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Falstaff di Verdi al Maggio con Gardiner e la regia di Bechtolf Spettacoli

Firenze – Terzo titolo verdiano della stagione 21/22 dopo La traviata e Rigoletto di settembre e ottobre, al Maggio va in scena venerdì 19 novembre 2021 alle ore 20 l’ultima opera composta da Giuseppe Verdi, Falstaff, nuovo allestimento con la direzione di sir John Eliot Gardiner e la regia di Sven-Eric Bechtolf. Sei le recite complessive previste: 19, 23, 30 novembre e 3 dicembre alle ore 20, 21 novembre ore 15:30 e il 5 dicembre alle ore 17.

A neanche un mese dal suo concerto al Teatro del Maggio, e dopo i due concerti sinfonici precedenti il maestro sir John Eliot Gardiner torna, nel volgere quindi di un breve tempo, per la quarta volta alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio per dirigere  Falstaff, ultima opera composta da Giuseppe Verdisegnando stavolta il suo debutto operistico a Firenze.

La regia è affidata a Sven-Eric Bechtolf, anche lui di ritorno al Teatro del Maggio dopo la recente e fortunata esperienza del Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, andato in scena con la direzione di Adam Fischer fra l’agosto e il settembre 2021. A Bechtolf il Maggio ha affidato anche la regia di un titolo mozartiano che sarà messo in scena nel corso del prossimo 84esimo Festival del Maggio Musicale. Le scene sono di Julian Crouch, i costumi sono curati da Kevin Pollard mentre luci e video sono affidati rispettivamente a Alex Brok e Josh Higgason. Il cast di assoluto rilevo composto come sempre dal casting manager del Maggio, Toni Gradsack, mette in locandina Nicola Alaimo come Falstaff, Ailyn Pérez come Alice Ford, Sara Mingardo come Mrs. Quickly, Caterina Piva come Meg Page, Simone Piazzola come Ford, Francesca Boncompagni come Nannetta, Matthew Swensen come Fenton, Gianluca Buratto come Pistola, Antonio Garés come Bardolfo e Christian Collia come il dottor Cajus. Il Coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini.

Per tutta la vita Verdi aveva inseguito il sogno di scrivere un’opera comica senza però mai trovare il soggetto appropriato. Ma sulla soglia degli ottant’anni ecco avverarsi quel sogno con Falstaff, nato dalla rinnovata collaborazione con l’ormai insostituibile Arrigo Boito. Se si esclude il giovanile Un giorno di regno, del 1840, Falstaff è l’unica opera comica, nonché ultima opera, della produzione verdiana. E pensare che l’amore di Verdi per Shakespeare era di lungo corso e Le allegri comari di Windsor, fonte del libretto di Boito insieme alle due prime parti di Enrico IV, era una delle sue commedie predilette. Furono dunque le insistenze di Boito a spronare il maestro a rimettersi in gioco con una “commedia lirica che non somiglia a nessun’altra” come disse Verdi. Il 9 febbraio 1893 Falstaff debutta al Teatro alla Scala accompagnato da un grandioso successo. Dopo oltre cinquant’anni spesi nel trasferire in musica drammi e tormenti dell’animo umano, Verdi salutava il mondo dell’opera con il sorriso sornione di chi ha sperimentato tutto al massimo grado e continua ancora a farlo. Falstaff è opera di un Verdi divertente e divertito. Del resto, come recita la sigla finale: “Tutto nel mondo è burla. L’uom è nato burlone”.

Riguardo al capolavoro, il maestro sir John Eliot Gardiner ha sottolineato l’importanza dell’ultima opera scritta da Verdi, evidenziando anche l’importantissimo lavoro svolto dal librettista, Arrigo Boito: “È un fantastico insieme delle arti: visive, letterarie e musicali. I personaggi sono splendidamente caratterizzati grazie alla musica e al fantastico libretto di Boito, il quale è ovviamente basato su Shakespeare. Personalmente ho diretto Falstaff tre volte ( la prima a Lione nel 1984 e poi a Cagliari nel 1998) ed è stato, a proposito, anche il mio primo titolo di Giuseppe Verdi ed è sempre una gioia tornare a confrontarsi con quest’opera, nella quale si trova sempre qualcosa di nuovo e che è scritturata in modo preciso e davvero perfetto per ogni singolo strumento. Penso che Falstaff sia ancora l’opera più ingiustamente meno rappresentata del repertorio verdiano: la gioia e il buonumore che lo impregnano sono davvero incredibili, sono davvero shakespeariani”.

Sul palcoscenico un cast di assoluto rilievo: nel ruolo del protagonista Sir John Falstaff il baritono Nicola Alaimo – che al Teatro del Maggio ritorna dopo le recenti recite come Fra Melitone in La Forza del Destino, sempre di Giuseppe Verdi andata in scena nel giugno 2021 con la direzione di Zubin Mehta per la regia di Carlus Padrissa, e come Michonnet nell’Adriana Lecouvreur, titolo inaugurale dell’ LXXXIII Festival del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Daniel Harding per la regia di Frederic Wake-Walker.

Ailyn Pérez – soprano di fama internazionale e presenza costante nei cartelloni dei più celebri teatri al mondo – è Alice Ford: anch’essa è ormai un’acclamata interprete del repertorio verdiano, avendo sostenuto molti differenti ruoli nelle opere del compositore di Busseto. Anche il personaggio di Alice Ford non è nuovo per il soprano, che ne ha vestito i panni in più occasioni: dal Metropolitan di New York, alla Bayerische Staatsoper.

Il personaggio di Ford è invece interpretato da Simone Piazzola, affermato baritono verdiano, che torna al Teatro del Maggio dopo La Boheme andata in scena nel novembre 2016 con la doppia direzione di Daniel Oren e Francesco Ivan Ciampa per la regia di Lorenzo Mariani. Sempre nel 2016, insieme all’Orchestra e al Coro del Maggio, fu tra i protagonisti dell’Aida in forma di concerto andata in scena alla Tchaikovsky Concert Hall di Mosca in occasione del Festival Rostropovic sotto la direzione del maestro Zubin Mehta.

Sara Mingardo interpreta Mrs. Quickly: per il contralto  veneziano, dotata di un repertorio vastissimo che spazia da Monteverdi a Rossini, da Gluck a Verdi, sarà un ritorno a Firenze a distanza di pochi mesi dalla sua ultima esibizione, avvenuta in occasione del concerto in memoria delle vittime della pandemia in Toscana del 29 aprile 2021, diretto dal maestro Daniel Harding e che vide in cartellone il Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart. S

Nel ruolo di Mrs. Meg Page, Caterina Piva la quale ha recentemente interpretato un’importante serie di spettacoli al teatro fiorentino: le recenti recite di Traviata Rigoletto, sotto la conduzione di Zubin Mehta e di Riccardo Frizza, entrambi firmati dalla regia di Davide Livermore oltre a Siberia di Umberto Giordano, opera conclusiva dell’LXXXIII Festival del Maggio Musicale Fiorentino andata in scena a luglio 2021.

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