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Farà il Magnifico Messere poi se ne andrà Sport

Emiliano Viviano è stato scelto dai responsabili del calcio storico fiorentino come “Magnifico Messere” in una delle partite in programma in Piazza Santa Croce nei prossimi giorni. E’ un riconoscimento che va soltanto ai fiorentini autentici o a coloro che hanno dimostrato di amare profondamente Firenze anche se sono nati altrove. Viviano è nato a Firenze e ama come pochi la città. Indossare la maglia viola è stato per lui il coronamento di un sogno che cullava da sempre, anche quando ha giocato in altre squadre. Un sogno breve, una sola stagione, abbastanza tormentata. Partito come titolare ha poi dovuto lasciare il posto a Neto dopo alcune prestazioni non convincenti, culminate nel mezzo disastro di Roma. Il portiere non si è dato per vinto e proprio l’amore per Firenze e per la maglia viola gli ha dato la forza di riprendersi e di riconquistare la maglia di titolare, che non ha più lasciato nell’intero girone di ritorno, in cui il suo rendimento è nettamente migliorato. Non è bastato. Le speranze di restare a Firenze sono praticamente svanite per Viviano dopo che l’amministratore delegato Sandro Mencucci ha dichiarato ai giornalisti che per il portierone che ama Firenze non c’è possibilità di raggiungere un accordo col Palermo. E’ una notizia che non è passata inosservata, benchè una parte del tifo viola sia abbastanza indifferente alla partenza di Viviano, di cui si ricordano molto di più gli errori rispetto alle prove positive. Si apre il problema della sostituzione e non sarà di facile soluzione, soprattutto perché Viviano è stato, insieme a pochi altri (Pasqual, Toni e Borja Valero in testa a tutti) uno degli uomini-spogliatoio anche quando non giocava. Montella lo sa benissimo e anche per questo la ricerca del nuovo portiere titolare è (e sarà) complicata. Per ora il nome di cui si parla è quello di Agazzi del Cagliari. Ma basterà?
A un giocatore che lascerà Firenze tra le lacrime si contrappone un autentico punto di forza del campionato scorso che ha confessato apertamente  di voler andarsene: Pizarro. Per i tifosi è stata un’amara sorpresa. A Firenze,grazie all’ambiente, ai compagni di squadra e, soprattutto, Montella, Pizarro è rinato ed è tornato il campione che sembrava finito dopo le esperienze all’estero e l’ultima stagione romana. Ci si aspettava un minimo di riconoscenza, ma questo vocabolo è ormai scomparso da tempo nel nostro calcio. E’ chiaro che la sostituzione di Pizarro comporterà, sotto il profilo tecnico, molti più problemi di quanti possa comportarne  quella di Viviano. Ma noi, ammesso che serva a qualcosa, ci schieriamo dalla parte di quella minoranza che rimpiangerà più Viviano di Pizarro. In qualsiasi sport è più importante dimostrarsi campioni fuori dal campo che sul terreno di gioco. Da questo punto di vista la differenza tra Viviano e Pizarro è enorme e tutta a favore del portiere che continuerà ad  amare a Firenze anche se sarà costretto a tornare lontano dalla città in cui è nato. E Pizarro, da parte sua, non avrà mai l’onore di fare il “Magnifico Messere”

Raffaello Paloscia

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