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Facciamo anche la festa, ma prima tanta attenzione al Grasshopper Sport

Martedì sera lo stadio Franchi si riempirà di tifosi per la presentazione della Fiorentina edizione 2013-2014. Facile immaginare le scene d’entusiasmo, rimasto altissimo nonostante le sconfitte di Villarreal e Lisbona. La nostra speranza è che siano scene degne del tifo viola, diventato uno dei più maturi d’Italia: tanti applausi, tanti cori, ma tutto al di fuori del becerume che dilaga in altre città. Non va dimenticato che la Fiorentina, nello spazio di una settimana, a cominciare da giovedì, deve non solo esordire in campionato contro il Catania, ma incontrare il Grasshoppers per le due partite dei “play off” di Europa League. La vera festa dovrà esserci dopo la qualificazione. E’ indispensabile ricordare le parole che, a questo proposito, ha detto Massimo Ambrosini, giocatore di grandissima esperienza nei tornei internazionali:” Il doppio confronto con il Grasshoppers per noi è d’importanza eccezionale. Per la Fiorentina si decide mezza stagione. Restare fuori dall'Europa sarebbe un colpo micidiale”.
Ambrosini è diventato l’uomo del giorno della Fiorentina, non solo per la sua esperienza e la sua saggezza, ma anche per un motivo ben preciso: sarà lui a sostituire l’infortunato Pizarro nella prima gara ufficiale della stagione. Dovrà sostituirlo non solo in campo (dove Pizarro è abituato a prendere per mano la squadra), ma anche negli spogliatoi, per il suo carisma già riconosciuto dai compagni di squadra, giovani e meno giovani. L’ex milanista ha 36 anni. E’ stato acquistato per arricchire la “rosa” e per dare il suo contributo d’esperienza. All’inizio della stagione si trova già ad essere l’uomo determinante. Ambrosini è ben diverso da Pizarro. Il cileno è sempre stato, in tutte le squadre in cui ha giocato, il regista, il ragionatore. Ambro, invece, è il classico centrocampista da corsa, tutto movimento, tutta potenza. Montella dovrà trasformarlo, ma Ambrosini ha già fatto capire di essere prontissimo per il nuovo ruolo, anche se in partita gli capiterà di invertire i compiti con Borja Valero. Alla sua età, con le centinaia e centinaia di incontri disputati in campionato e nelle Coppe, merita piena fiducia. Per questo l’allenatore non fa drammi e crediamo non abbia mai pensato ad altre soluzioni.
I problemi di Montella sono altri. Primo di tutti, come si dice da tempo, quello del portiere. Neto sarà un titolare quasi forzato, in attesa dell’arrivo del nuovo acquisto (Sorrentino o Sommer ?). Il brasiliano non è certamente un fenomeno, ma contro il Grasshoppers farà di tutto per riconquistare la simpatia dei tifosi e la fiducia di Montella. La tattica sarà quella più collaudata (il “3-5-2”) e in difesa i tre probabili titolari dovrebbero essere Roncaglia, Gonzalo e Savic. Per Gonzalo ci sono i dubbi dovuti alla lunga inattività. A centrocampo Aquilani, Ambrosini e Borja Valero saranno i centrali, con Cuadrado e Pasqual esterni, anche se Joaquin, protagonista di un ottimo precampionato, avanza qualche pretesa. Per le punte nessun dubbio: Rossi e Gomez saranno i preferiti in partenza, poi Rossi (che non ha ancora i novanta minuti nelle gambe) lascerà il posto a Iakovenko o Ljajic, se il serbo deciderà di allungare il contratto che lo lega alla Fiorentina.
E’ una formazione che, nonostante qualche problema inevitabile a inizio stagione, offre le dovute garanzie, soprattutto se terrà presente il monito, già ricordato, di Ambrosini :restare in Europa League è indispensabile per questa Fiorentina che, con gli investimenti fatti, parte con mille, giustificate,ambizioni. Uscirne sarebbe un colpo micidiale. Ma nessuno, a Firenze, riesce a pensare a questa sconcertante (e drammatica) eventualità.
Raffaello Paloscia

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