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Festa della Repubblica all’insegna dello ius soli Cronaca

La festa della Repubblica 2013, sarà ricordata, almeno a Firenze, per un focus speciale, che è quello del diritto di essere italiano per chi nasce in Itlia; in altre parole, dello ius soli. Un tema per cui il sindaco Matteo Renzi lancia un vero e proprio appello e su cui, come sottolinea in particolare il governatore Enrico Rossi, si incentra la sfida pdel futuro, per la Toscana e non solo.

Del resto, se la Toscana, reputata da sempre come una fra le Regioni con basso  tasso di razzismo, ha dovuto fare i conti con la follia razzista di Casseri, proprio dalla Toscana partono pesanti segnali di volontà forte per raggiungere l'obiettivo dello ius soli, a partire dalle dichiaraioni dello stesso sindaco, Matteo Renzi, stamattina in piazza della Signoria insieme al presidente della Regione Enrico Rossi per la cerimonia di festeggiamento del compleanno della Repubblica e insieme, con una forte valenza simbolica, per insignire della cittadinanza italiana "per meriti speciali" i tre senegalesi sopravvissuti alla strage razzista del 13 dicembre 2011: Mor Sougou, Cheikh Mbengue e Mustapha Vieng. Due loro connazionali rimasero uccisi. Mor Sougou, Cheikh Mbengue e Mustapha Vieng hanno ricevuto la cittadinanza italiana in piazza della Signoria, giurando fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica nelle mani del sindaco Matteo Renzi e del prefetto di Firenze Luigi Varratta.

"Siamo contenti, ringraziamo tutti gli italiani", hanno detto i tre nuovi cittadini della Repubblica Italiana. I tre recano ancora su di se' i segni di quella vicenda tragica e folle, quando si trovarono bersaglio dei colpi di pistola di Casseri. Vieng, rimasto paralizzato, vive su una sedia a rotelle mentre gli altri due connazionali hanno ancora ferite che impediscono loro di lavorare. Alla cerimonia era presente anche la vedova di Samb Modou, che insieme a Mor Diop venne ucciso da Casseri. "Provo sempre tanto dolore", le uniche parole della vedova.

Ed è dunque sul principio dello ius soli che si è particolarmente appuntata l'attenzione delle sitituzioni fiorentine. A cominciare dal primo cittadino, che ha lanciato un appello forte e chiaro: "A nome della città di Firenze – ha detto Matteo Renzi – chiediamo al Parlamento e alle autorità centrali, con rispetto, che sia approvata una nuova legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli, in base al principio che chi nasce in Italia  è italiano".

E di un consolidamento della Repubblica proprio nel giorno del suo "compleanno" ha parlato Rossi in tema di cittadinanza. "Mi piace pensare che queste pietre antiche un giorno potranno raccontare che oggi abbiamo dato un contributo importante al consolidamento democratico della Repubblica. Abbiamo lanciato un messaggio forte, possiamo esserne fieri", e, non accontentandosi, ha chiarito che  il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro paese farà sì che l'Italia diventi più forte.

Riferendosi in fine all'aggressione strage compiuta da Casseri, Rossi dice"Pensavamo che cose del genere non potessero avvenire, cose che hanno lasciato ferite che non si rimarginano. Però da quelle ferite abbiamo iniziato un percorso di riconciliazione e di coesione, che ha visto protagonista prima di tutto la comunità senegalese. Ricordo la grandiosa e pacifica manifestazione di oltre un anno fa: li si sono riannodati i rapporti e i sentimenti di comune appartenenza. Poi il consiglio regionale ha voluto riconoscere alle famiglie delle due vittime e al ferito più grave un contributo, lo stesso che la Regione riserva ai cittadini toscani vittime sui luoghi di lavoro".
Ed ora, conclude il presidente Rossi, l'impegno che la Toscana si pone "è quello del riconoscimento della cittadinanza ai bambini figli di genitori stranieri ma nati in Toscana. Sono circa 60mila, una città intera, che vive, va a scuola, lavora fiano a fianco con noi. Quando questo diritto sarà riconosciuto la nostra Regione e il nostro paese saranno più forti". Accanto al presidente della Regione, il presidente della Provincia Andrea Barducci.

Della strage a opera del razzista Casseri  ha parlato anche, nel suo intervento, il prefetto Luigi Varratta definendola un evento drammatico  che “ha ferito profondamente la città e l’intera regione  – ha ricordato Varratta –  che hanno reagito con grande forza, sincera vicinanza e concreta solidarietà alle famiglie e all’intera comunità senegalese, ribadendo il netto rifiuto di questo territorio alla cultura dell’intolleranza, dell’odio e della violenza razziale”. 

Nel corso della cerimonia, oltre la consegna della cittadinanza italiana ai tre senegalesi, è avvenuta anche quella delle medaglie d’onore agli ex deportati nei lager nazisti e le onorificenze OMRI.

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Festa della Repubblica all’insegna dello ius soli Società

Una Festa della Repubblica all’insegna dell’integrazione e delle nuove istanze di cittadinanza. Sono già oltre 20 i Comuni dell’area fiorentina che hanno aderito all’appello de “L’Italia sono anch’io”, il comitato che da molti mesi sta promuovendo la campagna per estendere il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. «Dopo aver raccolto circa 10 mila firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare su questo tema, depositata durante la scorsa legislatura, abbiamo deciso di proseguire la nostra attività finché non sarà approvata la legge sullo Ius Soli – ha spiegato stamane Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze, che con altre associazioni fa parte del comitato del “L’Italia sono anch’io” – Così abbiamo pensato di coinvolgere gli enti locali, inviando una lettera aperta ai sindaci dei comuni dell’area fiorentina in cui chiediamo di trasformare le celebrazioni per la festa del 2 Giugno in una festa della cittadinanza». L’adesione è stata pressoché totale. «I sindaci che hanno aderito all’iniziativa consegneranno simbolicamente la cittadinanza onoraria ai bambini e alle bambine stranieri residenti nei loro Comuni  – ha aggiunto la Chiavacci – Bambini e ragazzi nati in Italia, che spesso non sono neanche mai stati nei loro paesi d’origine, che parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole, ma vivono qui con un permesso di soggiorno». «Il prossimo 31 Maggio ospiteremo nella nostra sede il Ministro dell’integrazione Cécile Kyenge» ha annunciato poi Carla Bonora, della segreteria della Camera del Lavoro di Firenze, che insieme all‘Arci ha promosso l’iniziativa.  Questi Comuni che aderito: Bagno a Ripoli (dove è atteso il Ministro Carlo Trigilia), Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio (Comune che, insieme a quello di Scandicci, aveva già nel 2012 tenuto cerimonie di consegna della cittadinanza onoraria),Dicomano, Fiesole, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Londa, Marradi, Pelago, Pontassieve, Rufina (dove da tempo si consegna la cittadinanza onoraria al momento della nascita) San Piero a Sieve, Scandicci Scarperia, Sesto Fiorentino, Signa, Unione dei Comuni del Chianti (San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d’Elsa), Vicchio. «Crediamo – hanno concluso gli organizzatori – che le numerose adesioni giunte al nostro appello siano la conferma che pezzi sempre più grandi della società italiana siano già pronti per accogliere una nuova legge sulla cittadinanza».

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