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Fenomeni sociali: il Covid blocca l’export di bebè dall’Ucraina Politica

Parigi – Per colpa del coronavirus che ha bloccato le frontiere di mezzo mondo, un centinaio di bebè aspetta in Ucraina che i genitori che si erano affidati alla maternità surrogata per avere dei figli possano venirli a prendere. La fotografia che mostra una ventina di culle in cui  neonati parcheggiati nell’Hotel Venice di Kiev attendono l’apertura delle frontiere, ha messo sotto la luce dei riflettori il rigoglioso commercio della riproduzione in Ucraina e suscitato l’indignazione nel paese e anche all’estero.

L’immagine, si è appreso, è stata fatta pubblicare da un’agenzia di intermediazione sui giornali non per attirare l’attenzione su questo mercato ma far pressione sul governo perché riapra rapidamente le frontiere.

A dare l’allarme e convincere invece il governo di inquadrare la maternità surrogata con una legislazione che rispetti maggiormente madri e figli, è stata la commissaria ai diritti dell’uomo del parlamento ucraino Lyudmila Denisova che ha denunciato l’industria di massa della gestazione per altri che promette, ha detto, “prodotti di alta qualità”. Denisova ha anche chiesto al parlamento di vietare la gestazione surrogata a profitto di stranieri  perché, ha detto, nessuno bambino in Ucraina deve diventare un oggetto commerciale.

Secondo  quanto precisa su Le Figaro, la giurista francese Claire de Hogue, il cosiddetto “utero in affitto” in Ucraina non solo ha il vantaggio di costare meno che altrove ma consente anche di offrire madri surrogate “a la carte”,  donne bianche o di tipo caucasico per  chi volesse queste preferenze.

Nonostante in teoria anche a Kiev la maternità surrogata sia inquadrata dalla legge  – coppie sterili,  legame genetico con almeno uno degli aspiranti genitori – nella realtà molte agenzie che lucrano su questi contratti non rispettano alcuna regola. Così, ad esempio, il certificato di nascita porta solo i nomi dei futuri genitori e della madre surrogata non vi è alcuna traccia. Contrariamente a quanto stipula  il Consiglio dell’Europa di cui l’Ucraina è membro.

La Convenzione europea sullo statuto giuridico dei figli nati al di fuori del matrimonio stabilisce invece che la filiazione materna sia già stabilita dalla sola nascita del bambino. Ora il caso ucraino sarà esaminato dal comitato dei ministri del Consiglio che dovranno poi decidere come riportare l’Ucraina a rispettare le regole.

 

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