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Fanghi di acque reflue, risorse? Possibile, con norme specifiche Ambiente

"Il trattamento dei fanghi come possibile risorsa ambientale ed energetica può sembrare un argomento specifico per addetti ai lavori ma, in realtà, ha grande rilevanza per il futuro del pianeta". Con queste parole Marco Frey, direttore dell'Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna, ha aperto il seminario "Il recupero dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue: una possibile risorsa", organizzato dalla Scuola Superiore Sant'Anna e da Acque spa, il gestore idrico del Basso Valdarno, che ha riunito docenti universitari, politici ed esperti del settore attorno al tema centrale dello sfruttamento delle risorse rinnovabili e che è stato ospitato alla Scuola Superiore Sant'Anna martedì 3 luglio.
Massimo Aiello, direttore tecnico Servizio Acquedotto, Depurazione e Fognatura, tra i principali promotori del seminario, chiede una risposta concreta alle Istituzioni. "La mancanza di una regolamentazione ufficiale ha causato la frammentazione del processo di depurazione, con gravi impatti di carattere economico e ambientale. Questo seminario deve essere il punto di partenza per un'alleanza più solida tra innovazione e politica".
Roberto Salvadori, di Acque spa, pone l'accento sulla mancanza di una legislazione aggiornata. "Non c'è ancora nessuna norma che regola l'uso dei fanghi in campo agricolo ed energetico. In Italia siamo fermi ad un decreto del 1992 e anche in Europa le cose non vanno meglio. Il dilemma a cui non si riesce a dare una risposta concreta è: i fanghi di depurazione sono rifiuti da smaltire o una risorsa da utilizzare?"

La diversa velocità tra lavoro di ricerca e normativa del settore delle acque reflue sta frenando le attività di ricerca, generando inevitabili problemi. Durante gli interventi, informa la nota di Acque spa, è emersa la necessità di costituire una filiera per il trattamento dei fanghi, che permetterebbe di avere un controllo totale sui vari processi di lavorazione, ma la strada sembra ancora lunga.
Di sicuro c'è comunque la possibilità di sfruttare i fanghi per risolvere problemi di carattere ambientale, aprendo una nuova fase della cosiddetta green economy. Ad oggi sono soprattutto due le possibilità per utilizzare i fanghi: come smaltimento in agricoltura e come ciclo di compostaggio.
"L'intenzione – ha aggiunto Marco Frey – è dare maggiore enfasi ai cicli integrati delle risorse, stando attenti a non imbattersi in vincoli normativi che possono frenare lo sviluppo della green economy. La questione è annosa ma di cruciale importanza: bisogna trovare soluzioni efficaci per potenziare la green economy rispettando le norme ambientali e legislative".
 

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