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Export quasi dimezzato rispetto a fine 2012 Economia

Arretrano le esportazioni UE della Toscana. A dirlo sono i dati divulgati da Unioncamere sul commercio estero della Toscana nel I° trimestre di quest'anno. La Toscana ha crescenti difficoltà nell'esportare sul mercato europeo (UE-27, -0,4%), con una crescita della domanda estera concentrata esclusivamente nei paesi extra-Ue (+10,9% al netto dei metalli preziosi). Cuoio, pelletteria e prodotti di oreficeria, lapideo, apparecchiature elettriche ed elettroniche, chimica trainano la crescita delle esportazioni regionali verso l'Oriente. Sull'arretramento nell'export UE ha avuto un ruolo determinante la brusca contrazione dei valori nelle vendite di metalli preziosi (-28%), legati a fattori di natura prevalentemente finanziaria. Al netto di tali fattori, l'export regionale sarebbe in realtà ancora in crescita (+5,6%), seppure in deciso rallentamento rispetto all'ultimo trimestre 2012 (+9,2%). Tra i settori che maggiormente hanno contribuito all'incremento registrato nel I trimestre 2013, la forte crescita (+51,7%) nei valori delle esportazioni di motori, turbine, generatori elettrici di elevatissimo valore medio unitario, il buon andamento di gioielleria e oreficeria (+14,7% nonostante la frenata nei prezzi dell'oro), chimica (+16,3%), concia e pelletteria (+6,3%), agroalimentare (+7,2%).

I dati sul commercio estero per il primo trimestre 2013- sottolinea Vasco Galgani, presidente di Unioncamere Toscana, commentando i dati diffusi oggi – ancora una volta ci confermano il ruolo determinante giocato dai paesi extra-Ue, in particolare il mondo arabo e il lontano Oriente, a fronte di una situazione di oggettiva difficoltà del mercato Ue. Fondamentale in questo momento non perdere di vista gli obiettivi di rafforzamento della proiezione internazionale delle nostre imprese, con particolare riferimento a quelle di piccola dimensione. Pur rappresentando ancora un nucleo ridotto rispetto al complesso delle imprese esportatrici, una volta superate le ''barriere all'ingresso'' sui mercati internazionali queste realizzano performance non molto distanti da quelle di medie e grandi dimensioni. Da qui l'importanza del credito a sostegno degli investimenti produttivi e commerciali e di servizi avanzati che favoriscano l'apertura internazionale delle nostre imprese''.

Le dinamiche territoriali. L'analisi dell'Ufficio studi di Unioncamere fotografa una Toscana a due velocita'. Cinque
territori su dieci registrano una crescita, mentre l'altra metà evidenzia perduranti difficoltà sui mercati internazionali. Se
Firenze e Massa Carrara devono parte della propria straordinaria crescita al contributo delle commesse di una grande impresa della meccanica, Arezzo si distingue per una crescita sostenuta dalle specializzazioni locali (oreficeria, in primis). Lucca torna in terreno positivo grazie a cartario, calzature e lapideo, seguita da Pisa. Fortemente negativo – al contrario – l'andamento degli altri territori, con particolare riferimento a Livorno e a Prato, in quest'ultimo caso in conseguenza di un vero e proprio crollo nelle vendite di tessuti, filati e abbigliamento.

 

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