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Fahradi, film e cultura per i dieci anni di Middle East Now Cinema

Firenze – I direttori del Festival Middle East Now, Roberto Ruta e Lisa Chiari, hanno presentato l’edizione speciale per i dieci anni della manifestazione dedicata alla cultura, all’arte e al cinema mediorientale.

In questi dieci anni il panorama geopolitico del Medioriente è stato caratterizzato dalla guerra in Siria, dalla radicalizzazione dell’Isis e dalle primavere arabe. Il Middle East Now è nato nel 2009 con l’intento di costruire un ponte culturale, per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi e permettere un incontro interculturale tra Europa e Medioriente.

Come spiegano i direttori, l’idea guida è ancora oggi quella di mettere in risalto le affinità culturali tra europei e mediorientali. Il cinema, l’arte, i dibattiti sono concepiti come un momento di riflessione, ma anche creativo, che coinvolge la musica, la cucina e le arti visive di popoli che da molti anni sono vittime di guerre, conflitti e fanatismi religiosi.

La città di Firenze e la sua rete culturale hanno accolto l’originalità e la novità del festival, che ha dimostrato fin dall’ inizio di essere un evento imperdibile, seguitissimo dal pubblico. Tommaso Sacchi, capo della segreteria cultura del Comune di Firenze, e Iacopo Di Passio, Presidente della Fondazione Toscana, invitati alla conferenza stampa, hanno sottolineato l’importanza del festival nella vita culturale cittadina. Il festival è infatti capace di coinvolgere il pubblico sui grandi temi d’attualità che riguardano il Medioriente. Cultura, geopolitica, storie e sentimenti vengono raccontati attraverso i film, i dibattiti e le presentazioni di mostre e di libri.

Il Middle East Now 2019 propone il tema del Remix, ovvero l’appropriarsi e il reinterpretare contenuti culturali per creare qualcosa di nuovo. Proprio nel segno del remix, l’opening night, martedì 2 aprile, prevede Love and revenge, concerto visivo che mixa successi della musica araba ai film cult del cinema egiziano. A seguire, l’anteprima italiana del film Kabul, City in the wind, di Aboozar Amini, ritratto intimo della capitale afghana, miglior opera prima al IFDA di Amsterdam.

Special guest del Middle East Now sarà il regista iraniano Asghar Farhadi, due volte Premio Oscar per il miglior film straniero con Una separazione e Il cliente. Il festival gli dedica un focus sui film più importanti e una Master Class aperta al pubblico.

Tra i quarantaquattro film in anteprima, segnaliamo Bomb, A love story (2018), di Payman Maadi, film di amore e speranza, ambientato al culmine della guerra Iran-Iraq, che ha tra i protagonisti la star del cinema iraniano Leila Hatami. Il documentario Mussolini’s sister, di Juna Suleiman, racconta invece la storia di Hiam, un’anziana signora palestinese che vive tra i ricordi del passate e la solitudine, nel contesto del conflitto israelo-palestinese.

Dall’Arabia Saudita arriva la black comedy Amra and the second marriage (2018), di Mahmoud Sabbagh, regista del film candidato agli Oscar Barakah Meets Barakah (2017), che torna a Firenze con la storia di una donna di mezza età alle prese con il secondo matrimonio del suo attempato marito. Vedremo quindi Divine wind (2018), l’ultimo film del maestro del cinema algerino Merzak Allouache su una coppia di giovani terroristi dell’ISIS che pianifica un attacco a una raffineria di petrolio algerina.

Da non perdere il documentario Humanity on trial, di Jonas Bruun (2019), sulla vicenda incredibile del giovane danese Salam che, mentre è in Grecia per cercare di salvare i rifugiati siriani naufraghi nell’Egeo, viene arrestato con l’accusa di traffico di esseri umani e risucchiato in un processo lungo diversi anni.

Tra gli eventi speciali, si segnala la mostra fotografica “Until We Return”, di Dalia Khamissy, che racconta i rifugiati siriani in Libano e il loro desiderio di ritornare a casa. La mostra sarà inaugurata venerdì 5 Aprile alle 18 alla Fsm Gallery- Fondazione Studio Marangoni e sarà visitabile fino al 31 maggio. Al Cinema la Compagnia il festival presenta invece una mostra-installazione dedicata alla serie di cortometraggi scritti dal reporter iracheno Feurat Alani e animati dal disegnatore francese Leonard Cohen.

Segnaliamo il consueto appuntamento sulla cucina islamica, a cura di Silvia Chiarantini. La special guest di quest’edizione è Anissa Helou, chef e insegnante di origini siriano-libanesi, uno dei nomi più affermati della cucina mediorientale, del Mediterraneo e del Nord Africa. Sarà a Firenze per presentare venerdì 5 Aprile alle 19.30, al Cinema La Compagnia, il suo ultimo libro “Feast: Food of the Islamic World” e per una speciale cooking demonstration dedicata ai diversi modi di fare il pane nel mondo islamico. Sabato 6 aprile sarà invece presso la Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu, dalle 10.30 alle 13.

In anteprima italiana, giovedì 4 Aprile, alle 21, al Teatro Cantiere Florida sarà rappresentato “I, DAREEN T”, teatro documentario dell’affermata autrice-attrice israeliana, Einat Weizman, basato sulla storia della poetessa palestinese Dareen Tatour.

Il festival presenta infine “il Punto delle 19.30”, a cura di Felicetta Ferraro, esperta di Iran e di politica e culture mediorientali, in collaborazione con Giuseppe Alizzi (esperto di Siria).  Sul palco del Cinema La Compagnia sono invitati accademici, giornalisti, scrittori ed esperti di Medioriente. Sabato 6 Aprile alle 19.30 sarà presentato il libro della giornalista Viviana Mazza, “Le ragazze di via Rivoluzione”, dal Pakistan all’Egitto, un viaggio nella libertà delle donne.

Per maggiori informazioni ricordiamo il sito web del festival www.middleastnow.it

La locandina del festival è di Leonard Cohen

 

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