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Expo rurale 2011, dalle filiere tradizionali alla green economy Ambiente

Al parco delle Cascine, sede della manifestazione, si comincia con la zootecnia nel parco della Tinaia: chianine, limousine e altre razze bovine nei recinti ruminando tutto il tempo, una grossa limousine si fa fotografare da tutti. I cavalli della Maremma toscana con i butteri che li fanno esibire in trotti e sfilate. I bambini ne approfittano per fare un giro su di un pony da passeggio.

Ci spostiamo nel prato del Quercione per trovare lo stand della filiera olivicola (olivicoltura), dove si degustano fettunte all'olio di toscano Igp, poi la viticoltura e il florovivaismo, altre perle dell'agricoltura toscana, per proseguire con la cerealicoltura, la pesca e l'acquacoltura, filiera, quest'ultima, consolidatasi in Toscana nell'ultimo decennio. E' al Quercione che troviamo la filiera del bosco che da quasi una decina di anni si declina come filiera "foresta-sottobosco-legno-energia". Dal bosco il legno, i frutti della vegetazione che vive sotto il bosco (lamponi, more, mirtilli, ecc.) e i frutti dal suolo o che crescono nel suolo (funghi e tartufi). E ancora le erbe aromatiche e gli oli essenziali di piante forestali. In Toscana, regione ricchissima di boschi, i prodotti tradizionali del bosco fanno economia, ma la risorsa legno è impiegata sempre più a fini energetici. Il settore delle energie rinnovabili deve molto anche alle foreste.

Il bosco e le energie rinnovabili ci conducono alla "green economy", tema dell'incontro pomeridiano, oragnizzato da Uncem Toscana. Si discute di valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile, di coproduzione sostenibile di energie verdi, di impianti a biomasse realizzati da alcune Comunità Montane. Le filiere agro-forestali del futuro, concordano i partecipanti (Cia, Legambiente, Comunità montane Casentino, Vabisenzio e Garfagnanna, Unione di Comuni Valdelsa Valdisieve), dovranno sapientemente coltivare "anche energia", senza cioè arretrare nella multifunzionalità dell'agricoltura che si è già consolidata: funzione alimentare, ambientale, paesaggistica e agrituristica.
"Il potenziale della montagna per la green economy – afferma Oreste Giurlani presidente Uncem Toscana – è elevatissimo, per la disponibilità di risorse idriche e forestali. Occorre però garantire – prosegue – uno sfruttamento sostenibile, che permetta la conservazione e rinnovabilità del capitale naturale, proseguire con gli incentivi green, e fare un salto di qualità sotto il profilo socio-economico: il meccanismo di indennità compensativa ai sensi del Regolamento CEE n. 950/97 affinchè i territori montani che contribuiscono a servizi (es. difesa idogeologica) e produzione di beni ed energia verso altri territori, possano più agevolmente compensare le criticità del vivere in montagna. E' un progetto ambizioso che stiamo mettendo a punto insieme alla Regione".
"Aprire la multifunzionalità dell'azienda agricola – avverte Beppe Croce di Legambiente, coordinatore per la ruralità – anche alla produzione di energia richiede attenzione alla preservazione del valore alimentare dell'agricoltura locale, e un modello di governance territoriale che sappia coniugare tradizione e innovazione per ottenere il massimo dei benefici".

La green economy ha un cuore pulsante nell'agricoltura, verde da sempre per sua natura. L'agricoltura oramai da un ventennio vive una fase post-industriale di ritorno alle antiche tradizioni rurali, rivisitate con sapiente innovazione proprio in Toscana: prodotti biologici e locali tipici, agriturismo e enoturismo, agriqualità e filiera corta, agricoltura sociale e fattorie didattiche.
La prima edizione di Expo rurale, all'insegna di tradizione e innovazione, e l'agricoltura che abbiamo visto alla mostra, promettono bene.

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