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Femminicidio di Stato, la strage continua Breaking news, Cronaca

Prato – Nei primi giorni del mese di gennaio si sono già registrati nel nostro Paese due casi di femminicidio, maturati in ambito familiare: Teresa Spanó e Giulia Donato. E purtroppo il numero delle donne uccise lo scorso anno è, secondo gli ultimi dati, in aumento del 3% rispetto a quello passato.

Una lunga scia di sangue che non accenna a diminuire nonostante le norme e le leggi introdotte a tutela delle donne vittime di violenza nel Codice Rosso. Di questo e di molto altro si è parlato a Prato nella puntata di “Incontrinradio” andata in onda ieri mattina, dal titolo, “Femminicidio di Stato. La strage continua”.

Ospiti in collegamento  Valerio de Gioia giudice penale del tribunale di Roma, Stefania Ascari onorevole pentastellata e prima firmataria del Codice Rosso, Ebla Ahmed Presidente associazione nazionale Senza Veli sulla Lingua; in studio l’assessore alle Pari Opportunità e Pubblica Istruzione del Comune di Prato Ilaria Santi e le avvocate penaliste Elena Augustin e Costanza Malerba.

Ad aprire il dibattito in studio il giudice de Gioia che, commentando il titolo della puntata ha detto: “Il dato del femminicidio in Italia è ancora troppo alto a fronte invece di una riduzione degli omicidi che avvengono nel nostro Paese. E oggi dopo gli auguri per l’anno nuovo abbiamo già cominciato una triste conta per arrivare poi al 25 novembre di quest’anno in cui celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per vedere se, rispetto a quello scorso,numeri alla mano, ne avremo di più contenuti. E parlare di femminicidio di Stato vuol dire in maniera provocatoria, che in Italia si deve intervenire nuovamente dopo l’importante introduzione nel 2019 del Codice Rosso, perchè ce lo dicono i fatti. Urgono ulteriori e importanti riforme nell’ottica della prevenzione per non parlare di un mutamento culturale che dovrebbe essere attivato sin dalle scuole. Perchè deve anzitutto cambiare il rapporto uomo donna e soprattutto l’idea che la donna possa essere considerata ancora oggi una proprietà dell’uomo tanto da toglierle la vita o da cagionarle lesioni o maltrattamenti duraturi. Ma a quanto pare questo sembra essere un fenomeno culturale che caratterizza il nostro Paese”.

Sull’importanza del Codice Rosso e se  si sono dimostrate efficaci le norme processuali poste a tutela della persona offesa e della tempestività degli interventi ha parlato l’avvocata Malerba: “il Codice Rosso ha proprio un obiettivo strutturale e preventivo. E le norme prevedono l’intervento dello Stato in queste situazioni di pericolo come l’obbligatorietà del giudice di ascoltare la  vittima entro tre giorni”.

Mentre l’avvocata Augustin ha parlato della novità della giustizia riparativa, ovvero di un procedimento che permette alla vittima e al reo di partecipare attivamente, se vi consentono liberamente, alla soluzione delle difficoltà derivanti dal reato con l’aiuto di un mediatore. Invece su cosa fa e quali iniziative ha promosso l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Prato, l’assessore Ilaria Santi ha sottolineato che, “nonostante i due anni di pandemia abbiano messo a dura prova il territorio pratese in tanti settori, sulla violenza domestica che registra numeri importanti in città e provincia la rete di aiuto alle donne e minori in difficoltà ha funzionato attivandosi in sinergia con il Tavolo delle Pari Opportunità, le associazioni, il centro antiviolenza che può contare sulle case rifugio”.

In chiusura di trasmissione l’onorevole Stefania  Ascari ha parlato della legge Saman ribadendo  l’importanza di questa proposta , che va a colmare un vuoto normativo,  nella speranza che essa diventi legge il più presto possibile, “per evitare che nel nostro Paese ci siano altre Saman”.

Il ricordo della tragica morte di Saman Abbas è stato rammentato dalla presidente dell’associazione “Senza Veli sulla lingua” Ebla Ahmed, che ha parlato del ruolo dell’associazione che denunciò all’epoca dei tragici fatti  in diverse sedi la fallimentarità della rete che avrebbe dovuto proteggere la giovane ragazza. E così pieno sostegno non soltanto al pdl Saman dell’Ascari, ma anche la volontà di costituirsi parte civile al processo contro i familiari della giovane ragazza a febbraio. Ed infine “Siamo pronti come associazione a sostenere le spese del funerale di Saman. Un gesto simbolico per una vita spezzata con crudeltà troppo presto”.

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