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Fabbrica Europa XXV: grande crocevia internazionale delle performing arts Spettacoli

Firenze – Fabbrica Europa compie 25 anni ma per i suoi animatori l’edizione del quarto di secolo è un anno zero, cioè un nuovo inizio con ambizioni se possibile ancora più grandi. Merito di un festival che è riuscito a superare la sua natura effimera per diventare uno dei motori culturali della città. A sancire questo cambiamento di marcia verso l’alto è stato proprio uno degli sponsor più importanti, la Fondazione Cassa di Risparmio: “Abbiamo sostenuto l’iniziativa fin dal suo inizio – ha detto il direttore generale Gabriele Gori – con alti e bassi, soprattutto negli ultimi anni. Ora di nuovo alti, per merito dei suoi promotori”.

Così l’edizione numero XXV che si inaugura il 4 maggio e prosegue fino al 10 giugno offre un programma intensissimo nel quale si sviluppano le linee artistiche e culturali che si sono consolidate nel corso degli anni. In quantità: 52 titoli, 96 repliche, 25 giorni di spettacolo, 200 artisti di 20 paesi, 10 produzioni/coproduzioni, 15 tra prime nazionali. E in qualità: “Traiettorie creative di artisti provenienti da paesi diversi tracceranno un percorso culturale e geografico alla ricerca di orizzonti di futuro su cui affacciarsi e scorgere nuovi cammini possibili – spiegano gli organizzatori – Nessuno spazio all’esotismo, ma l’analisi di come culture altre hanno lavorato sul concetto di contemporaneità a partire da radici e tradizioni differenti”.

Intanto il festival internazionale conquista un nuovo spazio offerto dal Comune di Firenze nelle ex Scuderie Granducali delle Cascine, che si affiancherà alla Stazione Leopolda, alla Pergola, al Goldoni e al Cantiere Florida.. Lo hanno chiamato Parc ed è “un luogo con una forte carica non convenzionale per tipologia architettonica e vie di comunicazione fra i vari ambienti che lo compongono”.

Qui nelle 19 stanze si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno una cinque giorni che presenta la ricerca performativa di una generazione di nuovi coreografi fra cui anche alcuni provenienti dall’area Medio Orientale protagonisti del progetto Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers. Il Mediterraneo aperto, “alla ricerca dei nuclei forti della nostra comune cultura”, come ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, è uno dei temi guida del Festival.

Venendo agli spettacoli in cartellone, al centro del week end di apertura, in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino, torna a Firenze Sang Jija, il coreografo cinese tibetano del City Contemporary Dance festival di Hong Kong, con una creazione site specific di danza e multimedia. Re-Mark, in prima assoluta, è il frutto del lavoro fatto insieme a otto giovani danzatori selezionati per l’occasione (5 maggio).

In chiusura torna poi la Compagnia Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker con Mitten wir im Leben sind/Bach6cellosuiten, un delicato e profondo incontro tra danza, musica e quella “spiritualità senza filtri” evocata dal titolo preso in prestito da un Inno di Lutero. Sul palco cinque danzatori (tre uomini e due donne tra cui la stessa De Keersmaeker) insieme a Jean-Guihen Queyras, violoncellista francese tra i migliori al mondo che interpreta le Sei Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach . Anche questo evento, in prima nazionale, è co-realizzato con Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Teatro della Toscana (2,3/6, Teatro della Pergola).

 

TEATRUL NOTTARA _ Iarna _ ©Adi Bulboaca -2

Tra i tanti artisti performer scelti dalla direttrice artistica Maurizia Settembri che si alterneranno sui diversi palcoscenici c’è ancora il Teatro Nottara di Bucarest diretto dal rumeno Mihai Maniutiu che con Iarna propone una suggestiva interpretazione delle atmosfere nordiche della commedia di Jon Fosse Winter .(prima nazionale, 4>6/5, Stazione Leopolda).

Altra prima nazionale è Go Figure Out Yourself di Wim Vandekeybus, un incontro con il pubblico in uno spazio insolito. Cinque personaggi ti portano lontano dalle mura del teatro mostrando un posto dove dare forma ai tuoi pensieri, semplicemente guardando e ascoltando l’altro. È un viaggio inclusivo – guidato da parole, musica e danza – che esplora i confini tra pubblico e performer. (5,6/5, Stazione Leopolda).

Benoît Lachambre in Lifeguard smargina i confini tra performer e spettatore; decostruisce la nozione di impulso coreografico riesaminando la presenza e risonanza del movimento fuori dai codici estetici dati. Lachambre rivelando le sfaccettature delle proprie sensazioni invita il pubblico a viverle senza inibizioni. (9,10/6, nell’ambito di Secret Florence).

 

Tulipa Ruiz

Tutti interessanti anche i concerti dei musicisti scelti dal direttore artistico Maurizio Busìa in particolare quello di John Parish con Screenplay, un viaggio tra le immagini del cinema impreziosito da un concerto live che va oltre la semplice sonorizzazione del visivo, ma anzi ispirandosi a esso ne rilancia emozioni e stimoli, senza esserne limitato (6/5, Stazione Leopolda). Sono artisti che provengono da tutto il mondo: dalla cantante brasiliana Tulipa Ruiz al batterista statunitense Mark Giuliana, al chitarrista giapponese Otomo Yoshihide, alla cantante bosniaca Natasa Mirkovic, al tunisino Il tunisino Radhouane El Meddeb che in À mon père, une dernière danse et un premier baiser crea, attraverso un racconto intimo ed emozionante, un dialogo immaginario con suo padre, scomparso senza il tempo di un addio.

Ci sono infine i progetti site specific e interdisciplinari, una ventina che rappresentano il meglio della ricerca nel campo delle performing arts di tutto il mondo (programma: www.fabbricaeuropa.net)

 

Foto 1 : SANG JIJIA  Re-Mark  ph. S.Jijia

Foto 2: TEATRUL NOTTARA Iarna©Adi Bulboaca

Foto 3:  Tulipa Ruiz

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