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Festa della Toscana: l’inno di Leopoldo e tante nuove ricorrenze Foto del giorno

Firenze – Da oggi in poi la “Leopolda”, l’inno della Toscana di Pietro Leopoldo,  accompagnerà sempre l’inizio delle sedute del Consiglio regionale, come oggi nel cortile di palazzo Panciatichi ha aperto le manifestazioni solenni della Festa della Toscana che ricorda uno degli atti di civiltà più importanti che i toscani hanno lasciato ai popoli: l’abolizione della pena di morte sancita da Pietro Leopoldo di Lorena il 30 novembre 1786. Subito dopo, ovviamente, la Filarmonica Rossini ha eseguito gli inni nazionale ed europeo, ma la novità va oltre la pura rievocazione storica.

Il messaggio che il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha lanciato aprendo i lavori della Seduta solenne è un sentimento di orgoglio che tutti dovrebbero sentire di far parte di questa comunità che per prima ha interrotto la pratica della tortura e delle esecuzioni capitali. Nel mondo sonio 103 i paesi che hanno abolito la pena di morte – ha ricordato Giani – ma ce ne sono altrettanti che l’hanno mantenuta in modo più o meno ambiguo. In altri 37 la pena di morte è prevista ma non si applica da 10 anni; le uccisioni passate da regolare sentenza, nel 2014, sono state oltre 3mila 500. “Per non parlare di torture, pene corporali e procedimenti sommari, che sono sotto l’occhio vigile dell’Europa – ha continuato – così come la mancata ratifica da parte della Duma, dell’abolizione della pena di morte in Russia, anche se dal 1996 non c’è stato alcun provvedimento in tale senso”.

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E’ per questo che il Consiglio regionale ha aderito alla campagna della Comunità di Sant’Egidio: alle 17, davanti alla sede dell’Assemblea,  fasci di luce illumineranno il palazzo Panciatichi, in contemporanea con l’illuminazione del Colosseo a Roma, “accendendo la speranza, invitando all’abolizione della pena capitale e a dire basta, con fermezza, al sangue di innocenti, che troppo spesso caratterizza la nostra storia”.

La Festa della Toscana ha visto ieri l’iniziativa di Palazzo Aperto che ha fatto registrare oltre 2000 visitatori.  Giani ha ricordato il percorso storico aperto ai cittadini, “per abbracciare la storia millenaria della nostra regione e continuare sulla strada della partecipazione, insieme con i toscani, che tutti i giorni potranno visitare il loro museo del Pegaso”; e le tante iniziative organizzate in tutta la regione “segno costruttivo di pace”.

Il presidente ha preannunciato altre ricorrenze toscane. In ordine di calendario: il 25 marzo, Capodanno toscano; il 13 luglio, giorno di insediamento del nuovo Consiglio regionale; il 27 aprile, giorno dell’indipendenza della Toscana.

Nel suo intervento il presidente della Toscana Enrico Rossi ha fatto osservare come all’inizio della cerimonia siano stati suonati gli inni toscani, italiano, europeo. “Dobbiamo far convivere e coltivare queste appartenenze – ha detto il presidente della Giunta –. Noi non ci rinchiudiamo in un localismo asfittico, ma ci sentiamo di appartenere, alla fine, al genere umano. La Toscana che celebriamo oggi non è una regione che si è chiusa ma che si è aperta all’Europa: l’abolizione della pena di morte è avvenuta all’interno di un dibattito di dimensione europea, e il Granduca si è appropriato di questo dibattito facendo diventare la Toscana un punto di riferimento”. È questa, secondo Rossi, la lezione su cui riflettere: la grandezza della Toscana quando essa si apre al mondo.

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