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Faccia a Faccia tra studenti e dirigenti scolastici a Palazzo Vecchio Cronaca

L’idea di trasferire l’assemblea degli studenti nel “luogo del confronto per eccellenza” è stata di Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’istruzione del Comune di Firenze. Dopo la famosa lettera “Cari studenti, la scuola pubblica non si difende con le occupazioni”, che diciotto presidi hanno inviato a tutte le scuole per far riflettere gli studenti sulla inutilità di questa forma di protesta, gli studenti hanno avuto, ieri pomeriggio, l’opportunità di far sentire la loro voce. Erano presenti, all’incontro, circa 150 studenti delle scuole superiori di Firenze e provincia, accompagnati da insegnanti e presidi. “L’occupazione – ha sottolineato Giovanni Di Fede, assessore all’istruzione della Provincia – è ormai uno sterile rito vuoto che si ripete stancamente ogni autunno”. “Le occupazioni non sono state per noi un periodo di vacanza- ha risposto uno studente – in quei giorni noi abbiamo imbiancato la scuola, organizzato gruppi di lavoro, assemblee, flash mob e tante altre attività”. “Vorremmo uscire da questo incontro con proposte concrete”- ha chiesto una studentessa.
“Noi siamo disposti a darvi spazi nel pomeriggio ma scegliete modalità diverse, più rispettose delle regole”, ha sostenuto Valerio Vagnoli, dirigente scolastico dell’Istituto professionale Saffi di Firenze, uno dei 18 firmatari della lettera- appello. “Come possiamo essere competitivi in Europa- ha puntualizzato un altro studente- se  non abbiamo laboratori e le nostre scuole cadono a pezzi?”

Ai ragazzi si è poi rivolto il sindaco Matteo Renzi, presente all’incontro, che ha ricordato le parole di don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.
“Siete voi – ha poi aggiunto Renzi- che dovete trovare la strada alternativa alle occupazioni- abbiate il coraggio delle vostre idee e affidatevi alla fantasia, all’intelligenza e all’intraprendenza. Ciascuno di voi deve mettersi in gioco, cercando di non vivere di ideologie ma di essere concreto”.

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