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Farmaci biosimilari, la Toscana ricorre al Consiglio di Stato STAMP - Salute

Firenze – La giunta toscana si appella al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che dà ragione a Roche, la grande multinazionale del farmaco che aveva preso di mira una delibera della giunta regionale toscana varata a marzo 2018 con cui si invitava i medici della sanità regionale a preferire i farmaci biosimilari rispetto ai più costosi biologici, di produzione di grandi case farmaceutiche.

“La sentenza del Tar sui cosiddetti farmaci ‘originator’ e ‘biosimilari’ non avrà effetti sui conti della spesa farmaceutica del Servizio sanitario regionale della Toscana né cambierà le politiche regionali su questa materia basate sul principio dell’appropriatezza e del garantire, con l’uso corretto delle risorse, i migliori farmaci ai cittadini”: sono state le parole del presidente Enrico Rossi che ieri ha risposto immediatamente alla notizia apparsa au alcuni quotidiani.

“La Regione Toscana – prosegue il presidente – farà ricorso davanti al Consiglio di Stato perché ritiene di aver seguito con scrupolo le indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco”.

“Noi – conclude Rossi – non ci faremo spaventare da questo ricorso né da altri dell’industria farmaceutica: per noi prima degli interessi dell’industria vengono gli interessi della sanità pubblica”.

La Direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale sottolinea inoltre che in più occasioni l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha indicato le politiche da adottare nei confronti dei medicinali biosimilari. Nel documento (Position Paper) pubblicato l’11 aprile 2018, Aifa precisa che “i medicinali biosimilari rappresentano uno strumento irrinunciabile per lo sviluppo di un mercato dei biologici competitivo e concorrenziale, necessario alla sostenibilità del sistema sanitario e delle terapie innovative, mantenendo garanzie di efficacia, sicurezza e qualità per i pazienti e garantendo loro un accesso omogeneo, informato e tempestivo ai farmaci, pur in un contesto di razionalizzazione della spesa pubblica”.

E ancora, il 23 novembre 2018 viene pubblicata la nota “Precisazioni Aifa sui medicinali biosimilari”, in cui si legge che “pur considerando che la scelta di trattamento rimane una decisione clinica affidata al medico prescrittore, a quest’ultimo è anche affidato il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse ai fini della sostenibilità del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull’uso dei biosimilari”.

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