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Farine, costi in rialzo fino all’81%, Assopanificatori chiede inchiesta parlamentare Breaking news, Economia

Firenze – Sarà una guerra del pane? I presupposti sono inquietanti. Rispetto a marzo, come segnala Federconsumatori, il rincaro della farina è pari  a +38%. L’allarme di pochi giorni fa di Fiesa Assopanificatori Confesercenti ha carattere ancora più urgente, invocando un’inchiesta parlamentare sui rincari.

“Continuiamo a registrare forti aumenti delle farine e dei prodotti energetici: un trend preoccupante, che non aiuta la ripresa dei consumi”, dice in una nota Davide Trombini, Presidente nazionale di Fiesa Assopanificatori Confesercenti. Il prezzo delle farine è sbalorditivo nella prospettiva dinamica: si toccano punte di rincaro pari all’81%. Un rischio evidente di stop alla ripartenza dell’economia del settore.

“ Il prezzo delle farine di frumento tenero segna, a settembre 2021, un incremento del 20% rispetto a settembre 2020 – spiega Trombini – il prezzo delle semole di frumento duro cresce in un anno del 66%. Se mettiamo a confronto il prezzo della prima settimana di ottobre 2021 con quello di ottobre 2020, le farine di frumento tenero arrivano a 511,50 €/T ossia +24% e le semole di frumento duro a 731,70 €/T ossia +81%. Stessa dinamica al rialzo per benzine e gasolio che, rispetto al mese di ottobre del 2020, hanno avuto un incremento del 24% medio con ripercussioni su tutta la catena distributiva, dal momento che le merci viaggiano per quasi il 90% su gomma e i costi della logistica coprono un terzo del prezzo finale dei prodotti agro-alimentari. E non va certo meglio per Gpl e Metano che hanno avuto autentiche impennate dei prezzi”.

Una situazione cui il presidente chiede di mettere riparo: “Fiesa Assopanificatori Confesercenti chiede di attivare gli organi di vigilanza e l’apertura di un’indagine parlamentare conoscitiva sull’andamento dei prezzi delle farine e delle materie prime, comprese quelle energetiche amministrate, per eventuali interventi del Governo di taglio delle tasse e degli oneri di sistema. L’auspicio è che la dinamica rialzista si arresti e consenta di programmare e lavorare per le produzioni natalizie in un clima di fiducia per i consumatori. Non possiamo permetterci di bruciare le prossime festività per mantenere in equilibrio le gestioni dei forni e l’occupazione”.

Federconsumatori raccoglie e rilancia: “Non possiamo che sottoscrivere tale appello, per fare chiarezza sugli aumenti e scongiurare l’ipotesi che questi diventino una ghiotta occasione di speculazione. In tal senso, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato i prezzi di alcuni prodotti alimentari tra marzo di quest’anno (periodo in cui già si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime) e oggi (con ulteriori aumenti dei costi delle materie prime agricole: +22% per il frumento e +79% per l’avena). I rincari che ne emergono sul versante dei prezzi al consumo sono notevoli (mediamente del +15%) e sforano la soglia del 30% nel caso della farina, del pane in cassetta e della pasta integrale”.

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