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Fabbrica del futuro, tecnologia pisana Breaking news, Innovazione

Pisa – Un convegno nell’Aula Magna storica della Scuola di Ingegneria di Pisa “ICT e industria 4.0, sfide e opportunità”, ha dischiuso i battenti del futuro sulla prossima organizzazione industriale della fabbrica.  L’appuntamento, organizzato dal dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa in collaborazione con la Regione Toscana, ha avuto  l’obiettivo di mettere a confronto istituzioni, mondo della ricerca e imprese su alcune delle competenze e tecnologie cruciali per la nuova rivoluzione industriale.

Oltre alla presentazione della Piattaforma Regionale Toscana su Industria 4.0, interessante il confronto che si è tenuto a seguire, sul ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella realizzazione della fabbrica del futuro, a partire dalle esigenze di innovazione del mondo industriale, con gli interventi chiave di Leonardo e ST Microelectronics.

“L’esigenza di ottimizzare i processi produttivi e supportare i processi di automazione industriale – spiega Giuseppe Anastasi, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e organizzatore del convegno – va declinata in modo da poter trovare una risposta nelle nuove tecnologie che la ricerca mette a disposizione. L’Università di Pisa è un’eccellenza nel campo dell’ICT (Information and Communication Technology), cioè l’insieme dei metodi e delle tecnologie che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni. Su queste tecnologie, che offrono la possibilità di un vero e proprio cambio di paradigma, si deve fondare l’innovazione nell’industria”.

Le principali tecnologie ICT sviluppate al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano appartengono ad aree chiave per industria 4.0, e includono:

Internet of Things, reti di oggetti interconnessi, che si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati e accedere a informazioni. Questi “oggetti” possono essere robot, veicoli autonomi o droni che comunicano tra loro, per ottimizzare il processo produttivo e migliorare la logistica interna, ma anche oggetti di uso comune dotati di sensori di nuova generazione, vere e proprie etichette elettroniche, in grado di memorizzare dati e comunicarli, per dare un forte contributo sia nel campo della sicurezza dei lavoratori, sia per il monitoraggio e la tracciabilità dei prodotti.

CoBOT: automi “sicuri”, in grado di lavorare gomito a gomito con l’essere umano senza metterlo in pericolo; robot teleguidati per operazioni di manutenzione pericolose, per esempio lo svuotamento di cisterne. Realtà Aumentata, sistemi indossabili e interfacce uomo-macchina per l’aumento della percezione sensoriale e per il monitoraggio dei segnali fisiologici.

Metodi analitici per Big Data, cioè raccolte di dati così estese in termini di volume, velocità e varietà da richiedere tecnologie e metodi specifici per l’estrazione di valore, con l’obiettivo di ottenere informazioni aggiuntive rispetto a quelle che si potrebbero avere analizzando piccole serie. Ad esempio, l’analisi per sondare gli “umori” dei mercati e del commercio, e quindi del trend complessivo della società e del fiume di informazioni che viaggiano e transitano attraverso Internet.

Tecnologie di Cloud Computing, che permettono di realizzare strumenti avanzati di gestione e analisi dei processi industriali sfruttando un coordinamento capillare all’interno della catena produttiva. In particolare, il Fog Computing, che integra l’Internet of Things con i sistemi Cloud tradizionali attraverso l’installazione di micro data-center all’interno delle fabbriche, permetterà di supportare al meglio i processi di automazione industriale abilitando la realizzazione di applicazioni di controllo avanzato direttamente in loco.

Tecnologie di comunicazione per l’Industrial Internet, che permettono di creare reti di calcolatori ad alta affidabilità ed efficienza, cruciali per l’implementazione di sistemi di controllo remoto e raccolta di dati in tempo reale. In particolare, la recente definizione di nuovi standard di comunicazione wireless sta permettendo la riduzione dei costi di implementazione dei sistemi industriali, minimizzando il tempo per la loro realizzazione. “Oggi – conclude Anastasi – le tecnologie dell’informazione, l’Internet of Things e la nuova robotica sono i pilastri su cui si regge la rivoluzione dei processi produttivi delle imprese. Costituiscono un potenziale nuovo e finora poco sfruttato in grado di mutare in modo profondo gli stessi modelli di impresa. In ultima istanza si tratta di ripensare il business model delle aziende con la chiave abilitante del digitale”.

industria 4.0 pisa

Nella foto, da destra: Marco Raugi (prorettore per la Ricerca applicata e il trasferimento tecnologico dell’Università di Pisa), Albino Caporale (direttore Sviluppo e Attività Produttive, Regione Toscana), Antonio Mazzeo (presidente della Commissione regionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera), Silvia Burzagli (dirigente del Settore Promozione Economica, Regione Toscana) Giuseppe Anastasi (direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e organizzatore dell’evento)

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