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Facebook, i compleanni e la borsa Internet

A soli sei mesi dal debutto a Wall Street le azioni di Facebook precipitano e gli amici di Mark Zuckerberg scappano: anche il management ha venduto buona parte delle partecipazioni, forse per passare all’incasso prima che ci sia la débâcle.
Ma la società di Menlo Park ha in serbo una grande ricchezza, ancora tutta da sfruttare: un miliardo di compleanni da investire nel commercio elettronico.
Facebook conosce gli indirizzi e-mail, le date di nascita, di fidanzamento e di nozze, le opinioni politiche e i sogni dei suoi utenti che adesso sta spingendo a condividere altro: i numeri di carta di credito e gli indirizzi non in linea.
Come? Attraverso il "Gift", un nuovo servizio, per ora disponibile solo negli Stati Uniti, che consente agli utenti di comprare i regali per gli “amici” direttamente sul social. In offerta un po’ di tutto: le spezie di Dean & DeLuca, celebre per le sue delikatessen, i pigiama di BabyGap (e come farne a meno!), abbonamenti a Hulu Plus e anche carte regalo di iTunes.
Ecco come funziona. Accanto alle notifiche su compleanni e avvenimenti più importanti, c’è un’icona attraverso cui fare un regalo al festeggiato con la possibilità, prima di completare la transazione, di fargli vedere l’oggetto scelto e di apportarvi delle modifiche, dal cambiamento colore all’indirizzo di consegna. Il regalo verrà spedito in un incarto azzurro con il logo di Facebook, accompagnato anche da un biglietto di auguri.
Sembra che i vantaggi del servizio siano proprio questi, da un lato la possibilità per il beneficiario di sapere in anticipo se il regalo è di suo gradimento, dall’altro quella di fare un dono anche senza conoscere l’indirizzo del destinatario.
Il servizio "gift", introdotto a settembre, è in corso di ampliamento in vista del Natale e lancia un messaggio molto chiaro: perché perdere tempo a cercare regali, magari sbagliati? Anziché girare per negozi e mercatini, vivere l’atmosfera natalizia immersi in un profluvio di suoni, luci e odori non è meglio acquistare on-line i dolcetti di Magnolia Bakery che oltre ad essere buoni (sembra) e sicuramente costosi, hanno il must di essere i preferiti dalle ragazze di “Sex and the city” al punto che in certe ore del giorno fuori dal negozio di New York si snodano lunghe code di clienti e la leggenda vuole non se ne possa acquistare più di dodici a testa per soli (!) 35 dollari?
In realtà è manifesto che non si tratta di un’attenzione di Facebook nei confronti dei suoi utenti, bensì di un’operazione commerciale “moneymaking” di vasta portata che ha già dato un certo sollievo alle quotazioni del titolo alla borsa di Wall Street. Per svolgere il servizio regali Facebook ha già affrontato degli investimenti, affittato un magazzino in South Dakota e creato un software per rintracciare inventario e spedizione, nella speranza che l’idea si affermi creando un giro di e-commerce da 200 miliardi di dollari.
Ma la parte più difficile dell’operazione – come riporta “The New York Times” –  consiste nel  rendere monetizzabili gli stessi utenti senza peraltro farli fuggire spaventati, o meglio, senza che si accorgano di essere fonte di guadagno. Perché i regali non portano solo denaro immediato, ma un indotto estremamente interessante di informazioni sui numeri di carte di credito e sui comportamenti negli acquisti, utilizzati anche per mirare al meglio la pubblicità.
Mark Zuckenberg ha detto che il concetto di “gift economy” (l’economia del dono) è il senso più profondo di Facebook perché attraverso il social le persone condividono e donano la propria esperienza agli altri, rendendo il mondo più trasparente. Dono enorme quello degli “amici” che raccontando quello che fanno, le loro abitudini e gusti, alimentano un’enorme banca dati di informazioni sulle loro vite.
E se riuscissimo a fare come il Winston Smith di 1984 che, pur lavorando al "Ministero della verità" dove tiene sotto controllo i media e la storia, ad un certo punto comincia a tenere un diario segreto e addirittura si innamora? Nel romanzo Smith non finisce bene, perché il Grande fratello vuole possedere l’anima di ogni suddito. Nella realtà, forse, il “diritto ad essere dimenticati” è più importante che sapere con facilità qual è il regalo giusto per il proprio marito.

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