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Export, in calo nei distretti toscani Economia

Firenze – Un calo col “trucco”. Si potrebbe definire così, il risultato poco soddisfacente segnalato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa San Paolo per Banca Cr Firenze, Monitor Distretti della Toscana, che ha segnalato un regresso dell’export dei distretti tradizionali della Regione dell’1,3%. In meno. anche se comunque si attenua l’ondata negativa che nel primo trimestre aveva dato origine a un -1,8%.

Risultato col “trucco” perché, fanno sapere i responsabili dello studio in una nota di sintesi,  escludendo il distretto Oreficeria di Arezzo, i dato diventerebbe positivo, sebbene basso basso: +0,3%. Tale da comunque da mantenere la Toscana in linea col risultato nazionale, pari a +0,2%. Inoltre i ricercatori sottolineano che, per alcune eccellenze, quelli regionali sono tra i migliori distretti a livello nazionale in termini di crescita delle esportazioni in valore assoluto: tra le prime 20 si posiziona infatti il distretto della Pelletteria e calzature di Firenze (+6,7%), insieme  l’Olio toscano (+31,9%) e il Tessile e abbigliamento di Prato (+6,1%). Nel trimestre la situazione è negativa per i distretti della Pelletteria e calzature di Arezzo (-40%), del Tessile e abbigliamento di Arezzo (-20,3%) e del distretto orafo aretino (-10,4%). Gli Usa (+0,9%) continuano ad essere il principale mercato di sbocco.

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