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Famiglia El Mohajir, 4 figli, rinviato lo sfratto Cronaca

Mustapha è padre di quattro figli e con la moglie vive in un appartamento malandato al terzo piano in via del Leone 33, nel cuore di San Frediano. Ha pagato regolarmente l’affitto, come da contratto (regolare) dal gennaio 2001. Grazie a questo fin da subito il padre di famiglia ha potuto, viste le condizioni fatiscenti dell’appartamento, richiedere alla padrona di casa dei lavori di manutenzione per mettere a norma lo stabile che però sono stati rifiutati. Così è iniziata l’Odissea burocratica della famiglia El Mohajir.

Il capofamiglia chiese infatti al comune una soluzione alloggiativa alternativa, forte del fatto che i tecnici incaricati avessero riscontrato, già nel 2001, che l’appartamento non era abitabile a causa delle pessime condizioni di manutenzione, infiltrazioni d’acqua dal tetto, enormi macchie nere di muffa, distacco dell’intonaco e una cucina non a norma, rivavata da un corridoio. L’unica soluzione proposta fu quella, secondo quanto racconta Moustapha, di smembrare il nucleo famigliare separando madre e bambini dal padre. La domanda per la casa popolare, che sembrava stesse andando in porto, naufragò quando Moustapha perse il lavoro e con esso le condizioni per potere diventare assegnatario di un’alloggio erp. Tuttavia, ora, per fortuna, Moustapha è rientrato al lavoro. 
Negata decisamente la soluzione che avrebbe visto la dispersione della famiglia, Mustapha e i suoi hanno continuato a vivere in quell’appartamento per altri dieci anni e la situazione sanitaria dei figli si è aggravata, in particolare quella delle due figlie che riscontrano gravi patologie. Oggi, 16 novembre 2011 doveva arrivare il giorno dello sfratto, e puntualmente alle nove e un quarto del mattino sono arrivati due poliziotti, ma fortunatamente dopo un lungo colloquio tra le parti è arrivato l’accordo per un rinvio dell’esecuzione di un mese, fino alle soglie delle festività natalizie. Un rinvio che in parte attutisce l’angoscia di Moustapha, ma che non migliora le condizioni proibitive dell’alloggio, ne’ risolve il problema di una famiglia che vive sull’orlo del baratro.

 

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