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Festa Acli: la Toscana difende lo stato sociale Società

A proposito del tema della festa “Territorio e sviluppo locale” Barni ha osservato che la Toscana subisce la crisi in modo meno accentuato  rispetto alla media nazionale” “ma non è certo un’isola felice. I contraccolpi sul piano  della produzione (a cominciare dal manifatturiero ma ormai anche nei servizi), dell’occupazione, dei consumi rischiano di sconvolgere un assetto economico-produttivo e  un tessuto   sociale  

Un’analisi della crisi è stata effettuata dal  Presidente  della Regione Toscana Enrico Rossi   il quale ha affermato  che  “scagliarsi  contro l'Europa  porta ad una politica distruttiva”.. il nodo è l'Europa e il ritorno alle politiche di investimento che solo l'Europa può fare. Ma il Presidente della Toscana ha rilevato che il vincolo del 3%
appare troppo rigido  e che occorre modificare le politiche liberiste  e sbloccare  fondi per gli investimenti..   Per quanto riguarda la Toscana il Presidente Rossi ha sottolineato che pur con le ridotte risorse, la spesa sociale nella Regione è aumentata.  “Non dobbiamo regredire sul piano della protezione sociale” –ha detto Rossi – “ma costruire una economia sociale che nasce dalla domanda del territorio”  Rossi ha concluso che l’apporto delle  associazioni  è fondamentale: “ognuno porti le sue opinioni  ognuno porti le sue opinioni e dal confronto nascerà la giusta sintesi” ha detto, individuando nell’associazionismo una forte realtà partecipativa.

Dopo il saluto del Vescovo di Massa,SE Mons.Santucci responsabile regionale della Pastorale sociale e del lavoro, e del Sindaco di Massa Volpi,  la sessione su lavoro e welfare era stata aperta dal Presidente delle Acli di  Massa Stefano Lorenzelli  il quale ha detto che le Acli vogliono dare una testimonianza dei propri valori cristiani in tutti gli ambiti professionali e sociali Da qui la necessità  di affrontare la crisi come possibilità di cambiamento, per una crescita comune di risorse aiutando imprese e lavoratori a interagire per una nuova crescita.

Nel pomeriggio di sabato la Festa ha registrato l’intervento  del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando il quale si è soffermato sui temi della giustizia sociale, della lotta alla povertà che oltre ai negativi effetti materiali è anche fonte di esclusione, di isolamento sociale…Orlando ha rimarcato che occorre perseguire con tenacia la tutela dei diritti ma che essa deve coniugarsi con la partecipazione democratica per non sfociare in forme di pupulismo ed ha dato atto alle Acli  di essere un esempio forte, fecondo di questo rapporto tra diritti sociali,  partecipazione e fattore di coesione sociale. 


Un tema ,questo,ripreso anche dal Presidente nazionale delle ACLI  Gianni Bottalico  che nell’intervento conclusivo della Festa il quale ha ricordato che questo rapporto tra difesa  del lavoro, giustizia sociale e  partecipazione  data non da oggi ma fa parte del DNA delle  ACLI, fin dalle loro origini ma oggi questi elementi assumono nuova pregnanza  proprio come  reazione alla crisi. 
Bottalico ha parlato di  Acli come associazione che non resta chiusa nel suo ambito tradizionale, ma  si mette in gioco, per reagire alla crisi  e  dare un concreto contributo al superamento dell'emergenza ed al  cambiamento del Paese.  Poi il Presidente nazionale delle ha affermato che è necessario sostenere un piano industriale e per il lavoro, di cui l’Italia ha urgente bisogno. Su questo – ha detto – abbiamo cercato di costruire il programma associativo, a partire dai temi che consideriamo prioritari come il occupazione e welfare.  Ai temi dei circoli  si sono riferiti anche il responsabile nazionale dello sviluppo associativo Emiliano Manfredonia  ed il vice presidente reg.le  Giacomo Martelli

All’importante  sessione “Lotta alla povertà”  coordinata dal vice presidente regionale Enrico Fiori e dedicata ad un’analisi delle vecchie e nuove povertà  hanno partecipato  oltre alla Caritas, vari esponenti del volontariato e di cooperative sociali. Nel suo intervento il Vice Presidente nazionale delle Acli Stefano Tassinari  ha rilevato che la crisi ci  
scopre  più poveri, fragili e anche un po' stanchi. Ma occorre reagire a quel   liberismo che  vorrebbe “Libera volpe in libero pollaio” . Tassinari ha concluso osservando che il welfare può creare lavoro. e si deve far si che il tema della famiglia non sia un peso ma ci sia un supporto. La sfida del futuro è la produzione di qualità che la si fa vivendo con qualità

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