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Ferragosto incendia le carceri Cronaca

Un ferragosto di fuoco per le carceri italiane e toscane in particolare: poche ore fa un detenuto  si è ucciso nel carcere di Prato impiccandosi alle sbarre della sua cella. L'uomo, 45 anni, di origine campana, era in carcere per rapina e in attesa di giudizio. Sembra abbia atteso che gli altri detenuti si recassero all'ora d'aria e si è suicidato. A renderlo noto è il Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. "La notizia dell'ennesimo detenuto suicida è sempre una sconfitta per lo Stato. Dopo l'ennesimo tragico caso di morte in carcere – dice il segretario generale del Sappe Donato Capecebisognerebbe darsi concretamente da fare per un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere. Serve un carcere nuovo e diverso perché quello attuale è un fallimento".

Parole che devono far pensare, in particolare alla luce dei fatti: mentre si consumava la tragedia a Prato, a Firenze, nel carcere di Sollicciano, un detenuto ha dato fuoco  al materasso ed alle lenzuola del suo letto all'interno della cella del Centro Clinico. Un denso fumo acre si è subito propagato nel reparto detentivo. “Per fortuna, e grazie alla professionalità, al sangue freddo ed al senso del dovere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, il grave evento critico che poteva avere ben più gravi conseguenza è stato gestito con grandi capacità dai poliziotti in servizio. Va quindi a tutto il Reparto di Polizia Penitenziaria di Firenze Sollicciano il nostro plauso ed il nostro più vivo apprezzamento per come è stato gestito l'evento critico, anche se per 27 detenuti cardiopatici è stato disposto l'invio ai Pronto Soccorso degli ospedali cittadini per accertamenti cautelativi", è il commento di Capece di fronte  a quest'ultimo episodio.

Ma che il periodo sul fronte delle carceri sia a “sbarre infuocate”, lo testimoniano anche gli accadimenti di Porto Azzurro, in cui ieri pomeriggio un'aggressione ha reso necessarie le cure mediche per quattro agenti di polizia penitenziaria. E, sempre ieri sera, un detenuto che intendeva uccidersi a Vercelli è stato soccorso e salvato da un agente nonostante un altro detenuto tentasse di  ostacolarlo, aggredendo l'agente con calci e pugni. "Queste costanti violenze sono inaccettabili" ricorda Capece, in una situazione penitenziaria che, dice il segretario del Sappe, "resta critica, con 65mila detenuti presenti, dei quali 25mila in attesa di un giudizio definitivo e 24mila stranieri. E il personale di polizia penitenziaria paga in prima persona da un lato le tensioni che il sovraffollamento delle celle determina e dall'altro le discutibili scelte gestionali dei vertici e dei burocrati del Dap, che hanno persino imposto agli agenti il pagamento delle stanze che occupano in caserma, senza evidentemente neppure sapere che gli Agenti che dormono e vivono in Caserma sono i primi a mobilitarsi, anche quando sono fuori servizio, in caso di gravi eventi critici in carcere".

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