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Fabrizio Misce Caselli, un atleta, un uomo, un eroe Cronaca

In una sala gremita è stato proietta ieri mattina il toccante documentario "Fabrizio Misce Caselli, un atleta, un uomo, un eroe" che racconta, con tutta la forza di un film di finzione, la storia di un uomo capace di superare i propri limiti e le difficoltà che la vita gli ha posto dinanzi. Cosa succede quando ti ritrovi a vivere una vita completamente diversa da quella che saresti immaginato? Questa è l'idea alla base del documentario di Alessio e Claudio Focardi. Puntare la lente sulla storia di un uomo, Fabrizio Caselli, atleta disabile non professionista, capace di partecipare ai Campionati Mondiali di canottaggio dopo solo quattro mesi di attività in questo sport.Quello dei fratelli Focardi è un documentario che emoziona e tocca nelle corde più profonde del proprio animo. Senza inutili patetismi e compassione eccessiva, i due sono riusciti a portare sullo schermo la vita di una persona speciale che è riuscita a trasformare una fatalità in una nuova vita, a volte migliore di quella precedente. La pellicola si sviluppa attraverso due piani narrativi che si intersecano fra loro. Quello principale, il racconto della vita di Fabrizio, realizzato attraverso le testimonianze delle persone e dei tecnici che gli sono stati vicino e che lo hanno accompagnato e sostenuto lungo tutto questo percorso. Questo è l'elemento più canonico del documentario, ma che riesce ad emozionare grazie alla grande presenza fisica e scenica di Fabrizio. L’arco temporale è di alcuni mesi: da quando Fabrizio entra a far parte della squadra nazionale ai risultati del campionato mondiale. All’interno di questo periodo ci viene raccontata la “seconda” vita di Fabrizio, dal suo incidente ad oggi.

Il racconto che scorre parallelo all'aspetto più documentario ci mette di fronte alla vita quotidiana di Fabrizio. Lo vediamo nella sua vita privata e scopriamo il suo lato più umano, quello di una persona capace di gestire la propria vita e quella della sua famiglia da una sedia a rotelle. Fabrizio conduce una vita assolutamente normale, ma gestita con una forza e una positività che non tutte le persone riescono ad avere e che lo fanno apparire agli occhi dei suoi figli, e di tutti noi, come un vero esempio di forza di volontà e di passione.

E proprio dalla forza di volontà che è nato questo progetto. Quella di Alessio, che ha voluto riunirsi con il fratello Claudio, con cui non lavorava da oltre diciannove anni, ma anche quella di Fabrizio, la volontà di andare avanti, di costruire qualcosa in barba a qualsiasi difficoltà. La storia di Fabrizio ha inoltre toccato nel profondo diversi professionisti del settore che hanno deciso di contribuire gratuitamente alla creazione di quest'opera con l’entusiasmo e la consapevolezza di mettere le proprie capacità tecniche ed artistiche al servizio di un’idea di grande valore sociale. Grazie anche al supporto tecnico gratuito della Sony che ha messo a disposizione, tramite la propria concessionaria Project Italia, le ultime tecnologie nel formato super 35 per il cinema digitale.

Peccando forse un po' di entusiasmo il documentario fa un uso fortemente emotivo delle musiche sottolineando molto le diverse situazioni che si presentano di fronte allo spettatore. Ma forse proprio l'entusiasmo e la passione possono rappresentare al meglio l'animo di Fabrizio e il suo modo di affrontare lo sport e la vita.

Regia: Alessio Focardi, Claudio Focardi
Genere: Documentario
Nazione: Italia
Montaggio: Alessio Focardi
Direttore della fotografia: Duccio Brunetti
Fonico di presa diretta: Tokuhiko Katayama
Musica originale: Roberto Procaccini
Organizzatore di produzione: Chiara Leoni
Operatore macchina da presa: Carlo Borean
Assistente macchina da presa: Andrea Franceschini
Fotografo di scena: Juri Bassi
Impaginazione grafica: Stefania Saturni
Fotografo e design manifesto: Alessio Balleri

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Fabrizio Misce Caselli, un atleta, un uomo, un eroe Cinema

In una sala gremita è stato proietta ieri mattina il toccante documentario "Fabrizio Misce Caselli, un atleta, un uomo, un eroe" che racconta, con tutta la forza di un film di finzione, la storia di un uomo capace di superare i propri limiti e le difficoltà che la vita gli ha posto dinanzi. Cosa succede quando ti ritrovi a vivere una vita completamente diversa da quella che saresti immaginato? Questa è l'idea alla base del documentario di Alessio e Claudio Focardi. Puntare la lente sulla storia di un uomo, Fabrizio Caselli, atleta disabile non professionista, capace di partecipare ai Campionati Mondiali di canottaggio dopo solo quattro mesi di attività in questo sport.Quello dei fratelli Focardi è un documentario che emoziona e tocca nelle corde più profonde del proprio animo.

Senza inutili patetismi e compassione eccessiva, i due sono riusciti a portare sullo schermo la vita di una persona speciale che è riuscita a trasformare una fatalità in una nuova vita, a volte migliore di quella precedente. La pellicola si sviluppa attraverso due piani narrativi che si intersecano fra loro. Quello principale, il racconto della vita di Fabrizio, realizzato attraverso le testimonianze delle persone e dei tecnici che gli sono stati vicino e che lo hanno accompagnato e sostenuto lungo tutto questo percorso. Questo è l'elemento più canonico del documentario, ma che riesce ad emozionare grazie alla grande presenza fisica e scenica di Fabrizio. L’arco temporale è di alcuni mesi: da quando Fabrizio entra a far parte della squadra nazionale ai risultati del campionato mondiale. All’interno di questo periodo ci viene raccontata la “seconda” vita di Fabrizio, dal suo incidente ad oggi.

Il racconto che scorre parallelo all'aspetto più documentario ci mette di fronte alla vita quotidiana di Fabrizio. Lo vediamo nella sua vita privata e scopriamo il suo lato più umano, quello di una persona capace di gestire la propria vita e quella della sua famiglia da una sedia a rotelle. Fabrizio conduce una vita assolutamente normale, ma gestita con una forza e una positività che non tutte le persone riescono ad avere e che lo fanno apparire agli occhi dei suoi figli, e di tutti noi, come un vero esempio di forza di volontà e di passione.

E proprio dalla forza di volontà che è nato questo progetto. Quella di Alessio, che ha voluto riunirsi con il fratello Claudio, con cui non lavorava da oltre diciannove anni, ma anche quella di Fabrizio, la volontà di andare avanti, di costruire qualcosa in barba a qualsiasi difficoltà. La storia di Fabrizio ha inoltre toccato nel profondo diversi professionisti del settore che hanno deciso di contribuire gratuitamente alla creazione di quest'opera con l’entusiasmo e la consapevolezza di mettere le proprie capacità tecniche ed artistiche al servizio di un’idea di grande valore sociale. Grazie anche al supporto tecnico gratuito della Sony che ha messo a disposizione, tramite la propria concessionaria Project Italia, le ultime tecnologie nel formato super 35 per il cinema digitale.

Peccando forse un po' di entusiasmo il documentario fa un uso fortemente emotivo delle musiche sottolineando molto le diverse situazioni che si presentano di fronte allo spettatore. Ma forse proprio l'entusiasmo e la passione possono rappresentare al meglio l'animo di Fabrizio e il suo modo di affrontare lo sport e la vita.

Regia: Alessio Focardi, Claudio Focardi
Genere: Documentario
Nazione: Italia
Montaggio: Alessio Focardi
Direttore della fotografia: Duccio Brunetti
Fonico di presa diretta: Tokuhiko Katayama
Musica originale: Roberto Procaccini
Organizzatore di produzione: Chiara Leoni
Operatore macchina da presa: Carlo Borean
Assistente macchina da presa: Andrea Franceschini
Fotografo di scena: Juri Bassi
Impaginazione grafica: Stefania Saturni
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