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Expo Rurale alle Cascine, la festa dell’agricoltura che fa partire lo sviluppo Economia

Firenze – Inaugurata stamattina la quarta edizione di Expo Rurale al Parco delle Cascine, una festa dell’agricoltura e del “green” che in Toscana vale doppio. Per la cultura toscana, che affonda le sue radici in un humus contadino sedimentato da secoli, per l’eccellenza anche economica della sua enogastronomia, per la passione tutta toscana della terra e del buon produrre. E infine per l’innovazione e per lo sguardo lungo sul futuro che le giovani generazioni stanno gettando sulla terra. Una passione e un impegno di cui dà testimonianza lo stesso governatore Enrico Rossi, intervenuto all’inaugurazione odierna, quando, nell’incipit del proprio intervento, ricorda proprio il boom di iscrizioni che riguardano sia la facoltà di Agraria che gli istituti tecnici dove si studia agricoltura. “Io ho un sogno – dice Rossi – che una nuova generazione di giovani possa tagliare questo traguardo e il lavoro della terra. Per troppo tempo i giovani sono andati verso la “City”, e si è pensato che per produrre ricchezza bastasse premere un bottone o spostare danaro da un paese all’altro. Ora c’è un’inversione di tendenza”. Dunque, Expo Rurale è un po’ anche questo, un sogno corroborato di solide radici che partendo dalle bellissime campagne toscane rinnovi un patto che vede tradizione e innovazione profondamente abbracciate. Ed è un po’ anche lo spirito di questa manifestazione divenuta ormai un importante appuntamento per il mondo agricolo regionale e non solo, e che intende lanciare un messaggio chiaro, come ribadisce l’assessore regionale all’agricoltura e foreste Gianni Salvadori: “L’agricoltura è un nuovo motore di crescita, di sviluppo sostenibile”.

Ma come nel mondo antico e tanto più in questo frangente storico fatto di crisi economica e culturale, “coltura” e “cultura” divengono le due facce di una medesima medaglia, soprattutto in Toscana. “Vogliamo – ha proseguito Salvadori – continuare a portare la Toscana nel mondo, vogliamo lanciare un nuovo umanesimo, che parla di rispetto, della natura ma anche della persona umana, con l’esercizio della responsabilità che gli agricoltori praticano in maniera diretta. L’agricoltura non è più marginale – ha ribadito – lo è stata per molto tempo, ma oggi non lo è più, sia come conseguenza della crisi, sia per la consapevolezza che nel mondo ci saranno 9 miliardi di persone da sfamare”. Riferendosi al turismo Salvadori ha poi sottolineato che “oltre il 30 per cento dei visitatori vengono in Toscana per ragioni enogastronomiche, per il buon vivere, per la grande storia che abbiamo, per il paesaggio”. Lavorare insieme per il bene della Toscana, dunque, secondo Salvadori, tanto più che l’agricoltura “nova” parla la lingua di nuovi posti di lavoro, magari con i contributi che la Regione ha messo in campo, “Abbiamo dato un contributo con il progetto Giovanisì, con i bandi per i giovani, con la creazione della “Banca della Terra”, ora arriveranno i soldi del Programma di Sviluppo Rurale – ricorda Rossi – ma dobbiamo fare ancora di più”. Infine, u riferimento al Pit, il piano di indirizzo territoriale che in questi giorni è stato al centro di molte polemiche, sollevate anche dalle asociaizoni degli agricoltori: “So che ci sono polemiche – ha detto – ma incontrandoci troveremo le soluzioni. Ben vengano se ci sono proposte di modifica, ma non rifaremo il Pit – ha precisato – dobbiamo coniugare paesaggio, lavoro e ambiente”.

“Non vogliamo danneggiare nessuno, ma preparare il futuro di tanti giovani. Né – ha concluso – vogliamo tornare alla mezzadria. Conosco l’agricoltura anche per esperienza personale, so quanto è cambiata, aggiornando le sue modalità produttive. Ma se la Toscana difende il suo bellissimo paesaggio, facendo sì che resti Toscana e non diventi qualcos’altro, difende anche l’agricoltura”.

Ed ecco qualche numero della kermesse: quattro giorni (a partire da oggi) di animazioni dal vivo, esposizione e vendita di prodotti locali, aree dedicate a Dop e Igp, corsi, degustazioni, laboratori e incontri. Su 65mila metri quadrati di superficie, agricoltori, allevatori, vignaioli, pescatori, artigiani, cuochi e tutti gli amanti della campagna saranno i protagonisti. Dieci le filiere rappresentate: vitivinicoltura, olivicoltura, cerealicoltura, florovivaismo, zootecnia, caccia, pesca e acquacoltura, foresta e legno, multifunzionalità, volti e tradizioni. Ci saranno 170 laboratori, 65 degustazioni, 104 tra seminari, lezioni e conferenze, 85 esibizioni e spettacoli; 230 saranno gli espositori, dei quali 160 i produttori del mercato contadino.

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