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Festa di compleanno che vien dal cielo per il paracadutismo italiano Cronaca

Capannoli – Cinquant’anni di lanci ed evoluzioni in caduta libera. È il 1966 quando il caparbio entusiasmo dell’allora tenente colonnello Piero Goffis spiana la strada alla nascita, a Pisa, della Sezione Paracadutismo del Centro Sportivo Esercito. Oggi, il generale Goffis, ottantasei anni, è pronto a festeggiare il traguardo del mezzo secolo di vita della “sua” creatura – ne fu, oltre che ideatore e promotore, anche il primo comandante. E’ lui l’ospite più atteso della festa – sabato 23 settembre – di Capannoli (Pi), comune in cui opera l’Aviosuperficie Valdera, sede dell’Aero Club di Pisa, il cui legame con la Sezione Paracadutismo è, per più motivi, profondo, intenso.

Intanto, gli atleti paracadutisti del Cse, il cui palmares vanta numerosi titoli italiani, europei e mondiali, è a Capannoli che si allenano. E poi molti degli ex presidenti dell’Aero Club di Pisa, già paracadutisti in forza alla compagine agonistica del Cse, in passato ebbero anche l’onere e l’onore del comando della Sezione pisana. Tra questi, Ermanno Ferro e Giulio Ottaviani, entrambi membri della squadra che a Fort Bragg, nel 1974, nell’ambito dei campionati del mondo Cism, Consiglio Internazionale dello Sport Militare, permise alla nazionale militare italiana di vincere il suo primo oro. E l’attuale presidente del Club, il generale Salvatore Iacono, è stato comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, di cui la Sezione Paracadutismo fa parte.

Una festa di compleanno che arriva dal cielo, e non potrebbe essere altrimenti. Oggi, sul campo di volo di Capannoli, gli aviolanci e i passaggi dei velivoli con fumate tricolori iniziano alle 11.30, subito dopo la chiusura delle registrazioni (la quota d’iscrizione, 30 euro, include l’aperitivo, il pranzo, il libro fotografico “L’evoluzione. Ricordi di 50 anni di paracadutismo sportivo”, appositamente stampato per questa ricorrenza, e una t-shirt con logo). Nel pomeriggio, la Sezione mostra al pubblico una carrellata di foto storiche e i suoi campioni di ieri e di oggi.

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E ce ne sono di campioni da applaudire. Nomi e cognomi di stelle della Sezione: Paolo Bertolini, Paolo Filippini, Antonio Squadrone, Giuseppe Tresoldi, Giorgio Squadrone, Michele Tedesco, Davide Boarino, Silvio Di Tecco, Nicola Longo, per non citarne che alcuni – il tenente colonnello Paolo Filippini, già medaglia d’oro nella specialità della “Precisione individuale” a Békéscsaba, Ungheria, dove si svolsero i mondiali militari del 1996, è l’attuale comandante della Sezione Paracadutismo Cse, e a Capannoli, sabato, il volo più spettacolare sarà sicuramente il suo, visto che scendendo dall’alta quota srotolerà e farà garrire al vento una maxi bandiera italiana di mille metri quadrati. Atleti che, in un tuffo di varie generazioni, hanno fatto vincere all’Italia e al Cse tutto quel che c’era da vincere nell’ambito delle competizioni militari. Nelle stesse specialità, e negli stessi anni, successi analoghi sono stati conquistati dalla squadra del Centro Sportivo Carabinieri (indimenticabili le imprese di Francesco Palumbo, Alessandro Ruggeri e Francesco Signoretti, Thomas Angerer, Lorenzo Silvestri, tra gli altri): anche questo team, costantemente, mette a punto la propria destrezza tecnica librandosi in volo nell’aria di Capannoli e atterrando sul manto erboso dell’Aviosuperficie.

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 Un ruolo speciale, nel taglio di questo traguardo, ce l’ha Giulio Ottaviani. Ed è il suo compagno di squadra d’un tempo, Ermanno Ferro, a raccontare perché. ««Era il 1975, eravamo a una gara in Belgio. Giulio rimase talmente affascinato dalle prestazioni delle velature plananti, chiamate anche “ad ala”, da decidere di comprarne una a titolo privato. Il paracadute su cui aveva posato lo sguardo apparteneva ai “Golden Knights”, prestigioso team statunitense. Era tutto dorato, bellissimo. Dopo averlo acquistato e sperimentato a sufficienza, Ottaviani ha iniziato a usarlo nelle competizioni in Italia. È stato lui, grazie a quell’intuizione, a introdurre nel nostro Paese il moderno paracadute a profilo alare, decretando il progressivo accantonamento delle tradizionali calotte emisferiche. Da quel momento, la storia del nostro paracadutismo ha voltato pagina».

Foto: in copertina, particolare della copertina del libro; interno: vittorie Cse; il comandante della sezione paracadutisti Paolo Filippini

 

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