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Federconsumatori, rinvio Tares è beffa a cittadini Cronaca

Con una nota molto dura, il presidente della Federconsumatori Toscana Giuseppe Minigrilli prende posizione circa lo slittamento della Tares a fine anno aunnciata dal Governo. Ed è una posizione negativa su tutti i fronti.
"Il rinvio della Tares è l'ennesima beffa ai cittadini – scrive il presidente dell'associazione – a dicembre 2013, infatti, alle onerose scadenze fiscali di fine anno (Imu, conguaglio Irpef) si aggiungerà il conguaglio della Tares, che il decreto del governo ha fatto solamente slittare di pochi mesi. La stangata per il nuovo tributo dei rifiuti è solo rimandata".

Una stangata che secondo le stime di Federconsumatori, "produrrà aumenti dal 25 al 35% a seconda che si tratti di un passaggio da Tia (ad es. Firenze) o da Tarsu (ad es. Grosseto). Una cifra che rischia di crescere a dismisura (anche superiori al 60/90%) per tutte le attività produttive e professionali, poiché nei nuovi criteri il criterio di conteggio delle superfici è modificato".

Minigrilli parla di "doppia beffa" alle spalle di imprese e cittadini: "Ovviamente si pensa di raggirare i cittadini eliminando dalla Tia l’impropria ed illegittima applicazione dell’Iva che, nonostante le sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione,(molte aziende continuano a fatturare, facendo pagare una vera e propria “tassa sulla tassa”) – ricorda – su questo fronte il decreto del Governo introduce un elemento importante: la Tares, infatti, viene definita sempre come “tributo” e quindi, in nessun caso, su di essa dovrà essere applicata l’Iva. Noi continueremo a richiedere la restituzione delle somme impropriamente addebitate ai cittadini (sentenza della Corte Costituzionale) anche avviando alcune cause collettive".

Ma c'è anche un altro aspetto che il presidente Minigrilli valuta di “raggiro/beffa” dei cittadini:  "Consiste – spiega – nello scaricare sulla Tares i costi derivanti dai così detti servizi indivisibili (l’illuminazione delle strade pubbliche, la manutenzione delle strade etc). Si dimentica che questi “servizi” i cittadini già l’hanno pagati con la fiscalità generale e, adesso, dovrebbero ripagarle con una modalità che viola anche i “principi costituzionali”. La Tares è in sostanza una tariffa che si basa sulla dimensione dell’immobile (posseduto o in locazione), ma non tiene conto del reddito (quindi non si rispetta il principio della proporzionalità e con ciò si viola la Costituzione). Le nostre previsioni di crescita sono, purtroppo, per difetto poiché il costo a mq. Per questi servizi varierà in ragione dei costi dei singoli Comuni".

Non basta ancora: infatti il presidente ricorda che anche le modalità previste per l'incasso della Tares producono almeno un pesante effetto collaterale: "vogliamo ricordare che la modalità di pagamento è accentrato sullo Stato e solo successivamente torna nelle disponibilità dei Comuni e, quindi, dei Gestori. In conseguenza di questa scelta si produrranno ritardi e mancanza di liquidità da parte delle Aziende di Gestione. Cosa faranno i Gestori? Si dovranno rivolgere al sistema creditizio e chi pagherà quei costi finanziari? Domanda troppo facile: i cittadini".

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