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Fattori (Sì): “Compleanno o funerale del Consiglio regionale?” Dibattito politico

Firenze – In occasione della seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana, indetta per celebrare il quarantaseiesimo anniversario della nascita del Consiglio la cui prima riunione si tenne il 13 luglio 1970, Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, commenta: “quello di oggi non è stato un compleanno ma un funerale anticipato. Piuttosto paradossale, e per certi versi ironico, che il Consiglio sia stato chiamato a festeggiare i suoi 46 anni di vita proprio nel momento in cui i ‘costituenti’ Renzi, Boschi e Verdini si apprestano a dargli il colpo di grazia”.

“Negli anni ’70 si avviò una stagione di progressiva decentralizzazione regionale dei poteri. La ‘riforma della riforma’ del Titolo V della Costituzione, invece, ha l’evidente obiettivo di cancellare gran parte delle competenze e delle funzioni legislative delle Regioni operando la più imponente ricentralizzazione di poteri mai avvenuta in questo paese. In sostanza, dopo una brusca inversione a U, si percorre il cammino esattamente inverso a quello avviato quarantasei anni fa. Direi che c’è poco da festeggiare, serve piuttosto un impegno di tutti per vincere il referendum e fermare la manomissione peggiorativa della Costituzione italiana.”

“L’idea di fondo di Renzi è che una società priva di corpi intermedi, priva di autonomie sociali e locali, priva di associazioni, sindacati, Comuni, Province, Regioni, sarebbe una società più semplice e quindi più giusta. Un’idea oligarchica e pericolosa.”

“Scomparirà il nocciolo duro di materie di netta ed esclusiva competenza regionale. Anche se al momento è impossibile capire esattamente cosa resterà in capo alle Regioni, data l’approssimazione con cui è stato scritto il testo della riforma. Quel che certo è che ci aspetterà una valanga di ricorsi per conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni. Alla faccia della “semplificazione”.

“Come già nel caso del Jobs Act, ci troviamo davanti ad una “politica del gambero”, quella che ci riporta indietro di svariati decenni vendendoci la favola della modernità”.

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