgiamo), che conta al momento 230 soci e ieri ha tenuto la sua prima assemblea, per la nomina degli organi sociali e la presentazione dei gruppi di lavoro, è tuttavia una svolta.

L’assemblea ha eletto un direttivo di 16 componenti, di cui l’80% sono dipendenti ex-GKN. Il nuovo organo dirigente, che rimarrà in questa prima fase in carica per un anno, sarà composto da lavoratori e solidali: oltre ad alcuni membri della RSU (Matteo Moretti, Dario Salvetti, Roberto Spera e Massimo Barbetti) sono stati eletti Davide Agati, Davide Baldini, Valerio Boldrini, Tiziana de Biasio, Mario Iacobelli, Giuseppe Iapicca, Francesco Iorio, Fabrizio Ricci, Matteo Ciolli, Danio Dainelli per la componente operaia e Sergio Chiacchiella e Francesca di Marco per la componente solidali.

“La Aps SOMS non è nient’altro che un’associazione operaia e del territorio facente funzione di dopolavoro in base all’articolo 11 dello Statuto dei Lavoratori – dichiara la RSU ex-GKN – ma è anche uno strumento per la definizione dei piani del Collettivo di Fabbrica e quindi della stessa RSU. Nei fatti non esiste alcuna differenza tra il piano di azione della RSU, del Collettivo di fabbrica e della SOMS”.

Tra gli obiettivi dell’associazione, affiliata all’ARCI e inserita nella rete Fuorimercato, c’è la gestione del bar e in futuro di una mensa popolare, uno sportello di mutualismo comunitario, tramite una convenzione con la MAG (Mutua Autogestione) che verrà siglata nelle prossime settimane, attività di autoproduzione, dal birrificio artigianale a un ruolo nella futura struttura societaria della reindustrializzazione.

 

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