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Ferma la produzione del cemento in Toscana Cronaca

Il crollo del mercato delle costruzioni si ripercuote sulla filiera e i cementifici dell’area fiorentina ormai in disarmo vivono una terribile crisi occupazionale.
Da ieri 110 unità di operai e impiegati dello stabilimento di Testi in Greve in Chianti della società Sacci sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore a rotazione per dodici mesi. Lo stabilimento, parte di un gruppo che risale al 1933, che conta una rete di oltre quaranta centrali di produzione di calcestruzzo e che nel 2011 ha fatto investimenti per 30milioni di euro, ha 125 dipendenti: ne resta un piccolo presidio di 10 unità, a produzione ferma.
Ai cassa integrati di Greve vanno aggiunti i 50 dipendenti che dal 29 ottobre sono in cassa integrazione ordinaria della Colacem di Pontassieve, e i 20 della Buzzi di Settimello che ha però riconvertito nello stoccaggio.
Da agosto 2011 ad agosto 2012 le ore di cassa integrazione sono aumentate del 44%, mentre sono ben 16.000 i lavoratori del settore edilizio in Toscana che hanno perso il lavoro da maggio 2008 a maggio 2012.
È evidente che le imprese in crisi sono molte e che gli ammortizzatori sociali non possono essere l'unica soluzione e, soprattutto, non una risposta a lungo termine. Il segretario del Prc di Firenze, Andrea Malpezzi, ha così commenta i dati forniti dalla Cgil: "E’ indispensabile che le istituzioni prendano finalmente un impegno serio verso la situazione di crisi del settore costruzioni e della quale i lavoratori sono, come sempre, le prime vittime. È necessaria la concertazione e l'impegno di tutte le parti affinché sia predisposto un piano di sviluppo industriale serio, che abbia come obiettivo primario il mantenimento di tutti i posti di lavoro. Il territorio del Chianti fiorentino non è solo turismo: le industrie ci sono e chi ci lavora non può essere dimenticato, soprattutto ora che molte di queste sono in crisi". 
Le rappresentanze sindacali della Sacci hanno incontrato ieri l’Unità di crisi della Regione Toscana chiedendo l’apertura di un tavolo e, nella stretta correlazione tra edilizia e cemento, che la Regione acceleri il riavvio delle grandi opere cantieristiche come la tratta autostradale A1, la tranvia e la TAV.
Soprattutto – come ci ha detto il rappresentante sindacale Alessandro Lippi – perchè promuova politiche che allentino il patto di stabilità. Altra richiesta è l’accesso al credito, oggi negato, alle aziende in difficoltà.
I rappresentanti dei lavoratori sono stati ricevuti dall’Assessore Simoncini che incontrerà i dirigenti della Sacci.

Giovanna Focardi Nicita

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