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Festa del Teatro: via crucis laica per celebrare Leonardo Spettacoli

San Miniato – Non poteva non puntare su Leonardo, nel tripudio di iniziative che ne celebrano il genio a 500 anni dalla morte, il Dramma Popolare di San Miniato. L’edizione 2019 della tradizionale Festa del Teatro, il più antico festival di produzione d’Italia, nato nel lontano 1947 che ora festeggia la sua 73esima puntata, si snoda infatti lungo varie tappe come una sorta di avvicinamento alla celebrazione finale: l’allestimento in piazza Duomo (dal 12 al 18 luglio) di “Cenacolo”.

Si tratta di un percorso scritto e diretto da Mihele Sinisi, con Stefano Braschi, Giuditta Mingucci, Stefania Medri, Donato Paternoster e Gianni D’Addario (più otto giovani attori del corso di perfezionamento del Teatro di Roma, che partecipa alla produzione insieme a Elsinor), composto da dodici quadri, legati ciascuno ad un aspetto storico, artistico o più semplicemente aneddotico, che raccontano il celebre affresco della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Lo spettacolo si snoda come una via crucis laica, dalla prima cena dei frati nel refettorio di fronte all’affresco appena ultimato, all’arrivo delle truppe napoleoniche che usano le facce degli apostoli come bersagli per ammazzare il tempo, per poi passare ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e ai successivi restauri, dificili, complesi, delicatissimi.

Un grumo di sofferenze e splendori attorno una delle opere capitali di tutto il Rinascimento per la solenne monumentalità della composizione, un capolavoro di  straordinaria immediatezza nella resa dei moti e degli effetti, immerso e sospeso in una intima, illusionistica compenetrazione di spazio reale e spazio figurato.

Spiega Sinisi: “Sullo sfondo, protagonista assoluto, c’è il Cenacolo, dipinto su una parete non come un affresco ma come una pittura su tavola, impreparato quindi a far fronte alla rovina del tempo. Che fosse sua intenzione o no, Leonardo ha lavorato all’ultima cena a quattro mani con umidità, bombe e, non ultima, ignoranza umana. Per questo sulla scena compariranno anche quelle forze coautrici dell’opera come la vediamo oggi: pioggia, vento, frane, esplosioni, sfregi. Ma anche sacchi di sabbia e materassi, preziose forze conservative che hanno salvato l’opera, proteggendola dal deterioramento. L’ultima stazione di questo viaggio è dedicata alla quotidiana umanità di una figura diventata leggendaria”.

La Festa popolare di Leonardo prende il via il 21 giugno a Vinci, con “Nella mente del genio”, una perfomance che unisce musica, cinema e recitazione, realizzata dal Da Vinci Art Project e il Centro Cinema Taviani, una sequenza di visioni punteggiate dal suono del pianoforte e dalla voce di Josè Dammert, uno dei volti più noti del teatro peruviano, che interpreterà un testo inedito di Humberto Robles.

Il 27 e 28 giugno, nel giardino della Misericordia di San Miniato, va in scena in prima assoluta “Preghiera per Cernobyl” per la regia di Massimo Luconi con Mascia Musy e Francesco Argirò, seguito il  4 luglio da “Effetto Farfalla” di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

“Raro cade chi ben cammina” è un itineraio leonardesco imbastito l’8 luglio nell’anfiteatro della Misericordia di San Miniato Basso dove il 12 debutta “Il funambolo della luce”, scritto e intepretato da Ciro Masella, un omaggio a Nikola Tesla, ovvero l’uomo che illuminò il mondo, scienziato e inventore, uno dei più grandi di tutti i tempi, serbo di nascita poi cittadino statunitense, il vincitore della cosiddetta “geurra delle correnti” insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, i cui studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica così come diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche.

Info e programma completo www.drammapopolare.it

 

 

 

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