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Fabio Bresci rieletto per acclamazione Sport

“Un’assemblea epocale e massiccia” l’ha definita Fabio Bresci nel suo saluto all’assemblea elettiva delle società toscane di calcio dilettante, nelle sale gremite  dello Sheraton . Un' assemblea del Crt  che ha votato all'unanimità per Bresci, per il suo consiglio, per i dirigenti che si presentavano alla riconferma o subentrando a chi si era dimesso (Scocca che ha prevalso su Meucci per la carica di numero 1 del calcio a 5). Un'assemblea partecipata e intensa che aveva, come proposto da Bresci, al tavolo di presidenza un alto magistrato e come segretario l'insostituibile Mario Poggi. E che poi era composto da Angelini segretario del Sgs, Sabatini per l'Aic, Casini per l'Aiac, Trefoloni per il Cra, Mambelli vice presidente Lnd, Repace presidente del Crt Umbria, Mangini coordinatore Sgs, Falciani, segretario Crt. Un'assemblea che è iniziata, ricordando la recente drammatica alluvione, dopo un minuto di raccoglimento e dopo l'annuncio di un sostegno economico e morale (oltre 100.0000 euro dal Crt) oltre ai 200.000 della Lnd e il prossimo stanziamento della Figc. Un'assemblea che ha visto Fabio Bresci, al quarto quadriennio e quinto mandato, partire in quarta nel riproporre la sua candidatura  a presidente del Comitato regionale. Fabio Bresci è stato chiaro e netto nel prendere posizioni, nell’annunciare il programma suo e del suo consiglio. Si è riproposto come una guida sicura proprio in un momento di trasformazione del calcio, proprio in un momento di crisi. I successi ottenuti dalla Toscana a livello di club e rappresentative  non bastano a mascherare una realtà a tinte fosche. Una realtà che così descrive Bresci: “Dopo  un periodo in cui non mancavano le risorse, in cui c’era il boom dell’edilizia, in cui c'erano fior di sponsor,  in cui le società prendevano in convenzione gli impianti sportivi dai comuni, accollandosi anche manutenzioni ordinarie e  straordinarie anche incoraggiati dalle amministrazioni comunali, ora non è più così. E purtroppo si corre adesso il rischio di rimanere prigionieri di questa storia passata. Non possiamo  rimanere ostaggio  delle sponsorizzazioni a tutti costi e questo è un grosso pericolo. C’è il fisco da rispettare  e bisogna  rimodulare le entrate  cercando di essere regolari il più possibile. Da anni abbiamo messo a disposizione i Caf organizzati e le consulenze.  La serie D  paga addirittura un contributo nell’iscrizione in maniera obbligatoria ma non si adoperano questi strumenti. Sui costi fissi è difficile intervenire ma su quelli variabili , su quelli dei  costi dei rimborsi si può intervenire: troppe cariche sono rimborsate. Abbiamo bisogno – ha tuonato Bresci – di dirigenti che sono espressione del campanile non a capo di cordate  o al servizio di qualcuno, dobbiamo ritornare a questa  dirigenza. Se si pensa che le nostre società diventino  palestre si sbagliano. Non è il nostro pensiero, non è quello che ci ha fatto crescere”.

Poi Bresci si è rivolto al Palazzo della politica rivendicando la funzione del calcio dilettanti nella crescita dei giovani. “E’ la sacrosanta  verità che i ragazzi partono da casa con lo scuolabus e tornano con il pulmino delle società. Ma così si scoppia e il servizio che forniamo alla collettività deve essere considerato dalle amministrazioni non come un costo da supportare ma come un investimento su cui puntare. La politica non ci deve strumentalizzare perché siamo tanti e siamo un bel bacino. Siamo un movimento  sportivo pieno di valore e di valori. Dobbiamo collaborare con istituzioni  ma non abbiamo  bisogno di chi ci fa le ricette. Ci servono le risorse per fare non chi ci dice cosa fare”.

Poi Bresci entra nel merito del calcio giocato. Cominciando subito dagli arbitri. “A loro  va riconosciuto la loro gioventù e il conseguente  processo di crescita seguito dalle loro componenti ed è  grazie a questo lavoro paziente e competente che la Toscana è unita tra Cra e Crt tra sezione e delegazione. Siamo al loro fianco per sostenere formazione e raduni e i primi a compiacersene. Ma soprattutto no a  certi comportamenti. Noi abbiamo l’obbligo di tenere le mani in tasca, sopportare e collaborare  anche se non si condividono certe scelte. Anche il minimo dubbio o fraintendimento va contro ogni nostro modo di pensare”.

Poi Bresci descrive il cammino compiuto nel precedente mandato: “Campionati finalmente con  tutti i gironi a 16 squadre ma ricordiamoci quanto ci è fatto pesare perché con i gironi a 17 i ripescaggi erano facili  e si poteva accontentare un po’ tutti. Ma abbiamo detto di no grazie. La Terza categoria è  la forza della nostra regione siamo quota 209 società.  Con campionati di elevato valore. La scelta dell’inteprovincialità potrà fare un ulteriore passo verso le 16 squadre a campionato”.

Poi la questione del Fedele in Eccellenza: “Un esperimento, – ricorda Bresci – che se siamo d’accordo proseguiremo o che dal prossimo anno  lo rivedremo. A gennaio faremo riunione con le società di verifica “Lo stesso dicasi per gli Juniores i cui campionati vanno rivisti anche a costo di fare a meno di un girone regionale.E lo faremo con la nostra autonomia. Giusto ridurre i turni infrasettimanali per non perdere ore di lavoro, giusto proseguire nella informatizzazione delle pratiche e nell'assistenza fiscale e assicurativa, giusto mettere a disposizione uno staff di professionisti che siano di supporto per la normativa sulla sicurezza dei campi da gioco. Giusto assumere 150 giovani come impegati nelle nostre strutture. La tutela sanitaria è la nostra scommessa con 200 dirigenti che hanno fatto i corsi di primo soccorso, 400 formati per la defibrillazione, con i 150 defibrillatori consegnati alle società , con i nostri formatori fatti insieme al 118, con i 750 kit di rinamimazione e i 750 kit di steccobende”.

Bresci poi spiega perchè vuole andare ancora avanti: “Mi sono ricandidato insieme al consiglio perché ho avuto la sicurezza della continuità, perchè al mio fianco ci sarà Mario Poggi e anche per il rapporto che c’è con voi società anche con quelle più lontane geograficamente. Mi ricandido anche per la tranquillità che riceviamo dagli organi della giustizia sportiva e di Cleto Zanetti e Carmine Compagnini e per il rapporto con il Cra e il rapporto leale con la stampa. E per l’entusiamo che mi sento dentro. Un grazie ai consiglieri che hanno deciso di lasciare il posto a Stefano Riccomi e Massimo Taiti. Grazie a Italo Nannoni che non sarà più a capo del calcio a 5 che in Toscana deve tutto a lui. Grazie a Luciana Saturni che rimane alla guida del calcio femminile. E grazie a tutta la Toscana del calcio dilettanti che aiuterà gli alluvionati. Chew da noi avranno l'avanzo di gestione del bilancio La Toscana dopo il terremoto di calciopoli ha risalito la china con pazienza e forza e tutti sappaimo quanto in termini umani ci è costato. La Lnd mi aveva stuzzicato per un incarico nazionale ma vorrei rimanere perchè la Toscana dica la sua partecipando alle commissioni federali dove si parla di calcio giocato oltre al consiglio direttivo del Sgs. Non voglio lasciare la regione con il pericolo di infiltrazioni e assalti alla diligenza. Nel calcio di dilettanti sono gli azionisti di maggioranza e vogliamo contare ancora di più”.

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