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Farmacie comunali: il decreto Monti è da modificare Economia

Il sistema delle farmacie comunali è contrario a blocchi e serrate per protestare contro il pacchetto di liberalizzazioni deciso dal Governo Monti. Lo ha affermato oggi Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, precisando che “i blocchi e le serrate non sono la risposta giusta e che le farmacie comunali toscane (il 25% di tutte le farmacie della regione) intendono rispondere con un nuovo impegno e un’innovativa offerta di servizi”. Federfarma aveva proclamato una serrata per il 1° febbraio che ha sospeso in attesa di valutare i risultati di un incontro con il Governo che avrà luogo domani.  “Noi condividiamo la decisione di avviare un ampio processo di liberalizzazioni presa dal governo, anche se riteniamo – ha aggiunto – che questo provvedimento non è  una vera e propria liberalizzazione,  perché non consente la partecipazione ai bandi delle nuove farmacie né alle aziende comunali, né ad aziende private”.  Esso dunque “si configura come un regalo ai farmacisti in attività, rinunciando ad una riforma vera che consenta a chiunque di aprire farmacie”. Il decreto non raggiunge neppure l’obiettivo di favorire i 'giovani' farmacisti, “cosa che sarebbe accaduta consentendo alle aziende comunali di partecipare alle nuove aperture di farmacia”, ha spiegato ancora De Girolamo, che ha annunciato l’impegno dell’associazione “per correggere il decreto in fase di conversione e consentire alle aziende pubbliche (e ad altri operatori) di partecipare alle nuove assegnazioni”. In caso contrario “si priverà il mercato di uno stimolo in più per migliorare servizi e prestazioni per i cittadini e perciò si tratta manifestamente di un ostacolo alla concorrenza ed è fondata un’azione all’Autorità del Garante”.

L’apertura del mercato comporterà in Toscana l’aumento di 328 nuove farmacie (il 29 % in più rispetto ad oggi): “Si tratta di un aumento significativo che avrà un forte impatto sul mercato ad affrontare il quale le farmacie comunali si sentono comunque preparate”, ha concluso De Girolamo.
Sulla capacità delle farmacie comunali di essere sempre più vicine ai cittadini è intervenuta Simona Laing, presidente di Far.Com e coordinatrice del settore farmacie di Confservizi Cispel Toscana: “Siamo contrari ad azioni che mettono in difficoltà i nostri utenti contro i provvedimenti di liberalizzazione, anche se questi mostrano aspetti discutibili e possono mettere in difficoltà  il settore”. Entrando nel merito del provvedimento la Laing ha commentato positivamente  la liberalizzazione degli orari, “purché si definiscano regole certe sulle aperture 24 h, oggi garantite quasi soltanto dalle farmacie pubbliche” . Secondo Simona Laing, infine, “occorre promuovere, anche con finanziamenti regionali, le farmacie che si impegnano nel garantire servizi socio sanitari”.

Le farmacie comunali in Toscana sono 210, con un fatturato di 300 milioni di euro e 600 addetti.

 

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