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Family Act, ministra Bonetti: “Più servizi, i figli bene collettivo” Politica

Firenze – “Dobbiamo dare a tutti la libertà di desiderare, in particolare alle donne italiane, che desiderano avere figli esattamente come le donne degli altri paesi europei, ma non li fanno perché non vedono sicurezza nel futuro. Bisogna superare questa frattura tra desiderio e scelta di vita”. Così la ministra Elena Bonetti ha concluso un appassionato intervento stamattina alla Leopolda, dopo avere presentato il Family Act un dettagliato  programma di interventi sulla famiglia da rivitalizzare.

L’intervento della ministra era stato preceduto dai ‘numeri’ eloquenti e per molti aspetti preoccupanti del demografo Alessandro Rosina. “Tra il 1946 e il 2018 le nascite in Italia sono passate da 1 milione a 440.000 un vero e proprio crollo  – ha esordito il prof. della cattolica di Milano – le madri potenziali sono in discesa libera e, per di più, le sempre meno numerose donne-madri si limitano a uno, massimo due figli. Se non invertiamo questo lento terremoto in corso nel 2050 il TFT (Tasso di Fecondità Totale) scenderebbe  a 1,25 per donna in età feconda, percentuale intollerabile economicamente e socialmente ”.

“Il lavoro per i giovani arriva troppo tardi, questo è il primo nodo da affrontare –ha detto poi Elena Bonetti- senza lavoro non c’è sicurezza per il futuro ed è un azzardo mettere al mondo dei figli. Altro nodo è la conciliazione tra vita e lavoro. Va affrontato rafforzando i servizi, anche con centri polifunzionali per la famiglia, che la rendano più equa: parità di congedi per madri e padri, lavoro flessibile assegno universale per i figli, piano casa. I figli non devono essere un fatto privato, ma un bene collettivo”.

La platea ha espresso grande condivisione, qualcuno però ha rilevato l’assenza di indicazioni riguardo le coperture finanziarie. Renzi ha ribadito di volere scambiare quota 100 con il Family Act. Operazione però considerata di difficile attuazione per l’ostilità di 5stelle e Pd e comunque perché si tratta di una legge dello Stato che ha creato aspettative nei singoli e può essere cancellata solo in modo graduale.

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