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Fase 2 e credito, il 95% delle imprese attende ancora risposta Breaking news, Economia

Firenze – Fase 2 complicata per le imprese fiorentine. Lo rivela un’indagine della Cna svolta fra i propri associati, da cui emerge che le imprese fiorentine hanno subito una perdita di fatturato fino al 67%, oltre al calo di liquidità, frenata della domanda, occupazione e incertezza. Per di più, gli attuali interventi del governo in materia di credito non sembrano seguiti da veri risultati: il 95% di chi ha chiesto credito attende ancora risposte.

Cresce dunque l’attesa per il decreto di Maggio, che, secondo quanto spiega il presidente Giacomo Cioni, dovrebbe contenere per essere efficce, alcune, necessarie, misure definite indispensabili. “Un fondo indennizzi per le imprese con cui onorare il canone di locazione (almeno 5 mesi) o, in alternativa, l’azzeramento del canone stesso per almeno 3 mesi; eliminazione dei contributi previdenziali dei dipendenti per il periodo di chiusura e riduzione per almeno 6 mesi in base al calo di fatturato; riduzione percentuale dei tributi in base al periodo di chiusura e riduzione per almeno 6 mesi in base alla riduzione del fatturato; tassazione per cassa a fine anno, senza acconti e saldi e versamento iva per cassa su ciò che si è effettivamente incassato; indennità di 1000 euro per gli autonomi fino a giugno compreso; un miliardo di euro al fondo di bilateralità per sostenere il reddito dei dipendenti delle imprese artigiane; definizione di un chiaro percorso per l’eliminazione della burocrazia; rilancio delle infrastrutture, anche di opere piccole, con appalti a Km zero, superando il codice degli appalti e credito. Credito vero, mentre adesso le banche operano come se la garanzia pubblica non esistesse”.

Le richieste sono formulate per fronteggiare le principali criticità emerse, a cominciare “dal forte calo di liquidità, la diminuzione brusca della domanda, le ripercussioni sull’occupazione e l’eccessivo prolungarsi della fase di incertezza”. In particolare per settori come ristorazione e bar, commercio specializzato non alimentare, benessere, trasporto persone il rischio maggiore è quello di una crisi irreversibile che termini con la chiusura dell’attività.

L’indagine evidenzia il malcontento di artigiani e piccoli imprenditori per le misure economiche adottate dal Governo Conte, fatto salve la moratoria sui finanziamenti e gli ammortizzatori sociali apprezzati dal 30% degli intervistati. Più del 70% di chi ha risposto, invece, giudica molto negativi i provvedimenti in materia di credito e liquidità, tanto che ben il 95% di coloro che hanno presentato domanda di credito è ancora in attesa.

L’indagine di CNA conferma i risultati di un’analoga ricerca della Camera di Commercio di Firenze che evidenzia anche alcuni distinguo territoriali. Per le imprese del Comune di Firenze e quelle del Chianti la maggiore criticità risulta essere la chiusura dell’attività, per quelle dell’area urbana fiorentina e del Valdarno i problemi di approvvigionamento delle forniture funzionali all’attività, per quelle dell’Empolese Valdelsa le ripercussioni sull’occupazione e per quelle del Mugello il calo della domanda.

“È fondamentale sostenere le attività economiche, specialmente quelle più piccole, e salvaguardare così il tessuto economico del nostro paese e con questo, quello sociale. Ma per farlo occorre pensare ‘in lungo’, programmare con un arco temporale che abbandoni gli interventi tampone dell’emergenza” commenta Cioni.

 

 

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