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Expo, agricoltura al femminile: oggi premiazioni “Donne in campo” Economia

Milano –In crescita le aziende agricole al femminile. Sono quasi mezzo milione. Detengono il maggior tasso di multifunzionalità, sono le più attente alla biodiversità e hanno performance economiche migliori pur avendo un’estensione ridotta. Donne in Campo-Cia porta in Expo i valori di questa agricoltura. E premia venti imprenditrici di successo. Per la Toscana vengono premiate Elisa Bigiarini rappresentante legale della Soc. agricola “Tenuta La Casuccia” e Paola Corridori dell’Azienda agricola biologica “Podere Santa Francesca”

Il futuro dell’agricoltura è rosa: Donne in Campo porta a Expo il volto innovativo delle aziende agricole. Nella “due giorni” di ieri e oggi l’associazione femminile della Cia racconta il volto della contemporaneità grazie all’impegno professionale delle sue imprese. L’assemblea “Diamo valore alla terra, riconosciamo il tuo valore”, coordinata dalla presidente nazionale Mara Longhin all’Auditorium di Palazzo Italia, è stata l’occasione per ribadire che le donne sono un caso di resilienza e di resistenza nei territori rurali, ma soprattutto sono quelle che hanno raccolto per prime e meglio la sfida di dare un futuro all’agricoltura.

Donne in Campo propongono ad Expo venti “case history” di successo. Succederà nella giornata di oggi 25 luglio, quando, nello spazio “Me and We Women for Expo” all’interno di Palazzo Italia, l’associazione femminile della Cia premierà venti giovani imprenditrici: per la Liguria Barbara Fidanza dell’Azienda agricola biologica “Il Germoglio”; per il Lazio Pina Terenzi dell’Azienda vinicola “Terenzi”; per le Marche Lea Luzi dell’Azienda agricola “Monterosso”. Arrivano invece dall’Abruzzo Valeria Gallese dell’Azienda “L’Aquilana” e  Rossella Di Nisio dell’Azienda agricola “Le nostre radici”. Per il Veneto viene premiata Sonia Longhin dell’Azienda “La Vaccheria”, dal Piemonte Sandra Arneodo della “Fattoria dell’Aglio”. Le premiate della Lombardia sono Sofia Montorfano dell’Azienda agricola “San Damiano”, Beatrice Arrigoni dell’Azienda agricola “Beatrice Arrigoni”, Cristina Binda dell’Azienda agrituristica “Cassina Enco”. Dal Trentino arriva Claudia Casagrande dell’Azienda agricola “G.A. Manci”, mentre per la Toscana vengono premiate Elisa Bigiarini rappresentante legale della Soc. agricola “Tenuta La Casuccia” e Paola Corridori dell’Azienda agricola biologica “Podere Santa Francesca”. Per l’Umbria riconoscimenti a Letizia Tiezzi dell’Azienda agricola “Tiezzi” e Antonella Giovannini dell’Azienda agricola “Colle Rocchetta”. Per la Puglia viene premiata Rosaria Ponziano dell’Azienda agricola “Ponziano Rosaria Società agricola bio2P srl” e dalla Sicilia arrivano Fiorella Mortillaro dell’Azienda agricola “Lucca Sicula” e Daniela Di Garbo dell’Agriturismo “Bergi”.

A premiare queste imprenditrici saranno l’onorevole Susanna Cenni (commissione Agricoltura della Camera) e la presidente di Donne in Campo Mara Longhin. La giornata sarà anche l’occasione per una prima proiezione di “Bioresistenze”, il docu-film di Guido Turus sulla centralità agricola e in cui le donne sono rilevanti protagoniste. A concludere i lavori sarà la relazione della vicepresidente vicaria della Cia, Cinzia Pagni.

Ci sono stati importanti cambiamenti nel mondo agricolo al femminile -ricorda Donne in Campo-. Oggi oltre un terzo delle imprese agricole è condotto da imprenditrici e si stima che da qui al 2020 le donne saranno alla guida del 40% delle aziende. Già oggi le imprese agricole, insieme a quelle del commercio, sono il settore dove più forte è la presenza di imprenditrici.

Sono loro infatti le maggiori protagoniste del “ritorno alla terra”. Un ritorno che è segnato da tre elementi di assoluta innovazione. Il primo è che le imprese al femminile sono quelle a più spiccata multifunzionalità. Più del 50% degli agriturismi in Italia è condotto da donne, a cui si affiancano gli agri-nido e gli agri-asilo, le fattorie didattiche e quelle sociali. Ma multifunzionalità significa anche integrazione di filiera, così oggi le donne in agricoltura danno vita a coltivazioni innovative e a nuove forme di conduzione come ad esempio l’agricoltura sinergica. Canapa per fare filati, olio o allevamento di asini per fare cosmetici, erbe officinali per fare integratori alimentari sono settori riscoperti quasi esclusivamente dalle imprenditrici che hanno trovato nella trasformazione alimentare dei loro prodotti agricoli un nuovo sbocco imprenditoriale. Giova ricordare che, secondo le ultime statistiche, le donne capo azienda sono 497 mila mentre le conduttrici sono 532 mila.

È proprio nelle aziende caratterizzate da attività innovative e multifunzionali che le imprenditrici agricole si stanno affermando con ruolo di protagoniste sostenendo non solo l’attività produttiva, ma anche la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, la tutela delle tradizioni locali e degli antichi saperi e il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali.

L’altro elemento distintivo -aggiunge Donne in Campo- è che le nuove imprenditrici agricole hanno un titolo di studio mediamente più alto dei maschi. Il che significa che le aziende in rosa sono dotate di maggior know-how. Pur avendo una superfice mediamente inferiore a quella delle aziende al maschile, le imprese “rosa” registrano una maggiore intensità di lavoro e dunque una migliore performance di redditività con un più alto valore aggiunto derivante anche dall’opzione di coltivare in biologico, che è la scelta operata dal 90% delle giovani imprenditrici. Sono loro la nuova forza dell’agricoltura italiana.

 

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