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Farm Hall 45: scienziati attori dialogano su scienza e potere Spettacoli

Firenze – Al Teatro Puccini un caso teatrale di cui si continuerà a parlare a lungo. Docenti di fisica, chimica e ingegneria dell’Università di Firenze si sono trasformati in attori per rappresentare il dilemma universale della libertà della scienza dal potere, del rapporto fra la ricerca di base e le applicazioni  potenzialmente terrificanti e mortifere dei suoi risultati.

Farm Hall 45, che dà il titolo al testo scritto da Giuseppe Longo, docente emerito di Informatica all’Università di Trieste, è una villa di campagna nei pressi di Cambridge dove nel 1945 gli Alleati tennero per sei mesi in una sorta di arresti domiciliari con tutti i comfort dieci scienziati tedeschi che si erano occupati delle ricerche sulla fissione atomica che avrebbero potuto condurre la Germania hitleriana a possedere la bomba atomica e dunque l’arma che le avrebbe consentito di vincere la guerra. L’obiettivo della detenzione era quello di evitare che gli scienziati, fra i quali Werner Heisenberg e Otto Hahn, cadessero nelle mani dei sovietici consegnando loro il know how per fabbricare l’ordigno nucleare.

Si tratta, in sostanza, del terzo atto della corsa verso l’atomica accanto al progetto Manhattan, il gruppo di fisici  guidati da Julius Robert Oppenheimer e alla vicenda della realizzazione della bomba atomica sovietica che vede al suo centro Bruno Pontecorvo. In attesa della fine della guerra, i dieci venivano costantemente intercettati da microspie piazzate dai servizi segreti britannici in tutti i locali della villa, non solo per verificare eventuali responsabilità nella tragedia nazista, ma anche per controllarne le future intenzioni.  Dopo 47 anni quelle registrazioni sono state desecretate e nel 2005 furono in parte pubblicate nel libro “Il club dell’uranio di Hitler. I fisici tedeschi nelle registrazioni segrete di Farm Hall” di Jeremy Bernstein.

Sulla base delle registrazioni il professor Longo ha scritto la pièce teatrale che è stata rappresentata al Teatro Puccini di Firenze il 5 dicembre 2014 in una serata da tutto esaurito e che mette sulla scena la discussione sulla responsabilità personale e oggettiva dello scienziato di fronte alla possibile utilizzazione distruttiva di vite umane di quanto sta studiando. Quei dieci grandi ricercatori tedeschi non fecero la bomba atomica, ma questo “fallimento” fu il frutto della consapevole decisione di non portare in fondo ciò che sarebbe stato usato per soggiogare il mondo e sterminare popolazioni oppure il risultato della politica nazista che preferì puntare tutte le sue risorse sui missili di Werner Von Braun per vincere la guerra?

Dalla loro conversazione emergono diverse posizioni. Alcune chiaramente opportunistiche (von Weizsaecker: dobbiamo sempre e comunque dire, noi non la volevamo) ad altre che sentono eticamente la responsabilità di chi mette nelle mani della politica armi letali. In quei sei mesi di detenzione dorata, i dieci furono scossi dalla notizia del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki che li costrinse a fare i conti con la tragedia e con loro stessi.  Così come furono costretti a farlo quando, sempre in quelle settimane, Hahn ricevette il premio Nobel per le sue ricerche sulla fissione atomica, dunque riconosciuto solennemente come “il padre dei padri della bomba”.

farm hall 17 010

Sul piano della teoria del teatro “ Farm Hall 45” nell’edizione del Puccini è un esperimento unico. Gli attori non erano  professionisti, ma scienziati, dunque persone anche emotivamente coinvolte dalla discussione dei loro colleghi tedeschi. La loro necessariamente insufficiente preparazione sulle tecniche della recitazione è stata pertanto superata, in alcuni casi in modo eccellente,  dall’identificazione con personaggi storici che si sono trovati di fronte a scelte della stessa natura,  di quelle che, seppure in scala per fortuna molto minore sfidano tutti gli scienziati in qualunque epoca: il rapporto con il potere che finanzia le loro ricerche e che per questo chiede obbedienza e lealtà.

I loro nomi sono: Paolo BlasiIgnazio Becchi, Salvatore Califano, Emilio Mario Castellucci, Claudio Chiuderi, Marcello Colocci, Paolo Dapporto, Massimo Furi, Roberto Righini, Vincenzo Schettino, oltre a Giuseppe O. Longo

 

 

 

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